I superflui



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

1 LUGLIO 2008 – Entreranno a centinaia questa mattina ai Centri per l’impiego di tutta Italia per l’iscrizione alla lista dei disoccupati e con pessime prospettive per il futuro. Si annuncia piuttosto gelida l’estate per i lavoratori precari della scuola che da oggi, come ogni anno, rivestono la qualifica di “estranei alla pubblica amministrazione”, per fine incarico annuale iniziato il 1 settembre. La novità è che è stato più che dimezzato in corso d’opera il numero di immissioni in ruolo previste dalla Legge finanziaria e il governo ha appena deciso di tagliare più di centomila posti di lavoro. Le 25 mila assunzioni in ruolo su base nazionale decise ieri l’altro, dunque, hanno l’aria di essere l’ultimo treno per la stabilizzazione del rapporto. Molti precari, ancora all’oscuro delle novità, rimarranno tali a vita. In pochi avevano creduto al programma scolastico annunciato in campagna elettorale dal Popolo delle Libertà, ma ora quel programma si è trasformato in un decreto legge che riprende, peraltro, il programma di razionalizzazione della spesa scolastica voluto da Prodi e Padoa Schioppa. Altro che assunzioni. La cura Tremonti rischia di mandare sul lastrico tante famiglie e ha spinto la neoministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini a ipotizzare, ieri l’altro, l’assunzione dei perdenti posto presso aziende turistiche, scatenando le ire del popolo scolastico della rete. A peggiorare la situazione contribuisce il mancato pensionamento di molte migliaia di insegnanti che hanno evitato di dimettersi dopo la sospensione della riforma Maroni attuata dal precedente governo, che ha pure programmato in Finanziaria l’aumento del numero di alunni per classe, ora attuato da Tremonti e Gelmini. Saranno tagliati i posti in ruolo, non i posti di lavoro annuali, che pur con qualche scostamento, ci saranno sempre. Se si vuole che le scuole aprano è necessario che i docenti vadano in classe. Si punta dunque all’intensificazione del lavoro precario da parte di uno Stato che per per altri versi dice di voler prevenire l’abuso dei contratti a termine nel settore privato. Abuso che contrasta con direttive e sentenze europee e ora pure con una sentenza del Tribunale di Milano che ha condannato il Ministero dell’Istruzione per reiterazione illegittima (perché discriminatoria nei confronti dei docenti di ruolo) dei contratti annuali. La sentenza ha spinto molti precari a rivolgersi ai propri legali per ottenere anch’essi il riconoscimento degli scatti di anzianità. A quel punto verrebbe meno l’interesse dello Stato a non stabilizzare i rapporti. “Vogliono condannarci al precariato a vita”. E ancora: “Perché il precedente governo non ha attuato quanto promesso e ora fa finta di indignarsi?”. Il popolo della rete è in fibrillazione in queste ore. Molti contestano al governo Prodi di non aver immesso in ruolo i 60.000 lavoratori precari come previsto dalla legge finanziaria e invitano ora i politici di centrosinistra ad avere il buon gusto di tacere. Attaccano Fioroni. Attaccano l’ex viceministro Mariangela Bastico, che risponde alle loro email. Le email poi finiscono in rete ed è meglio non ripetere quanto si legge a commento. Critiche e ingiurie vengono rivolte alla neoministra Gelmini e a tutto il governo in carica che ritengono responsabili dell’imminente rovina di tante famiglie. “La cura da cavallo ucciderà il paziente”. E’ il commento della deputata Pd Manuela Ghizzoni. “E’ chiaro – spiega – l’attacco sistematico e scientifico alla qualità della scuola pubblica. Il piano del governo sulla scuola è un autentico colpo di mano e le conseguenze si faranno sentire pesantemente anche a Modena. Un taglio di oltre mille unità tra personale docente e ausiliario fatto con la scusa della razionalizzazione dei costi ma finalizzato in realtà a fare cassa a discapito della qualità dell’insegnamento”. Ghizzoni contesta “l’aumento di un punto percentuale del rapporto alunni-docenti, la modifica dei programmi, la riduzione delle ore di lezione alle superiori, la riduzione del tempo pieno, la riduzione del sostegno all'handicap e dell'educazione degli adulti”. La deputata annuncia battaglia in Parlamento.    

 

 



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