MODENA
giovedì 26 giugno 2003, S. Rodolfo
   
Illegali le bollette con 709
Garante delle Comunicazioni diffida Telecom
Tribunale di Bari non ritiene valido l'automatismo di quei numeri

di Vincenzo Brancatisano

Si tinge di giallo lo scandalo delle superbollette della Telecom, gonfiate con costose telefonate non desiderate ai numeri che iniziano con 709, al quale abbiamo dedicato un'inchiesta nei giorni scorsi.
Mentre le denunce si moltiplicano e la Telecom promette di venire in qualche modo incontro agli utenti, si scopre che l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con Delibera di luglio 2002 (n. 9/02/CIR, art.4, comma 1) dopo avere stabilito che "La numerazione per servizi Internet (70X), in conformità con il piano di numerazione nazionale è utilizzabile esclusivamente per l'accesso alla rete Internet", ha sancito::"E' fatto divieto di fornire prodotti e servizi per il tramite dell'addebito all'utente del traffico svolto indirizzato a dette numerazioni". Tradotto in soldoni significa che è vietato imporre agli utenti il pagamento attraverso la bolletta di importi realtivi a suonerie o loghi o altri servizi proposti con il sistema dei dialers che sconnettono il pc dal numero urbano e lo connettono, spesso all'insaputa del navigatore, a un numero costosissimo che inizia per 709. Sarebbe ora curioso conoscere il motivo per cui il Garante abbia atteso che lo scandalo assumesse proporzioni colossali prima di bloccare le pretese dell'ex Sip che spesso ha tagliato la linea agli utenti che si sono rifiutati di pagare le bollette maggiorate. Tutto questo mentre i dialers trappola si stanno moltiplicando a dismisura quasi fossero convinti della totale impunità. Ma c'è di più. Sullo scandalo si abbatte ora una stangata giudiziaria per fatti legati alle superbollette con i numeri 144, che ha tenuto banco per quasi tutti gli anni '90. Con una sentenza clamorosa (n. 47 del 10 gennaio 2003, nota solo ora), il Tribunale di Bari, 2º Sezione, ha condannato l'ex Sip alla riattivazione della linea telefonica a un utente che si era rifiutato di pagare una bolletta di oltre 8 milioni di lire recapitatagli nel 1994 e gonfiata con telefonate ai defunti 144, poi sostituiti dagli 166 e poi dagli 899, tuttora in funzione in compagnia con i 709. Non solo. Il Tribunale ha dichiarato "la insussistenza del credito reclamato dalla convenuta per l'importo di lire 8.488.560, come risultante dalle bollette di cui è causa, con condanna della Telecom Spa al risarcimento degli eventuali danni rinvenuti all'attore in conseguenza dell'inadempimento" della Telecom"e da liquidarsi in separato giudizio nonché alla inibizione dell'illecito, mediante riattivazione del servizio".
E ancora: il Tribunale"condanna la Telecom Spa alla rifusione, in favore del Sig. P. L., delle spese del giudizio che si liquidano nella complessiva somma di euro 1.657,83". Motivo? Semplice: non è legittimo pretendere con la bolletta telefonica, che si riferisce a un contratto di pubblico servizio, importi relativi a servizi che l'utente non ha chiestoe. Conclusioni che pesano come un macigno, in un un momento in cui migliaia di utenti stanno cercando appigli giuridici per salvarsi dal flagello dei"dialers".




Le maxi bollette arrivate ad alcuni modenesi «grazie» a internet
   
 

   
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