Nel volume di Vincenzo Brancatisano anche due scoop su interferenze di Togliatti e della chiesa modenese
Un libro sulla scelta di Dionigio Bonini
Romanzo sui problemi del sindacato e delle coop tra città e Bassa
Nel dibattito sugli attacchi del governo alle coop, sulla
gestione del conflitto sociale da parte dei sindacati ecco
un bel libro di Vincenzo Brancatisano (già autore di volumi sul prof. Di Bella) con anche chicche storiche su Togliatti e la chiesa. Il volume «La scelta di Dionigio» Edizioni MondoNuovo (il ritorno di Zanfi). Un capitolo è scaricabile gratis dal sito www.vincenzobrancatisano.it
Il protagonista. Dionigio Bonini, 1917-1998. E' stato presidente della Cooperativa agricola "Focherini" di San Martino Spino, impiegato alle Poste di Modena e sindacalista
della Cisl. Ha rivestito la carica di consigliere comunale a
Mirandola e quella di consigliere della Circoscrizione
S.Agnese. E' stato vicino agli
ex ministri Giovanni Medici
ed Ermanno Gorrieri.
La storia. Il protagonista
della storia vera, che Brancatisano racconta molto bene
nella forma del romanzo biografico, è uno di quegli uomini che hanno il privilegio e la
traversia di avvertire che la
propria vita ha un senso. Subito dopo la seconda guerra
mondiale, il geometra Bonini
rinuncia a un impiego sicuro
per assumere la presidenza
della agricola "Focherini" di
in un periodo molto difficile
della storia italiana, caratterizzato da fame e miseria, pervaso da una forte tensione collettiva. La decisione dell'uomo, ispirata a una passione
profonda per l'ideale, scatena
gravi conflitti nella sua famiglia per il disagio economico
cui essa andrà incontro a causa della modestia del nuovo
compenso. Ma un altro conflitto è destinato a catturare
il lettore fin dalla prima pagina. E' il conflitto del protagonista quando sarà messo in
minoranza dai suoi soci che
non se la sentiranno più di
perseverare nei sacrifici, che
pure avevano fatto grande la
coop, e pretenderanno una
più consistente distribuzione
degli utili aziendali.
Deluso dalla deriva neoliberista cui le cooperative iniziano ad andare incontro, rimasto senza lavoro e memore
delle più funeste previsioni
della moglie che s'era opposta inutilmente alla sua scelta, ma che non smette mai di
stargli vicino, Dionigio Bonini guarderà al futuro con tenacia e ottimismo e, divenuto
uomo politico e sindacalista,
conquisterà l'ammirazione di
un numero sterminato di lavoratori, che difenderà sempre fino ai nostri giorni.
Il cancro gli eviterà altri
grandi dispiaceri: la deriva
della politica, gli attacchi del
governo alla cooperazione, la
rottura dell'unità sindacale.
Interferenza di Togliatti.
L'imbarazzante interferenza
del Ministro della Giustizia
Palmiro Togliatti sui giudici
modenesi...«... al tempo dei comunisti al governo una circolare di Palmiro Togliatti, allora ministro della Giustizia, invitava "la magistratura ad
astenersi dall'intervenire per
i ricorsi inoltrati dagli agrari
in tutti i casi in cui la vertenza avesse avuto carattere collettivo o fosse stata condotta
da un'organizzazione sindacale. La decisione venne giudicata dagli agrari come un'intollerabile interferenza ed essi contestarono al governo il
diritto di interporsi in tale
materia". Non è dato sapere
se la magistratura modenese
avesse resistito all'interferenza del ministero della giustizia. Certo è che nel 1947 Togliatti non era più ministro
da tempo, dopo che nel giugno di un anno prima comunisti e socialisti erano stati cacciati dal governo, e la richiesta degli agrari di fare intervenire polizia e carabinieri di
ogni vertenza fu quasi sempre accontentata...»
L'ingerenza della Chiesa. Il
parroco modenese scrive ai fedeli: il voto è segreto ma Dio
vi vede se fate i vigliacchi e
non votate Democrazia Cristiana...«Due anni dopo si
svolsero le elezioni politiche
italiane per la terza legislatura che precederà la nascita
del primo, brevissimo governo centrista Fanfani, con Democrazia Cristiana e Psdi a
Palazzo Chigi. Durante la
campagna elettorale, don
Oscar Martinelli scrisse una
lettera ai parrocchiani:"Nel
segreto della cabina dove andate a votare - avvertì il prete
- vi vede solo Iddio. Egli vede
se commettete una vigliaccheria non dando il voto o dandolo apposta sbagliato, vede a
chi date il voto dal quale domani dipenderà il bene o la
rovina della nostra patria".
L'iniziativa del parroco di
San Martino Spino non fu certo originale, anzi si pose in
piena sintonia con le parole
di Pio XII°.
Libera Chiesa in (non molto) libero Stato. Il libro di
Brancatisano riproduce l'imbarazzante decalogo della
Chiesa per le elezioni politiche del 25 maggio 1958. Ecco
alcuni brani del corposo documento: «Carissimi Parrocchiani... I Cattolici appoggiano il Partito della Democrazia Cristiana... Attenti allora
a quello che faremo il 25 maggio, andate a votare, votate
bene e da intelligenti creando
tutti assieme uniti un partito
che possa governare. Molti
voti allora alla Dc.... Se domani vi saranno: guerre, rivoluzioni, disoccupazione, fame,
miseria non sarà non altro
che per colpa di ognuno di
noi che non ha forse votato, o
ha votato sbagliato, o ha votato per partiti dove si sapeva
esservi uomini incapaci e cattivi....". E, per comunisti, radicali,socialisti, monarchici e
movimento sociale il libro riporta le motivazioni.
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 Foto d'epoca: Il senatore Medici con Dionigio Bonini

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