ESCLUSIVO

 

Lo rivela un’indagine svolta da un professore tra i propri studenti delle superiori

Spinelli e pasticche, metà degli studenti  si droga

Per molti di loro drogarsi è “illegale” e non dà dipendenza. Sigarette per (quasi) tutti



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

5 DICEMBRE 2006 – Dopo il tampone antidroga delle Iene suoi nostri parlamentari, arriva un test condotto tra gli studenti. Secondo i risultati di una ricerca realizzata da un docente in una scuola modenese tra i suoi 101 allievi di entrambi i sessi e frequentanti le classi terze, quarte e quinte, che hanno deciso volontariamente e in anonimato di sottoporsi a un questionario, il 40 per cento degli alunni fuma spinelli (cannabis o hashish), il 24,4 per cento fa uso combinato di spinelli e pastiglie di droga sintetica di varia natura. Ma si arriva a punte molto più alte se si disaggregano i dati. La percentuale di fumatori di spinelli arriva infatti al 60 per cento in classe quinta (12 su 20), dove il connubio spinello-pastiglia si attesta sul 40 per cento (8 su 20). In una classe terza il 40 per cento degli alunni (6 su 15) fuma spinelli, mentre il 20 per cento (3 su 15) associa le pastiglie di droga sintetica alla cannabis. La media complessiva è mantenuta intorno al 40 per cento grazie ai comportamenti virtuosi di una classe terza nella quale, su 17 alunni, solo 2 fanno uso di spinelli e nessuno di loro li associa con le pasticche. Questi dati non hanno probabilmente un valore statistico, ma mettono in evidenza una realtà ben conosciuta da professori, presidi e bidelli visto che, stando alle testimonianze raccolte, si fuma e ci si impasticca non solo in discoteca, nei parchi o con gli amici ma anche nei bagni e nei corridoi delle scuole. Insegnanti di vari istituti modenesi riferiscono di genitori che nei colloqui ammettono candidamente che i propri figli hanno imparato da mamma e papà a farsi la canna. Il questionario non ha interrogato gli studenti sull’abuso di alcol e sull’uso di cocaina, ma sia l’uno sia l’altra sono entrate nell’uso normale di molti giovanissimi. Da altre domande del test emergono ulteriori spunti su cui riflettere. Ad esempio, 49 studenti ritengono che l’uso delle droghe assunte non dia dipendenza, mentre 51 giovani si dicono consapevoli del rischio. E’ significativo, inoltre, che 68 studenti su 101 dichiarino che fare uso di queste sostanze sia illecito. Nei giorni scorsi l’Istituto di scienze farmacologiche “Mario Negri” di Milano ha rivelato che tracce consistenti di tutte le maggiori droghe, espulse con le urine, sono state trovate nelle acque di scarico delle città, grazie a un nuovo e sofisticato strumento. Finora si sapeva della cocaina rintracciata addirittura a chili nelle acque dei fiumi. La nuova ricerca ha consentito di rilevare l’alta presenza di anfetamine, ecstasy, morfina, eroina e cannabis. L’abuso di droghe ha investito il mondo politico, prima con l’inchiesta delle Iene che, grazie a una prova tampone condotta a insaputa degli interessati, hanno rivelato come un onorevole su tre farebbe uso di droghe, leggere e pesanti. Poi con un decreto del ministro della Sanità Livia Turco, che ha aumentato da mezzo grammo a un grammo (da 20 spinelli a 40) il quantitativo massimo di cannabis detenibile a uso personale. Decreto non gradito però da buona parte dell’Unione che lo ha bocciato nei giorni scorsi. Rimane comunque da capire la logica di provvedimenti che da un lato proibiscono la vendita di droghe oltre la soglia di uso personale, dall’altro ne consentono l’acquisto da parte dei ragazzi, a meno di ritenere che gli studenti se la coltivino sul balcone di casa. Un  altro dato sconfortante del questionario scolastico emerge dalle domande sul fumo di sigarette. Sessantotto alunni su 101 fumano regolarmente, con punte dell’80 per cento in alcune classi quarte e quinte. Un dato, quest’ultimo, che mette in dubbio l’efficacia dei progetti scolastici per i quali si spendono inutilmente ogni anno centinaia di migliaia di euro, visto che, come abbiamo rilevato davanti alle scuole, i professori fumano tranquillamente assieme ai loro studenti. (L’articolo è pure consultabile sulla Gazzetta di Modena del 5 dicembre 2006)

 

 

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