Con il ministro Fioroni anche l’ex Berlinguer e Bastico 

Scuola, summit nazionale a Modena

Stamattina vertice sindacale sul destino dei corsi serali



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

14 FEBBRAIO 2007 – Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni chiamato a Modena per discutere di scuola in un convegno nazionale organizzato dall’Ulivo. Intanto questa mattina, a partire dalle 9.30, al Ctp di viale monte Kosika, Flc/Cgil, Cisl e Uil-scuola hanno chiamato a raccolta gli insegnanti modenesi delle scuole serali statali sui quali incombe il non meglio precisato destino appena accennato dall’art. 66 della Finanziaria.  I docenti dei corsi serali, centinaia solo nella nostra provincia, si stanno chiedendo che ne sarà del loro futuro visto che la norma prevede che “i corsi serali, funzionanti presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sono riorganizzati su base provinciale e articolati in reti territoriali e ridenominati Centri provinciali per l’istruzione degli adulti”. Ad essi è attribuita “autonomia amministrativa, organizzativa e didattica, con il riconoscimento di un proprio organico distinto da quello degli ordinari percorsi scolastici”. E’ solo uno dei dilemmi che hanno investito la scuola dopo l’insediamento del nuovo governo e che saranno affrontati nel corso del convegno. Si pensi anche al precariato, in balìa a leggi bizzarre, alla delineazione dei nuovi percorsi dell’istruzione e della formazione professionale, al destino della Riforma Moratti, al ruolo della valutazione dell’efficacia degli interventi educativi, per non parlare del ritardo nel rinnovo del contratto collettivo della scuola del quale i sindacati non sembrano preoccupati, almeno non nella misura in cui lo erano ai tempi del precedente governo. Con Fioroni, parteciperanno al convegno, che si svolgerà al Forum Monzani di via Aristotele il 23 e il 24 febbraio, l’ex ministro Luigi Berlinguer, il viceministro Mariangela Bastico, il ministro della Funzione pubblica Luigi Nicolais, parlamentari nazionali (Rusconi, Ranieri, Sasso e altri) e locali, tra i quali la modenese Manuela Ghizzoni, membro della Commissione Scuola alla Camera, Paola Manzini, assessore regionale all’istruzione, subentrata alla Bastico. Tra gli altri nomi illustri (cui si aggiungeranno studenti e associazioni professionali di tutta Italia) figura quello di Savino Pezzotta, ex leader della Cisl. La scuola vive un momento difficile, con una istruzione in caduta libera e un livello crescente di maleducazione di cui il bullismo rappresenta solo la punta emergente. Le segnalazioni che giungono da tutta Italia descrivono docenti esasperati. La conferma è contenuta in una lunga lettera (pubblicata qui sotto) che Fioroni ha appena fatto recapitare alle scuole: “Sono consapevole – vi si legge – che le difficili condizioni di lavoro, il doversi misurare ogni giorno con problemi non facili, la sensazione di esser lasciati soli a fronteggiare situazioni che vanno ben al di là della propria competenza disciplinare, contribuiscono ad accrescere le difficoltà di una professione tanto impegnativa e poco ripagata”.  (Altro servizio di Vincenzo Brancatisano consultabile sulla Gazzetta di Modena del 14 febbraio 2007)

 

 

  

Dalla Lettera del Ministro Fioroni alle scuole



 

 

Il Ministro della Pubblica Istruzione

Ai Capi Dipartimento

Ai Direttori Generali

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali

Ai Dirigenti degli U.S.P.

Ai Dirigenti Scolastici delle Scuole del Primo Ciclo e Secondo Ciclo

Ai Dirigenti Scolastici delle Scuole Secondarie di 2° grado

Ai Docenti delle Scuole di 1° grado

 

 

All'inizio dell'anno scolastico, cercando di indicare e garantire le condizioni per una

ripresa serena e costruttiva del lavoro che si avviava, e volendo prefigurare gli

impegni che attendevano tutti, segnalavo la necessità di rivedere alcune precedenti

scelte di riforma, di valorizzare molte buone pratiche esistenti, di restituire maggior

protagonismo e responsabilità alle singole scuole e agli insegnanti.

In questi mesi di attività governativa sono stati fatti alcuni passi in questa direzione:

la riforma degli esami di stato per dare maggior serietà e quindi valore al

percorso scolastico;

l'innalzamento dell'obbligo di istruzione per garantire ad ogni ragazzo,

all'interno di ogni singolo percorso didattico, l'acquisizione di alcuni saperi

essenziali per la sua formazione. In questa ottica l'obbligo di istruzione deve

rappresentare una opportunità in più e non una libertà in meno;

l'affidamento diretto alle singole scuole autonome delle risorse finanziarie e la

definizione di nuovi strumenti per una gestione condivisa e responsabile;

l'estensione del regime fiscale delle fondazioni per le donazioni alle scuole;

il rilancio dell'istruzione formazione tecnico-professionale;

la riforma dell'Invalsi per costruire un sistema di valutazione coerente,

credibile e condiviso, in grado di verificare la qualità del nostro sistema

scolastico, individuarne criticità ed eccellenze, offrire gli elementi di

informazione necessari per i più opportuni interventi migliorativi;

la costituzione della nuova Agenzia Nazionale per il sostegno dell'Autonomia

che prende il posto dell'INDIRE e degli IRRE e a cui spetterà il compito di

sviluppare la ricerca sui curricula, di promuovere l'innovazione, di ripensare e

sostenere modalità efficaci di formazione continua del personale della scuola.

