MODENA
sabato 31 maggio 2003, Visitazione della S. Vergine
   
Arrivano da pagare cifre esorbitanti, anche 5mila euro: colpa di programmi che si installano sul computer e chiamano numeri costosissimi
Bollette gonfiate, la Telecom promette rimborsi
Disattivazione gratuita dei numeri 709 e restituzione delle somme dovute ai raggiri

di Vincenzo Brancatisano

Lo scandalo delle bollette Telecom gonfiate con i numeri 709, al quale abbiamo dedicato ieri un'inchiesta, sta arrivando a un nodo cruciale. Di fronte alla straordinaria ondata di proteste degli utenti, che rilancia ciò che succede da almeno dieci anni nella pressocchè totale indifferenza delle istituzioni, l'ex Sip ha promesso la disattivazione gratuita dei numeri che iniziano con 709 e la restituzione di quanto pagato dagli utenti per traffico telefonico evidentemente non dovuto.
E se sulle modalità della restituzione delle somme pagate gli utenti più scettici attendono prove concrete di buona volontà, altri problemi riguardano la disattivazione del 709, che dodovrebbe avvenire nei prossimi giorni, secondo quanto ha promesso Tronchetti Provera. La disattivazione del 709 avverrà infatti a richiesta dell'utente al servizio 187, ma il silenzio dei grandi mass media su questa penosa vicenda rischia di rendere inefficace il provvedimento.
Dopo il 144, il 166, l'899 e gli "00" internazionali, veri o finti, il 709 è un numero, seguito da altre cifre, che gli ignari utenti scoprono di avere "digitato" solo all'arrivo della bolletta salata, consultando la documentazione del traffico telefonico. In realtà il numero viene composto automaticamente da un piccolo programma, detto "dialer", che si installa, spesso ad insaputa dell'utente, sul suo computer e si tratta di un numero di accesso a internet definito "a valore aggiunto".
Collegandosi a internet attraverso un numero del genere (del costo di alcuni euro al minuto o addirittura di 5 euro per ogni connessione anche di un secondo) è come se si versasse il proprio denaro a palate ai centri che gestiscono quei numeri. "Basta un normale clic dato per sbaglio sulla finestra che si apre sul monitor - spiega l'ingegnere Lorenzo Filippi, presidente dell'Associazione vittime della Telecom - e si viene connessi a questi numeri, il che succede anche a persone molto esperte di informatica, immaginatevi cosa succede a chi non è esperto o ai ragazzini".
E chi controlla le bollette delle aziende, degli uffici pubblici, delle scuole, dove gli eventuali costi aggiuntivi dovuti a imprudenti operazioni potrebbero passare inosservati? Nel 1995 un'inchiesta raccolse proprio a Modena, dove era sorto un "comitato vittime", le preoccupanti previsioni dell'ing. Marco Cevenini, responsabile della sede emiliana dell'Ufficio controllo concessioni dell'ex Ministero delle Poste: "Se non si prendono seri provvedimenti, quello che sta succedendo ora è nulla rispetto a quello che succederà con l'avvento delle nuove tecnologie". Cevenini ha avuto ragione. La massiva diffusione di Internet ha catalizzato vecchi e nuovi appetiti. Peraltro, molti ricorderanno come l'allora ministro delle Telecomunicazioni Antonio Maccanico, quello del Lodo, fosse stato contestato al festival dell'Unità di Modena da alcuni utenti telefonici per la solitudine in cui centinaia di migliaia di famiglie stavano vivendo il proprio dramma.
Dallo stesso palco l'allora responsabile Ds per la comunicazione, Giovanna Melandri, snobbò le vibrate lamentele degli utenti intervenuti a un dibattito. Il conto di molti anni di inerzia ora è servito.



   
 

   
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