MODENA
giovedì 26 giugno 2003, S. Rodolfo
   
Imbarazzo tra associazioni che fecero da garanti all'ex-Sip
12 gruppi invitavano a non rivolgersi al tribunale ma a conciliare sui 144 e dintorni

vi.bra.

Dopo anni di battaglie condotte anche a Modena, c'è aria di soddisfazione presso l'Associazione Vittime della Telecom, che contesta da sempre il diritto del gestore telefonico di tagliare la linea telefonica in caso di contestazione degli addebiti da 144 e di altri numeri "a valore aggiunto", come i numeri erotici intercontinentali che molti utenti sostengono peraltro di non avere mai fatto.
L'ipotesi che anche in quesi casi ci fosse stato lo zampino di qualche dialer capace di sollecitare a distanza il telefono dell'utente non è mai stata provata dall'autorità giudiziaria, dunque la scartiamo. Rimane comunque il mistero su come i contatori riuscissero a lievitare. L'associazione, presieduta da Lorenzo Filippi di Padova, è stata peraltro la prima pochi anni or sono a chiedere il controllo dei nuovi numeri 709, dopo le prime segnalazioni di utenti raggirati. Tanta sollecitudine è servita a poco.
Ma la sentenza del Tribunale di Bari sta creando imbarazzo tra molte associazoni dei consumatori che siglarono anni or sono un'intesa con la Sip-Telecom per la conciliazione delle bollette gonfiate. Conciliare significa per l'utente, quasi sempre, ottenere una rateizzazione dell'importo, qualche volta si spunta qualche sconto. In questi anni sono stati tesi i rapporti tra le"Vittime" e le associazioni "convenzionate" con l'ex Sip. Questa, di fronte a richieste di spiegazioni circa le fatture salate, invitava gli utenti a rivolgersi a 12 associazioni per conciliare. Un apposito avviso pubblicato sull'avantielenco telefonico elencava i gruppi (tra cui, non si capisce perché, anche Legambiente) cui rivolgersi per conciliare. La procedura fu sponsorizzata da trasmissioni tv di servizio al consumatore e fu finanziata dalla Ue. Ma fu contestata dall'ex Minitero delle Poste, Direzione Centrale Autorizzazioni e Concessioni che, in una circolare del 31 ottobre 1995, la definì"cassa di contenimento delle lagnanze degli utenti". Le file presso le associazioni, che sconsigliavano di far causa, furono incessanti per anni. Possibili tangenti? Assolutamente no. Peraltro con la conciliazione associazioni sconosciute ebbero grande visibilità.
Tuttavia, le associazioni si sentirono accusate di prendere dei soldi per ogni bolletta conciliata e seguì perentoria la smentita di Federconsumatori, Acli, Adiconsum, Adoc e Unione Nazionale Consumatori, che in un documento datato 19 gennaio 1998, precisavano:"Le 12 associazioni non ricevono sovvenzioni dall'Unione europea per le conciliazioni con Telecom; le sovvenzioni servono invece specificamente per i rimborsi spese ai 150 conciliatori che negli ultimi anni hanno trattato oltre 20 mila reclami risoltisi in grande maggioranza a favore degli utenti Telecom". Dice oggi Filippi:"Fa piacere constatare che le criticate indicazioni che davamo noi agli utenti (e cioè non pagate gli importi non dovuti per servizi aggiuntivi ma denunciate) ora sono state fatte proprie da queste associazioni. Ma come mai solo ora veniamo a sapere che esiste una delibera dell'Autorità Garante che pone il divieto di addebitare in bolletta prodotti e servizi offerti da questi numeri?"


   
 

   
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