MODENA
martedì 3 giugno 2003, S. Carlo Lwanga
   
Il garante 'striglia' la Telecom
Più trasparenza su numeri 'a valore aggiunto' e dialer


Subissata da valanghe di proteste da parte dei cittadini per lo scandalo delle super bollette al quale abbiamo dedicato un'inchiesta nei giorni scorsi, ora interviene l'Autorità garante della privacy, che richiama ufficialmente la Telecom. Il pomo della discordia è rappresentato, nello specifico, dalla difficoltà degli utenti a riconoscere i numeri di telefono - quelli "a valore aggiunto" - documentati assieme alla fattura, poiché essi vengono oscurati lasciando visibili solo le prime cifre, in ossequio al diritto alla privacy, che diventa paradossale in casi del genere.

di Vincenzo Brancatisano
La legge sulla privacy, scrive il Garante, Stefano Rodotà (che affida al sito www.privacy.it un caustico comunicato) "non pone ostacoli agli utenti telefonici che, in caso di contestazione, chiedono di conoscere nel dettaglio e agevolmente i numeri di telefono chiamati, compresi quelli a tariffazione speciale, come ad esempio quelli che iniziano con 709". Questi numeri, precisa il Garante "nei quali può accadere di imbattersi, di solito involontariamente, navigando su Internet, gonfiano a dismisura le bollette a causa dei loro alti costi di connessione. Chi si collega al 709, infatti, per scaricare ad esempio, loghi o suonerie, inserisce inavvertitamente sul proprio pc un software, che sostituisce il numero di telefono del proprio provider con il quale ci si collega normalmente alla rete".
E' davvero singolare che un'autorità pubblica invece di intervenire per pretendere il blocco di un fenomeno tanto grave che sta rovinando le famiglie, si limiti a descriverlo. Ma tant'è. Il Garante aggiunge di avere "ribadito il principio di trasparenza affermato fin dal 1998".
Ed ecco la prima strigliata all'ex Sip: "Di fronte all'inerzia del gestore - commenta l'Autorità - gli interessati hanno segnalato il caso al Garante, il quale, considerata la rilevanza del fenomeno per i costi addebitati ed il numero di abbonati coinvolti, ha ritenuto opportuno ribadire al gestore alcune indicazioni già fornite dal 1998 ed applicabili ai casi esaminati, in attesa di adottare un nuovo specifico provvedimento al termine degli accertamenti in corso".
Dunque, anche Stefano Rodotà sapeva da anni dell'esistenza del fenomeno superbollette. E ora avverte: "Fermo restando, infatti, l'obbligo previsto dalla normativa di non evidenziare le ultime tre cifre dei numeri chiamati in occasione del primo invio delle fatturazioni, l'Autorità ha ricordato come gli abbonati abbiano comunque due possibilità di ottenere la comunicazione dei numeri completi delle utenze contattate. La prima quando abbia necessità di verificare l'esattezza e la legittimità di determinati addebiti o di contestazione riferita a delimitati periodi o chiamate. La seconda quando intenda esercitare i diritti di accesso ai propri dati riconosciuti dalla legge sulla privacy". In quest'ultimo caso, ha precisato il Garante, "l'abbonato non è tenuto a fornire alcuna particolare motivazione per richiedere 'in chiaro' i numeri chiamati e può rivolgersi al gestore telefonico con una procedura informale". Alla luce "di queste precisazioni, ed in vista di un provvedimento generale sulla fatturazione dettagliata - si conclude - il Garante ha pertanto richiamato il gestore telefonico al rispetto dei principi indicati".




Due bollette Telecom da brivido: una è da 5mila euro...
   
 

   
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