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| MODENA |
| venerdì 30
maggio 2003, S. Felice I papa |
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Piccola guida per opporsi alle tariffe
gonfiate Fate ricorso, non pagate Guai da legge su
privacy
vi.bra.
Cosa fare quando arriva una bolletta gonfiata con
telefonate con numeri che iniziano con 709? Potrebbe essere utile
seguire l'indicazione fornita dall'Autorità Garante delle
Telecomunicazioni e dalla Polizia Postale che in alcune regioni
italiane è agguerrita. Questa l'indicazione: compilare un nuovo
bollettino postale con l'importo che si ritiene dovuto, sottrarre la
somma relativa alle telefonate a valore aggiunto "indesiderate" e
versare l'importo residuo entro i termini di scadenza a Telecom,
contestando la situazione a quest'ultima con raccomandata e
rivolgersi alla Polizia Postale esponendo i fatti. Meglio
avvertire anche il 187, anche se le centraliniste potrebbero dire
che l'operazione non è legittima: ma sarebbe un errore, poiché
l'ordinamento prevede la procedura. L'eventuale stacco della linea
dovrebbe essere a quel punto impossibile, poiché è chiaro se la
Telecom possa pretendere con la bolletta importi dovuti a servizi
aggiuntivi non previsti ed estranei al contratto di pubblico
servizio telefonico sottoscritto dall'utente. Ma c è un altro
ostacolo. Grazie alla legge sulla privacy, la Telecom, per tutelarci
da noi stessi, oscura le ultime cifre dei numeri che abbiamo
composto. Nel caso dei 709, per molti utenti che protestano ma che
non si erano premuniti di documentazione del traffico, l'ex Sip
oscura tutte le cifre tranne le prime due e rimane il 70. Poiché
molti utenti abbonati a Telecom per l'accesso a Internet hanno in
dotazione un numero a costo urbano che inizia per 702, essi non
riescono a sapere (specie quando si tratta di piccole cifre) se
l'importo da contestare si riferisce al richiesto 702 o al non
richiesto 709. Un ostacolo in più del muro di gomma che «protegge»
una superbolletta ritenuta ingiustificata.
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