Odissea nello spreco... dei nostri soldi
Dal dossier redatto da
Confedilizia emerge il malcostume diffuso fra i nostri amministratori di
spendere male il denaro dei contribuenti - Una vera e propria "fiera delle
vergogne", fra mostre costate cifre esorbitanti, opere mai completate o
inutili e inutilizzate...

20 DICEMBRE 2006 - "Ecco
dove vanno a finire i soldi che gli enti locali sottraggono ai cittadini che
pagano l'odiata imposta comunale sugli immobili". Parole amare che suonano
come un grido di dolore. La Confedilizia ha redatto un dossier, intitolato
"Odissea nello spreco", tratto dalla raccolta commentata di articoli
di quotidiano disponibili sul sito di Confedilizia.
La fotografia che ne viene fuori è quella di un malcostume di fronte al quale
il lettore, per arrabbiato che sia, mostra la propria impotenza, poiché nulla
sa di poter fare di fronte alla protervia di amministratori che considerano il
contribuente come un pollo da spennare.
Alla rabbia e all'impotenza si aggiunge lo sconforto indotto dalla
consapevolezza che neppure le urne possono fare granchè visto che, bianco,
rosso o verde che sia l'amministratore di turno, trasversale rimane il malvezzo
di spender male anzi malissimo il gettito tributario dell'Ici, "l'imposta
più odiata dagli italiani – commenta Corrado Sforza Fogliani, presidente di
Confedilizia – una patrimoniale che tassa anche se non c'è reddito, e quindi espropriativa
per definizione. Un corpo estraneo nel nostro ordinamento tributario,
uniformato alla redditualità. Ma che sfiora il 60 per cento delle entrate
tributarie dei Comuni. Una giungla di aliquote e di stranezze che farebbero
ridere, se non facessero piangere. E, spesse volte, anche lacrime amare, a
incolpevoli cittadini".
Ecco la fiera delle vergogne narrate da Confedilizia. Una mostra di pezze di
stoffa coreane costata 220 mila euro. Mezzo milione di euro per un planetario
mai realizzato. Un centro di produzione cinematografica, del costo di 25
milioni di euro, chiuso dopo pochi anni. Quindici portali in calcestruzzo e
trachite, realizzati per indicare gli alberghi di una nota cittadina termale,
pagati 500 mila euro, pericolosi per il traffico. Una condotta elettromagnetica
per non vedenti, costata 750 mila euro, mai completata. Una pista di ghiaccio
(esborso, 2,3 milioni di euro), priva di impianto per la produzione del
ghiaccio.
Un inceneritore per rifiuti urbani, costato 25 milioni di euro, donato alla
città di Pechino che non lo vuole. Sette telecamere piazzate su di una piazza,
costate 100 mila euro, per scoprire che sulla piazza c'è traffico. Una diga
iniziata 40 anni fa, costata 400 mila euro, a tutt'oggi senz'acqua. E ognuno di
noi potrebbe aggiungere un esempio, uno dei tanti o dei pochi che ha raccolto
nella propria esperienza di cittadino allibito, a quelli appena esposti e che
sono solo una parte di quelli raccolti da Confedilizia nel suo dossier.
Approfondimento
» Attività ludiche: fra balli e cotillon "non ci resta
che piangere"...?
» Cosa si intende per “sprechi”? L’acquisto di un bene al
prezzo meno conveniente. Ma non solo...
Le stranezze dell’Ici 2006.
Incredibile? No,
è vero.
Altri articoli