MODENA
venerdì 30 maggio 2003, S. Felice I papa
   
Se la bolletta è da 5mila euro
Veri salassi dai numeri che cominciano per 709
I NOSTRI SOLDI

di Vincenzo Brancatisano

Superbollette telefoniche e migliaia di euro da pagare alla Telecom per traffico telefonico non voluto. Uno scandalo che scuote da troppo tempo le famiglie italiane, e che negli ultimi tempi, e specie negli ultimi giorni, sta emergendo in tutta la sua virulenza anche a causa dell'inerzia di chi avrebbe dovuto intervenire.
Proteste, denunce, querele, esposti e segnalazioni di cittadini indignati hanno raggiunto una tale proporzione che il leader di Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera, incalzato da chi inutilmente e per mesi aveva cercato di catturare l'attenzione delle istituzioni (tradizionalmente refrattarie alla questione, al pari dei più diffusi mass media), è stato costretto nei giorni scorsi in Senato, dove si trovava per un altro motivo, a promettere la disattivazione gratuita e urgente, entro i primi di giugno, dei numeri di telefono che iniziano con le cifre 709. E' questo il prefisso entrato da qualche mese negli incubi degli utenti telefonici.
Dopo il 144, il 166, l'899 e gli "00" internazionali, veri o finti, numeri nati spesso con obiettivi seri ma che hanno rovinato la serenità e il portafoglio di centinaia di migliaia di famiglie negli ultimi dieci anni, ora è la volta dei numeri che iniziano con 709, che gli ignari utenti scoprono di avere "digitato" solo all'arrivo della bolletta salata, consultando la documentazione del traffico telefonico.
In realtà il numero viene composto automaticamente da un piccolo programma, detto "dialer", che si installa, spesso ad insaputa dell'utente, sul suo computer e si tratta di un numero di accesso a internet definito "a valore aggiunto". In sostanza, collegandosi a internet attraverso un numero del genere (del costo di alcuni euro al minuto o addirittura di 5 euro per ogni connessione anche di un secondo), invece che attraverso un numero urbano, è come se si versasse il proprio denaro a palate ai centri che gestiscono quei numeri.
Numeri beninteso non gestiti da Telecom ma da soggetti che li chiedono in concessione al Ministero. Un po' come l'144, l'166, l'899: chi riceve la telefonata ci guadagna e versa una percentuale a Telecom. Quest'ultima fa da esattore, attraverso la bolletta e facendo leva sulla minaccia di stacco della linea in caso di mancato pagamento. A nulla serve essere abbonati ad altri gestori, poiché spetta all'ex Sip il diritto di riscuotere con la sua bolletta gli addebiti, che comprendono anche il costo di altre prestazioni, che possono essere serie ma che possono diventare inquietanti.
Perchè inquietanti? Posto che è legittimo vendere servizi a valore aggiunto (ad esempio suonerie telefoniche per cellulari), anche se rimane dubbia la legittimità di vendere merci sulla linea telefonica senza uno specifico contratto d'acquisto, il problema è che, nella migliore ipotesi, visitando siti ritenuti innocui, all'improvviso si presenta sullo schermo una mascherina che propone con un "SI" o con un "NO" di scaricare un programma per potere ottenere il servizio reclamizzato. A questo punto è sufficiente cliccare sul pulsante"SI" affinchè il modem del computer si scolleghi dal proprio numero urbano, crei un nuovo accesso remoto e si connetta a un costosissimo numero che inizia con 709.
Ed è la fine.




A destra due bollette Telecom 'da brivido': da 1300 euro e una da oltre 5mila euro che riporta nel foglio dettagliato un elenco di chiamate della durata di un secondo a 5 euro l'una A sinistra giovani al computer


   
 

   
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