Fermate il wrestiling, salviamo i nostri ragazzi



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

25 NOVEMBRE 2006 – Al ministro della pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, va il grande merito di avere preso in mano il dramma del bullismo scolastico. Il grado di bullismo e di spavalderia anche violenta di molti studenti non è in una fase temporanea di parossismo né serve immaginare che sia amplificato dai media. E’ invece destinato a incrementarsi in maniera rapidissima nel tempo. L’emulazione dei comportamenti televisivi – dai penosi reality, alle risse pomeridiane, al wrestiling in prima serata – è massiva negli studenti. Servono interventi illiberali sui palinsesti televisivi. Con il traffico automobilistico ci si è arrivati dopo decenni di insensibilità verso l’ambiente. Che ce ne facciamo delle marmitte Euro 4 se perdiamo i nostri ragazzi? Venticinque anni orsono il wrestiling c’era già in televisione, ma molti ragazzi di allora avevano la testa nelle sezioni di partito, nelle parrocchie, erano in piazza. Si progettava il futuro, anche se molti dei progettisti progettavano una poltrona per sé. Tanti di quelli che menavano le mani lo facevano perché volevano una società diversa da quella che si temeva si stesse per realizzare e che poi si è realizzata. A guardare le immagini del wrestiling, allora, ci si metteva a ridere, e prima di cambiare velocemente canale si mandavano pernacchie verso gli energumeni che facevano finta di picchiarsi. Quegli energumeni sono stati rimandati nelle nostre case e stavolta hanno attecchito, hanno fatto presa. Sono un punto di riferimento per molti adolescenti, come lo sono, per molti tra i loro genitori, i cretini dei reality e i loro conduttori e conduttrici che ci si augura un giorno possano pagare davanti al loro dio se ne hanno uno. Fa male registrare nei ragazzi la crescente violenza verbale e fisica che anima i gesti più banali, la maleducazione, il linguaggio scurrile del quale manco si rendono conto, il disprezzo per l’altro e nello stesso tempo la disperazione, il vuoto, lo smarrimento. Eppure questi ragazzi stanno lanciando un grido d’aiuto alla società che la scuola non può far finta di non cogliere. Servono insegnanti duri, durissimi, severi, ma anche credibili e onesti. Che non telefonino in classe, per esempio. Lo chiedono loro: come si fa a non vederlo? Eppure si lascia correre, tutto è permesso. Dai genitori neppure un no, anzi i genitori non ci sono più, sono altrove. Dalla scuola solo sì e bocciature. E’ ora di riprenderci i nostri ragazzi, ma servono misure drastiche, il buonismo deve finire. Ci rifiutiamo di convincerci che loro vedano la propria felicità in idiozie come questa.

Ps: Google ha fatto sparire il video. Si avverte che il sito wwww.vincenzobrancatisano.it segnala i video sul bullismo per un esclusivo scopo di denuncia. Siamo soddisfatti di avere raggiunto lo scopo.

 

 

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