Interesse per proposta del governo di allungare il rapporto a tempo

Scuola, chi ha paura dei contratti triennali?

Ci rimetterebbero i sindacati per crollo dei periodi disoccupazione

Provocazione di un gruppo di prof: «Vogliamo la chiamata diretta»



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

11 MAGGIO 2008 – Triennalizzazione degli incarichi a tempo determinato dei lavoratori della scuola. La propone il nuovo governo. C’è chi la vede come un primo passo verso la riduzione dello sfruttamento del lavoro basato sull’abuso dei contratti a termine, vietato dalla legge dello Stato ai datori di lavoro privati ma perpetrato dallo Stato sui propri dipendenti. E c’è chi la vede come un affievolimento della coscienza di classe degli sfruttati. Ma dov’è questa coscienza di classe in un settore dove fino a tre anni orsono le ore di straordinario (ore eccedenti) venivano pagate quasi la metà e gli insegnanti pure le accettavano, mentre in altri settori lo straordinario veniva pagato il doppio, come vuole il Diritto del lavoro. Ci sono voluti provvedimenti giudiziali indotti da vertenze di docenti indignati per ristabilire il Diritto. Solo allora (clicca qui) il Ministero si è arreso. E così, mentre il ministro del lavoro Sacconi oggi pensa di detassare lo straordinario nel privato (che è già pagato di più), gli insegnanti hanno appena ottenuto di ricevere, per lo straordinario, la stessa somma prevista per le ore curriculari. E i sindacati? Tornando alla proposta governativa, sembrano essere gli unici a rimetterci, in termini di milioni di euro (e forse più), con la triennalizzazione dei contratti. Che si tradurrebbe in un crollo vertiginoso delle domande di disoccupazione e dunque di trattenute sindacali (volontarie s’intende….) che l’Inps defalca dagli assegni e gira alle casse dei sindacati, spesso senza che i lavoratori siano pienamente consapevoli. E in un crollo vertiginoso di nuovi iscritti tra i docenti, i quali si avvicinano quasi sempre ormai ai sindacati perché non sono in grado di farsi da sé una domanda di disoccupazione. Intanto, in ordine a un’altra proposta della ministra Gelmini, quella della chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti, dobbiamo registrare una presa di posizione schoccante arrivata al sito Vincenzobrancatisano.it da alcuni docenti precari. “Noi – dicono – siamo d’accordo con la chiamata diretta dei presidi. Le graduatorie le abbiamo rispettate per decenni ma non ci hanno tutelati. Con le graduatorie non si fa la spesa al supermercato e a molti di noi i presidi ci vogliono. Vai avanti Gelmini, le graduatorie non hanno garantito la qualità degli accessi all’insegnamento, basta guardare la qualità degli apprendimenti. Il rischio che si chiamino figli di.. non giustifica nessun tipo di arroccamento”.

 

 



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