L’assegno passa al 60 per cento, quello a requisiti ridotti sale al 35 per cento

Welfare, ora conviene la disoccupazione ordinaria  

Ma conviene anche ai sindacati che intascano una percentuale sull’assegno

Attenzione alle trattenute sindacali. Una firma e si regalano soldi. Molti soldi

Inviate al nostro sito le vostre testimonianze



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

13 OTTOBRE 2007 – Ora non ci sono più dubbi. Ai docenti precari (e non solo a loro) conviene fare la domanda per la disoccupazione ordinaria per coprire i periodi non lavorati, ad esempio i mesi estivi. Il protocollo sul Welfare appena approvato dal governo e dal referendum, come potete leggere dal testo pubblicato in questa pagina del sito vincenzobrancatisano.it, prevede tra le tante novità un aumento delle indennità di disoccupazione, in termini quantitativi e di durata. Quella a requisiti ridotti passa dall’attuale 30 al 35 per cento per i primi 120 giorni. Quella ordinaria passa invece al 60 per cento. Chi ha i requisiti (clicca qui) per presentare la domanda per quest’ultimo tipo di assegno lo troverà più conveniente rispetto all’assegno di disoccupazione a requisiti ridotti (clicca qui per i requisiti). La relativa richiesta andrà inoltrata subito dopo il licenziamento (da qualche anno sono escluse le dimissioni) e l’assegno sarà corrisposto mensilmente fino all’assunzione, della quale è fatto obbligo dare comunicazione all’Inps. Attenzione però ai periodi di franchigia. Poiché i primi 8 giorni non sono indennizzati, questo tipo di indennità è meno consigliabile a chi viene licenziato più volte durante l’anno scolastico. In questi casi conviene la disoccupazione a requisiti ridotti, la cui domanda va invece inoltrata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, poiché è pensata proprio per coprire tutti i periodi non lavorati. Secondo bip: su questo tipo di disoccupazione i patronati (che per legge devono fare gratis la domanda pena pesanti sanzioni) fanno in modo da anni che il disoccupato deleghi l’Inps a trattenere una bella fetta dell’assegno per poi girarlo al sindacato a loro collegato – grazie a una convenzione con l’INPS –  e lo fanno attraverso una delle quattro firme che il disoccupato appone sulla domanda. Solo le Acli ci hanno comunicato di essersi dissociate da questo peraltro legalissimo andazzo. Questo tipo di finanziamento sindacale era stato abolito a furor di popolo nel 1995 con un referendum abrogativo, ma poi i sindacati lo hanno riabilitato con l'arma del Ccnl L’aumento dell’entità dell’assegno appena concordato tra governo e sindacati confederali si tradurrà in un aumento delle entrate (e che entrate!) per le nostre associazioni, specie sull’assegno a requisiti ridotti. Vi risulta che l’INPS vi abbia mai inviato a casa, assieme all’assegno, una documentazione con la cifra che avete volontariamente (la volontàrietà è dimostrata dalla firma) devoluto al sindacato, il quale peraltro si è già cuccato mese per mese la trattenuta per la tessera? E poi: vi siete mai accorti di avere firmato per la trattenuta? Come ve l’hanno chiesta quella firma? E visto che la percentuale della trattenuta sulla “ridotti” è molto più alta rispetto a quella ordinaria, siete stati mai spinti a fare la disoccupazione a requisiti ridotti invece che quella orinaria? Per conoscere l’importo regalato (volontariamente, s’intende!) ai sindacati negli anni basta chiederlo al patronato o allo stesso Inps. Le voste testimonianze sono gradite.

 

 

PROTOCOLLO SU PREVIDENZA, LAVORO E COMPETITIVITA’ PER L’EQUITA’ E LA CRESCITA SOSTENIBILI 23 luglio 2007

 

Stralcio del testo

[…]

Interventi immediati

Il Governo stanzierà una quota dell’extragettito, pari a circa 700 milioni di euro, in direzione di un primo intervento sugli ammortizzatori sociali. La prima fase del progetto di riforma degli ammortizzatori intende effettuare interventi migliorativi delle indennità di disoccupazione che riguardano tutti i lavoratori, in particolare i giovani. Gli interventi si articoleranno in:

- un miglioramento dell’indennità ordinaria di disoccupazione in riferimento al livello, alla durata e all’attuale profilo a "scalare";

- un aumento delle indennità di disoccupazione a requisiti ridotti, con profilo che incentivi i contratti a termine più lunghi;

- un aumento della copertura previdenziale mediante il riconoscimento di contributi figurativi correlati alla retribuzione di riferimento piena e non solo all’indennità percepita.

Quanto agli interventi in materia di connessione tra ammortizzatori sociali e politiche attive per il lavoro finalizzate a costruire nuove opportunità di occupazione, si potenzieranno i Servizi per l’impiego collegando e coordinando l’erogazione delle prestazioni di disoccupazione a percorsi di formazione e di inserimento lavorativo. Risorse, da reperire nell’ambito del riordino degli incentivi o indirizzando a tal fine le risorse comunitarie della programmazione 2007-2013, potranno essere destinate ad agevolare la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, a favorire l’occupazione femminile e l’inserimento lavorativo delle fasce deboli, compresi i lavoratori in età più matura al fine di potenziare le politiche di invecchiamento attivo. Per perseguire questi obiettivi è necessario un efficace coordinamento tra Ministero del Lavoro e Regioni, d’intesa con le parti sociali, con particolare riguardo ai profili di sistema (definizione di standard nazionali, sistema informativo, formazione degli operatori, ecc.) valorizzando le sinergie con gli enti previdenziali.

Il primo intervento di riforma degli ammortizzatori sociali è il miglioramento delle tutele economiche in caso di disoccupazione non agricola per i soggetti più deboli: a) la durata della indennità di disoccupazione con requisiti pieni verrà portata a 8 mesi per gli infracinquantenni e a 12 mesi per gli over 50;

 

b) l’importo della indennità di disoccupazione con requisiti pieni sarà portato al 60% dell’ultima retribuzione per i primi 6 mesi, al 50% dal 7° all’8° mese, al 40% per gli eventuali mesi successivi mantenendo in vigore gli attuali massimali;

 

c) l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti calcolata sui redditi da lavoro dell’anno precedente passerà dall’attuale 30 al 35% per i primi 120 giorni e al 40% per i successivi per una durata massima di 180 giorni;

 

d) al fine di garantire una piena copertura previdenziale, la contribuzione figurativa verrà assicurata per l’intero periodo di godimento delle indennità, con riferimento alla retribuzione già percepita;

 

e) si aumenterà la perequazione relativa ai tetti delle indennità dall’80% al 100% dell’inflazione.

 

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