Ora si apre quel processo di revisione delle "Indicazioni Nazionali" ereditate dalla

passata legislatura e che erano da considerarsi, a detta della stessa legge di riforma,

"un assetto pedagogico, didattico ed organizzativo transitorio".

Non siamo all'anno zero e non è necessario stravolgere tutto ancora una volta, ma è

certo che delle Indicazioni Nazionali non possono pretendere di dettare una

pedagogia di Stato in un Paese in cui i principi dell'autonomia delle Istituzioni

Scolastiche e della libertà di insegnamento sono principi sanciti dalla Costituzione.

Occorre definire in modo chiaro quali sono quei livelli essenziali di apprendimento a

cui gli studenti hanno il diritto di arrivare su tutto il territorio nazionale; occorre poi, dal

punto di vista didattico ed organizzativo, lasciare libertà alle singole scuole, ai

consigli di classe e agli insegnanti perché possano raggiungere al meglio lo scopo

loro affidato.

Per giungere alla definizione di nuove Indicazioni più chiare ed essenziali è

necessario che si avvii un dialogo virtuoso tra il mondo della ricerca scientifica e

quello della scuola. Le riforme non si fanno senza l'apporto degli insegnanti, dei

dirigenti, della comunità scientifica e di quella civile; e non si realizzano una volta per

tutte, ma sono tanto più significative quanto più sono condivise, costruite in modo

non rigido e prescrittivo, capaci di costituire una cornice di riferimento in grado di

valorizzare le competenze e la passione di chi ogni giorno vive e lavora nella scuola.

L'operazione "Ascolto", che sta interessando in questi giorni un campione

significativo di scuole e chiama in causa diversi attori che dentro di esse lavorano, è

il primo passo di questo percorso; il secondo sarà la costituzione di una

Commissione di esperti, provenienti dal mondo della scuola e dell'università, a cui

chiederò di lavorare in vista della stesura delle nuove Indicazioni Nazionali, che

dovranno essere pronte all'inizio dell' anno scolastico 2007/08.

Al centro di tutto questo impegno dovrà esserci l'idea di persona, principio fondante e

condiviso della nostra grande tradizione culturale, storica ed educativa. La scuola è

un luogo di incontro e di crescita di persone. Persone sono gli insegnanti e persone

sono gli allievi. Mettere al centro dei processi educativi ogni allievo come persona

significa sostanzialmente tre cose:

consegnare il patrimonio culturale irrinunciabile che ci viene dal passato

perchè non vada disperso e possa essere messo a frutto;

preparare al futuro introducendo i giovani nella vita adulta, fornendo loro

quelle competenze indispensabili per poter essere protagonisti all'interno del

contesto sociale ed economico in cui vivono;

accompagnare il percorso di formazione personale che uno studente compie

mentre frequenta la scuola, sostenendo la sua ricerca di senso e il faticoso

processo di costruzione della propria personalità.

E' questo l'unico modo per educare ad una cittadinanza piena e consapevole, critica

e libera, una cittadinanza attiva che, accanto alla rivendicazione dei diritti di ognuno,

sappia testimoniare un impegno verso la comunità che fin dalla nascita ci ha accolto

e che comunque ci ospita, essendo aperti al mondo e alla responsabilità verso il

futuro.

So che tutto questo è da sempre presente nella missione delle nostre scuole e

nell'attenzione degli insegnanti; quello che oggi va rivisto è un curricolo che lo

interpreti, una didattica che lo realizzi, un'organizzazione della scuola che lo renda

possibile e lo agevoli.

La situazione di disagio giovanile che tutti registrano con preoccupazione crescente,

la presenza di alunni stranieri che richiedono una particolare attenzione perchè

possa realizzarsi un processo vero di integrazione, la necessità di promuovere e

valorizzare capacità ed eccellenze in una prospettiva internazionale, sono le

questioni che rendono questo impegno urgente.

La scuola non può sostituirsi alla famiglia, né ignorare l'apporto che altre istituzioni

educative possono offrire ed è anzi chiamata a promuovere cooperazione,

solidarietà, rete; insieme a queste istituzioni la scuola svolge sicuramente un ruolo

cruciale per assicurare un percorso di apprendimento che garantisca a ogni allievo

l'acquisizione di strumenti culturali indispensabili e insieme lo sappia accompagnare

nel percorso di scoperta e costruzione della propria identità.

Sono consapevole che le difficili condizioni di lavoro, il doversi misurare ogni giorno

con problemi non facili, la sensazione di esser lasciati soli a fronteggiare situazioni

che vanno ben al di là della propria competenza disciplinare, contribuiscono ad

accrescere le difficoltà di una professione tanto impegnativa e poco ripagata. Mentre

vi chiedo di accettare nuovamente la scommessa più importante, che è quella di

educare i nostri figli puntando sulla vostra professionalità, mi impegno a trovare

nuove strade per valorizzare concretamente il vostro lavoro, la vostra passione, le

vostre competenze.

La scuola è fatta, innanzitutto, da voi insegnanti e dirigenti; sta a voi il compito di

renderla un buon ambiente educativo di apprendimento formando una comunità

professionale aperta alla ricerca e all'innovazione.

C'è una grande ricchezza umana e professionale nella scuola del nostro Paese. Mi

auguro che il percorso che prende avvio sappia valorizzarla al meglio.

Roma, 31 gennaio 2007

Giuseppe Fioroni

 

 

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