Se la bolletta è da 5mila
euro Veri salassi dai numeri che cominciano per
709 I NOSTRI SOLDI
di Vincenzo Brancatisano
Superbollette telefoniche e
migliaia di euro da pagare alla Telecom per traffico telefonico non
voluto. Uno scandalo che scuote da troppo tempo le famiglie
italiane, e che negli ultimi tempi, e specie negli ultimi giorni,
sta emergendo in tutta la sua virulenza anche a causa dell'inerzia
di chi avrebbe dovuto intervenire. Proteste, denunce, querele,
esposti e segnalazioni di cittadini indignati hanno raggiunto una
tale proporzione che il leader di Telecom Italia, Marco Tronchetti
Provera, incalzato da chi inutilmente e per mesi aveva cercato di
catturare l'attenzione delle istituzioni (tradizionalmente
refrattarie alla questione, al pari dei più diffusi mass media), è
stato costretto nei giorni scorsi in Senato, dove si trovava per un
altro motivo, a promettere la disattivazione gratuita e urgente,
entro i primi di giugno, dei numeri di telefono che iniziano con le
cifre 709. E' questo il prefisso entrato da qualche mese negli
incubi degli utenti telefonici. Dopo il 144, il 166, l'899 e gli
"00" internazionali, veri o finti, numeri nati spesso con obiettivi
seri ma che hanno rovinato la serenità e il portafoglio di centinaia
di migliaia di famiglie negli ultimi dieci anni, ora è la volta dei
numeri che iniziano con 709, che gli ignari utenti scoprono di avere
"digitato" solo all'arrivo della bolletta salata, consultando la
documentazione del traffico telefonico. In realtà il numero viene
composto automaticamente da un piccolo programma, detto "dialer",
che si installa, spesso ad insaputa dell'utente, sul suo computer e
si tratta di un numero di accesso a internet definito "a valore
aggiunto". In sostanza, collegandosi a internet attraverso un numero
del genere (del costo di alcuni euro al minuto o addirittura di 5
euro per ogni connessione anche di un secondo), invece che
attraverso un numero urbano, è come se si versasse il proprio denaro
a palate ai centri che gestiscono quei numeri. Numeri beninteso
non gestiti da Telecom ma da soggetti che li chiedono in concessione
al Ministero. Un po' come l'144, l'166, l'899: chi riceve la
telefonata ci guadagna e versa una percentuale a Telecom.
Quest'ultima fa da esattore, attraverso la bolletta e facendo leva
sulla minaccia di stacco della linea in caso di mancato pagamento. A
nulla serve essere abbonati ad altri gestori, poiché spetta all'ex
Sip il diritto di riscuotere con la sua bolletta gli addebiti, che
comprendono anche il costo di altre prestazioni, che possono essere
serie ma che possono diventare inquietanti. Perchè inquietanti?
Posto che è legittimo vendere servizi a valore aggiunto (ad esempio
suonerie telefoniche per cellulari), anche se rimane dubbia la
legittimità di vendere merci sulla linea telefonica senza uno
specifico contratto d'acquisto, il problema è che, nella migliore
ipotesi, visitando siti ritenuti innocui, all'improvviso si presenta
sullo schermo una mascherina che propone con un "SI" o con un "NO"
di scaricare un programma per potere ottenere il servizio
reclamizzato. A questo punto è sufficiente cliccare sul pulsante"SI"
affinchè il modem del computer si scolleghi dal proprio numero
urbano, crei un nuovo accesso remoto e si connetta a un costosissimo
numero che inizia con 709. Ed è la fine.
|
 A destra due bollette Telecom 'da
brivido': da 1300 euro e una da oltre 5mila euro che riporta nel
foglio dettagliato un elenco di chiamate della durata di un secondo
a 5 euro l'una A sinistra giovani al computer

|