La Finanziaria colpisce pesantemente i pazienti che già pagano il
ticket
Stangata su ricette per visite ed esami
diagnostici
La nuova tassa sulla salute colpisce anche le visite prenotate nel 2006
Il governo ha favorito la sanità privata, le proteste di
Cittadinanzattiva

11 GENNAIO 2007 - La legge finanziaria punisce i pazienti e li
spinge verso la sanità privata. E’ questo il risultato dell’introduzione dei
ticket sulle ricette per visite e diagnostica appena entrato in vigore, che si
aggiunge al ticket già pagato sulle prestazioni. Un’autentica stangata della
quale si sono resi conto, per ora, solo i pazienti che hanno prenotato visite
ed esami prima del 31 dicembre scorso e che per le lungaggini delle liste di
attesa hanno eseguito le prestazioni nel 2007. Sì, perché l’introduzione del
balzello di 10 euro per ogni ricetta o impegnativa sta avendo un antipatico
effetto retroattivo. Molti di loro sono arrabbiatissimi, come ci riferiscono
alcuni lettori. Che la stangata sia davvero tale basta pensare alle analisi di
routine (urine e sangue), che in genere si prescrivono su diverse ricette: ora
occorre pagare 10 euro per ciascuna impegnativa. I tempi d’attesa per visite
specialistiche negli ospedali e negli ambulatori modenesi, aggravati dall’attività
privata svolta dentro gli spazi pubblici come ha voluto la riforma Bindi, e
spesso molto più lunghi di quelli dichiarati ufficialmente, spinge ormai da
anni i cittadini, che pure finanziano la sanità pubblica con le imposte, a
ricorrere alla più veloce sanità privata, anche se non meno veloce quanto a
minuti dedicati ai pazienti nelle visite. La nuova stangata accentua
l’indirizzo. “La quota fissa di dieci euro su ogni ricetta per visite
specialistiche e diagnostica – protesta l’associazione Cittadinanzattiva-Tribunale
del malato – rischia di diventare un prelievo senza contropartita e di
incentivare il ricorso al privato. Questa tassa di 10 euro peserà in misura
maggiore sulle tasche dei cittadini, soprattutto per gli esami clinici di
laboratorio”. L’associazione fornisce pure una tabella dalla quale emerge come
sia più conveniente rivolgersi direttamente ai laboratori privati. “Il ricorso al privato – prosegue
l’associazione – sarà incentivato, a maggior ragione, per esami diagnostici
come l’ecografia mammaria o addominale che da ieri costa, nel pubblico, 46,15
euro (36,15 di ticket più 10 euro per l’impegnativa) a fronte di un costo che
spesso nel privato non supera i 50 euro con tempi di attesa, tra l’altro, più
brevi”. Ma c’è un apetto ancora più sgradevole: “In queste ore – prosegue
Cittadinanzattiva – si sta approfittando della confusione dei primi giorni e
della scarsa informazione dei cittadini per far cassa sulle spalle della gente.
Ad esempio le aziende sanitarie chiedono ai cittadini di pagare la quota di 10
euro per prestazioni prenotate nel 2006 ed effettuate nel 2007 a causa delle
liste di attesa: in questi casi, al danno si aggiunge la beffa. Per questo
chiediamo al Ministro Turco di fare chiarezza per evitare abusi nei confronti
dei cittadini”. Neppure i medici di famiglia, chiamati a redigere le
impegnative, sono contenti del nuovo balzello. “L’introduzione del ticket su
visite e analisi – commenta Mario Falconi, segretario della Federazione dei
medici di medicina generale – rischia solo
di incentivare il ricorso dei pazienti agli ambulatori privati. Se un paziente
ha bisogno di una sola analisi, come ad esempio la glicemia il cui costo è
limitato e di circa 3 euro, fino a due giorni fa avrebbe pagato appunto i 3
euro previsti, ma dal 2007 paga 3 euro più 10 euro di aumento sulla
prescrizione. Risultato: questa analisi gli verrà a costare di meno
rivolgendosi al privato”. L’introduzione del ticket sulle ricette rientra nel
Patto per la salute condiviso pure dalle Regioni. La Legge Finanziaria 2007,
all’art. 796, lettera p), recita: “Per garantire il rispetto degli obblighi
comunitari e la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il
triennio 2007- 2009, in attuazione del protocollo di intesa tra il Governo, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per un patto nazionale
per la salute sul quale la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome,
nella riunione del 28 settembre 2006, ha espresso la propria condivisione, a
decorrere dal 1 gennaio 2007, per le prestazioni di assistenza specialistica
ambulatoriale gli assistiti non esentati dalla quota di partecipazione al costo
sono tenuti al pagamento di una quota fissa sulla ricetta pari a 10 euro”.
(L'articolo di Vincenzo Brancatisano è pubblicato sulla Gazzetta di Modena
dell'11 gennaio 2007)
Tabella redatta da Cittadinanzattiva
|
Emocromo |
3.31 |
|
Colesterolo
totale |
2.28 |
|
HDL |
2.56 |
|
Trigliceridi |
5.17 |
|
creatinina |
2.56 |
|
Azotemia |
1.70 |
|
Bilirubina
tot |
1.70 |
|
Bilirubina
frazionata |
3.40 |
|
Totale costo delle prestazioni |
22.68 |
Ticket su ricetta
|
10.00 |
Costo al cittadino
|
32.68 |
Tanto vale andare dai privati: costa meno, non si perde tempo dal
medico, si evitano le file agli sportelli ticket.
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