Il garante 'striglia' la
Telecom Più trasparenza su numeri 'a valore aggiunto' e
dialer
Subissata da valanghe di proteste da parte dei cittadini
per lo scandalo delle super bollette al quale abbiamo dedicato
un'inchiesta nei giorni scorsi, ora interviene l'Autorità garante
della privacy, che richiama ufficialmente la Telecom. Il pomo della
discordia è rappresentato, nello specifico, dalla difficoltà degli
utenti a riconoscere i numeri di telefono - quelli "a valore
aggiunto" - documentati assieme alla fattura, poiché essi vengono
oscurati lasciando visibili solo le prime cifre, in ossequio al
diritto alla privacy, che diventa paradossale in casi del
genere.
di Vincenzo Brancatisano La legge sulla privacy,
scrive il Garante, Stefano Rodotà (che affida al sito www.privacy.it
un caustico comunicato) "non pone ostacoli agli utenti telefonici
che, in caso di contestazione, chiedono di conoscere nel dettaglio e
agevolmente i numeri di telefono chiamati, compresi quelli a
tariffazione speciale, come ad esempio quelli che iniziano con 709".
Questi numeri, precisa il Garante "nei quali può accadere di
imbattersi, di solito involontariamente, navigando su Internet,
gonfiano a dismisura le bollette a causa dei loro alti costi di
connessione. Chi si collega al 709, infatti, per scaricare ad
esempio, loghi o suonerie, inserisce inavvertitamente sul proprio pc
un software, che sostituisce il numero di telefono del proprio
provider con il quale ci si collega normalmente alla rete". E'
davvero singolare che un'autorità pubblica invece di intervenire per
pretendere il blocco di un fenomeno tanto grave che sta rovinando le
famiglie, si limiti a descriverlo. Ma tant'è. Il Garante aggiunge di
avere "ribadito il principio di trasparenza affermato fin dal
1998". Ed ecco la prima strigliata all'ex Sip: "Di fronte
all'inerzia del gestore - commenta l'Autorità - gli interessati
hanno segnalato il caso al Garante, il quale, considerata la
rilevanza del fenomeno per i costi addebitati ed il numero di
abbonati coinvolti, ha ritenuto opportuno ribadire al gestore alcune
indicazioni già fornite dal 1998 ed applicabili ai casi esaminati,
in attesa di adottare un nuovo specifico provvedimento al termine
degli accertamenti in corso". Dunque, anche Stefano Rodotà sapeva
da anni dell'esistenza del fenomeno superbollette. E ora avverte:
"Fermo restando, infatti, l'obbligo previsto dalla normativa di non
evidenziare le ultime tre cifre dei numeri chiamati in occasione del
primo invio delle fatturazioni, l'Autorità ha ricordato come gli
abbonati abbiano comunque due possibilità di ottenere la
comunicazione dei numeri completi delle utenze contattate. La prima
quando abbia necessità di verificare l'esattezza e la legittimità di
determinati addebiti o di contestazione riferita a delimitati
periodi o chiamate. La seconda quando intenda esercitare i diritti
di accesso ai propri dati riconosciuti dalla legge sulla privacy".
In quest'ultimo caso, ha precisato il Garante, "l'abbonato non è
tenuto a fornire alcuna particolare motivazione per richiedere 'in
chiaro' i numeri chiamati e può rivolgersi al gestore telefonico con
una procedura informale". Alla luce "di queste precisazioni, ed in
vista di un provvedimento generale sulla fatturazione dettagliata -
si conclude - il Garante ha pertanto richiamato il gestore
telefonico al rispetto dei principi indicati".
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