Politiche 2008/La
statistica è stata usata ancora una volta per falsare la verità
Astenuti aumentati del 20 per cento, bugie sui dati
Il partito dei non
votanti aumenta in maniera drastica ma i dati sono censurati

16 APRILE 2008 – La
Terza Repubblica inizia con dati taroccati. Si tratta dei dati sull’astensione,
che assume proporzioni gigantesche in termini percentuali. Dati che, grazie
proprio alle magie consentite dalle percentuali, sono stati minimizzati,
nascosti, censurati dai mezzi di informazione. Dunque, stando ai dati
ufficiali forniti dal Ministero dell’Interno, al Senato i votanti sono stati l’80,404 per cento
mentre alla Camera sono stati l’80,512 per cento. Poiché alle elezioni
politiche del 2006 i votanti erano stati rispettivamente l’83,50
per cento e l’83,62
per cento, i commentatori politici hanno concluso che trattasi di un
decremento di un quasi inconsistente e poco preoccupante 3 per cento dei
votanti. Ma è solo un’apparenza matematica, la stessa che occulta la verità in
medicina in ordine alle malattie e alle percentuali di guarigione assicurate da
farmaci e terapie, come abbiamo più volte dimostrato in altri articoli. L’incremento
percentuale di astenuti (+ 3 per cento) non va rapportato al totale dei votanti
ma piuttosto alla percentuale di astenuti rilevata nel 2006, così come si fa
per stabilire l’incremento percentuale dei votanti per questo o quel partito. Infatti
per poter dire che la Lega Nord ha raddoppiato i consensi, facendo di tutto
questo un caso nazionale anche se nazionale non è, ci si basa sul fatto che dal
4,58 per cento del 2006 è passata all’8,227 del 2008. Dunque la conclusione
nasce dal rapporto (corretto) tra le due percentuali dei votanti per la Lega,
che sottolinea il quasi raddoppio da 4,58 a 8,227. Ma la stessa cosa va fatta con
gli astenuti, che andrebbero computati
come astenuti. Dunque se i votanti del 2006 erano come detto l’ 83,5 per
cento, gli astenuti di conseguenza erano
il 16,50 per cento degli elettori. E siccome oggi i votanti sono stati l’80,5
per cento questo vuol dire che i non votanti, cioè gli astenuti, sono oggi il 19,5 per cento. Se ora proviamo a
rapportare il 3 per cento di incremento al 16,50 per cento (come abbiamo fatto
con la Lega) scopriamo che l’incremento degli astenuti non è del 3 per cento ma
del 18,18 per cento. Del resto stiamo
parlando di un incremento di un milione e mezzo di persone. Occorre peraltro
considerare che un buon 10 per cento di astensioni è dovuto da sempre a motivi
indipendenti dalla volontà di astenersi ma indotti piuttosto dalla lontananza dell’elettore
dalla residenza per motivi di lavoro o di studio o da problemi di salute,
pertanto l’incremento degli astenuti consapevoli andrebbe calcolato su una base
ancora più piccola e il risultato potrebbe superare anche il 30 per cento. Per
quanto ci riguarda, saremmo contenti anche se si parlasse semplicemente di
incremento percentuale, a patto che la stessa cosa si facesse con quello
ottenuto dai partiti. E allora sarebbe come dire che la Lega Nord ha ottenuto
un incremento del 4 per cento. Tutto il resto è effetto mediatico, come quello
che esaltava, ai tempi del Pentapartito, il raddoppio dei consensi del Pli o
del Pri. Che passavano dallo 0,4 allo 0,8 per cento dei consensi.