Finanziaria, analisi amara di Tuttoscuola   

Scuola, spariranno 50mila posti

Impossibili le 150.000 assunzioni annunciate   



 

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16 OTTOBRE 2006 – Nel 2007 saranno tolti dall’organico della scuola 43.200 posti e altri 6.800 negli anni successivi: una riduzione del 5% dell’esercito che lavora nelle scuole, ben più di quanto nessuna Finanziaria in un solo esercizio abbia mai previsto. A fare le pulci alla manovra è Tuttoscuola, che pubblicherà oggi sulla sua newsletter un’analisi della Relazione tecnica della Finanziaria. Per effetto di questi tagli, non potranno esserci tutte le 150mila immissioni in ruolo nei prossimi tre anni, perché non vi potranno essere altrettanti posti vacanti da coprire; si arriverà a 75mila assunzioni. L’innalzamento del rapporto alunni/classe di 0,40 punti dovrebbe portare a una riduzione di 19.032 posti di docente e di 7.050 unità di personale dal prossimo settembre 2007. La previsione di abbattimento delle ripetenze nei primi due anni di corso delle superiori dovrebbe comportare dal 1º settembre 2007 una riduzione di 1.455 posti di docente e di 425 Ata. Il rientro in classe dal 2007 di docenti specialisti nella scuola primaria farà risparmiare 8.000 posti e altri 4mila si aggiungeranno l’anno dopo; sempre nella relazione, viene quantificato in 2.656 posti il numero di docenti che scomparirà dagli organici degli istituti professionali per effetto della riduzione d’orario delle lezioni. La riconversione professionale dei docenti in soprannumero consentirà, dal settembre 2007, un risparmio di 4.617 posti di insegnante. Il conto finale? Sarà di 50.054 posti in meno, tra docenti (-41.942) e personale Ata (-8.112). E il taglio di organico equivale alla riduzione di altrettante nomine di supplenti annui, a cui dovranno essere aggiunti dal settembre 2007 i 307 posti (163 docenti e 147 Ata) del personale degli Irre, che rientrano a scuola per effetto della riforma degli istituti. Poi, non potranno esserci le 150mila immissioni in ruolo annunciate per i prossimi tre anni, perché non vi potranno essere altrettanti posti vacanti da coprire, a causa proprio del taglio di docenti previsto. Dopo le immissioni in ruolo da settembre di 20mila docenti per effetto dei decreti Moratti, sono rimasti vacanti 42.461 posti di insegnante. La relazione tecnica prevede per il settembre 2007 che, per effetto di pensionamenti, si rendano vacanti 23.417 posti; per il 2008, ne prevede vacanti altri 23.962; nel 2009, 26.864. Da oggi al 2009 la relazione tecnica prevede che i posti di docente vacanti siano, dunque, complessivamente 116.704. Ma da questi posti occorrerà togliere i 42mila posti soppressi: rimarranno alla fine, vacanti e disponibili, 74.762, meno della metà di quelli programmati. Il problema non si dovrebbe porre invece per il personale Ata, per il quale attualmente vi sono circa 75mila posti vacanti, a cui si aggiungeranno per pensionamento nei tre anni altre 20 mila posti. Nonostante la soppressione di 8mila posti, rimarranno disponibili circa 87mila posti. Se davvero l’organico degli insegnanti statali si ridurrà per il 2007 di 35.760 unità come indica la relazione tecnica, affermano ancora, ci sarà un taglio di quasi il 5%, e al termine della stagione dei tagli, la riduzione dovrebbe essere ancora più alta: 5,7%. Vi sarebbe anche un effetto di innalzamento del rapporto alunni/docenti, che per il 2007 passerebbe dall’attuale 10,48 al più europeo 11,02. (Gazzetta di Modena di oggi)



MA IL GOVERNO CONTESTA I DATI
Roma, 16 ott. (Apcom) - "I dati che descriverebbero i tagli della finanziaria sulla scuola sono del tutto infondati". Così il ministero della Pubblica Istruzione, attraverso il viceministro Mariangela Bastico, risponde in serata alle cifre relative alla Finanziaria per la scuola presentate da Tuttoscuola e riportate sulla stampa. "Sommare mele con pere - dichiara Bastico - costituisce un errore macroscopico, particolarmente grave quando si riferisce alla scuola, cioè a ragazzi, famiglie, insegnanti e dirigenti, Ata e precari che attendono l'assunzione in ruolo".

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