La Corte di giustizia scredita i sindacati
sulla mancata carriera
Scatti d'orgoglio per precari della scuola
Partono iniziative giudiziarie per
riconoscimento dell’anzianità

L’Approfondimento. Risarcimenti e
scuse ai precari della scuola
8 GIUGNO 2008 – Si stanno moltiplicando, in questi ultimi tempi, le iniziative giudiziarie volte a vedere riconosciuti gli scatti di anzianità ai precari alla luce dell’importante sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europeee. La testata Vincenzobrancatisano.it ritiene che l’iniziativa sia fondata sul piano giuridico e consiglia gli interessati di intraprenderla se non altro per interrompere i termini di prescrizione. I sindacati che solo ora si sono accorti dell’ignobile e anticostituzionale sperequazione tra precari e non precari in ordine alla progressione di carriera hanno la grave responsabilità di avere consentito che i precari storici ventennali e trentennali abbiano visto perse ingenti somme di denaro visto che i diritti economici si perdono a causa dell’inerzia prolungata nel tempo. La sentenza della Corte di Giustizia non lascia dubbi circa la responsabilità dei sindacati laddove si scrive, in merito alla nozione di “ragioni oggettive” che giustificherebbero il precariato, che tale nozione «dev’essere intesa nel senso che essa non autorizza a giustificare una differenza di trattamento tra i lavoratori a tempo determinato e i lavoratori a tempo indeterminato per il fatto che quest’ultima sia prevista da una norma interna generale ed astratta, quale una legge o un contratto collettivo». Rileggiamo: “Quale una legge o un contratto collettivo”. Qualcuno potrà ricordare la norma del precedente Ccnl che stabiliva che “in nessun caso il lavoro a tempo determinato si può trasformare in lavoro a tempo indeterminato”. Una norma odiosa accettata e firmata dai sindacati che pure dicono di rappresentare i precari. La nostra testata ha più volte criticato in questi anni la norma, che peraltro riprende una norma di un decreto legislativo. Ora che il re si sente nudo e sa che in molti si sono messi a scandagliare i segreti custoditi nelle torri d’avorio (il fenomeno si verifica anche in Medicina, grazie al libero accesso online a banche dati come Medline Express), si corre ai ripari. Infatti, il nuovo testo del Ccnl ha appena ritoccato quella norma e ha scritto che “il rapporto di lavoro a tempo determinato può trasformarsi in rapporto di lavoro a tempo indeterminato per effetto di specifiche disposizioni normative”. Vedi citazione pubblicata qui sotto. Se la nuova norma contrattuale ha lo scopo di svilire l’efficacia dei ricorsi giudiziari i sindacati si sbagliano di grosso. Si gonfiano la bocca con la sentenza della Corte di Giustizia che vorrebbe mandare Emilio Fede sul satellite per far largo a Europa 7 e snobbano la Corte di Giustizia quando sottolinea la vergogna di cui sono corresponsabili. Quella norma è abusiva, il precariato scolastico ultradecennale è abusivo. I sindacati che ostacolano i ricorsi giudiaziari per l’applicazione della sentenza della Corte di Giustizia sono abusivi. In attesa del ricorso giudiziario, che ha i propri tempi, questo giornale ritiene utile ai fini dell’interruzione dei termini di prescrizione, che gli interessati chiedano intanto con una raccomandata AR (da inviare a dirigenti scolastici, Usp e ministero dell’Istruzione) il riconoscimento degli scatti di anzianità nonché il risarcimento dei danni subiti a causa dell’abuso dei contratti a termine.
«[…] Il nuovo contratto, firmato alla fine del 2007
e valido fino al 2009, recita all’art. 40 che “il rapporto di lavoro a tempo determinato può trasformarsi in rapporto
di lavoro a tempo indeterminato per effetto di specifiche disposizioni
normative”, edulcorando la precedente disposizione che, in questo modo,
tradisce tutta la propria gravità. Se quella norma è stata eliminata vuol dire
che era abusiva, come lo sono le clausole vessatorie apposte nei contratti
predisposti a danno di consumatori e utenti. Ma allora perché i sindacati hanno
consentito il suo mantenimento in vita per così tanto tempo? In realtà, alla
base della nuova formulazione dell’art. 40 del contratto potrebbe esserci una
ragione ben diversa e assai inquietante, per scoprire la quale vi rimandiamo al
capitolo che questo libro dedica alle vie d’uscita dall’abuso dei contratti a
termine». […] [Tratto dal libro di Vincenzo Brancatisano di prossima
pubblicazione “La scuola raccontata al
sindacato”. Lo sfuttamento del lavoro
precario nella scuola pubblica italiana,
pag. 213]
Dichiarazione di conflitto di interesse
Dichiaro
per correttezza l’esistenza, in questo articolo, di un conflitto d’interesse
ideologico poiché rivesto la qualifica di docente oltre che di giornalista
(Vincenzo Brancatisano)
L’Approfondimento. Risarcimenti e
scuse ai precari della scuola