Indulto-insulto e coscienze a progetto




 

Di Vincenzo Brancatisano

3 agosto 2006 – Loro se ne fregano. Ottenuto il voto fanno quel che credono. In pochi giorni hanno bocciato un emendamento che intendeva impedire ai parlamentari indagati per mafia e per reati contro la pubblica amministrazione di far parte della Commissione Antimafia e hanno cancellato il carcere a decine di migliaia di detenuti (presenti e futuri) pur di salvare i furbetti del quartierino senza rendersi conto dell’impatto devastante che atteggiamenti del genere, rilanciati dai mass media, producono sui bambini e sugli adolescenti che si stanno formando una coscienza. Senza rendersi conto che hanno bruciato il lavoro, di anni, di migliaia di insegnanti impegnati nei progetti-legalità in tante scuole. Loro vanno avanti per la loro strada e non ascoltano nessuno, neppure la propria coscienza. A meno di pensare che la propria coscienza lavori a giorni alterni, che sia una coscienza a progetto, una co-co-pro coscienza, una coscienza a chiamata, una coscienza precaria. Chi ha devastato la credibilità economica e finanziaria del nostro Paese con gli scandali che nei giorni d’agosto di appena un anno fa indignavano la gente perbene dev’essere punito, ma questa è un’idea che va bene solo se si sta all’opposizione. Se si sta al governo valgono argomentazioni opposte. Ma è solo l’inizio. Questo sito, due mesi prima delle ultime elezioni politiche, aveva paventato il rischio-certezza che, chiunque avesse vinto, nessuno avrebbe potuto governare. Ora sorge il dubbio-certezza che ci fossimo sbagliati e che la neonata Unione, la vera Unione, la Santa-Unione-Centro-Destra Centro-Sinistra, che ha partorito l’insulto-indulto-inciucio, sia riuscita nel miracolo di inventare una maggioranza che non c'era. Una maggioranza che è solo ai primi vagiti, la Creatura crescerà.

Intanto loro vanno per la loro strada e ignorano le istanze di molti tra coloro che, ritenendo che in questo Paese le regole debbano essere rispettate e che chi sbaglia debba pagare, si rivolgono ai politici ritenendoli rappresentanti del popolo. Per esempio, l’accorato appello rivolto dalle vittime della strada al ministro Mastella è rimasto inascoltato. Neppure una telefonata dal Clemente alla Giustizia alla Presidente dell’Aifvs, Giuseppa Cassaniti Mastrojeni. Che ci risponde:

 

“La ringrazio per avere posto attenzione alla mia lettera rivolta a Mastella, e per avermene data notizia.
Una comunicazione rimasta senza risposta, come normalmente accade con tutte le comunicazioni che si inviano ai politici, come se il punto di riferimento per l'esercizio  del potere sia esso stesso e non il confronto con i cittadini che espressamente lo chiedono, e tra l'altro organizzati su base nazionale!
Il loro silenzio ci motiva a continuare nelle comunicazioni.
Cordiali saluti
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
presidente AIFVS

 

Ma non è che tutti i cosiddetti poveri detenuti stiano dando prova di grande gratitudine…

 

Scarcerata per indulto, ruba, arrestata 

Una 33enne appena uscita dal S.Anna fa razzia in boutique a Bologna 

 

Gazzetta di Modena – 3 agosto 2006 – Una donna di 33 annni, originaria di Torino, è stata arrestata ieri pomeriggio a Bologna. Peccato fosse stata scarcerata martedì, proprio dal carcere geminiano. Abbandonato il Sant’Anna si era immeditamente dileguata da Modena e si era rifugiata nella più frenetica Bologna. Nel capoluogo, animata dall’aria buona della libertà, ha impiegato meno di 24 ore per commettere il primo, ma decisivo, furto. Intorno alle 16 è entrata in un negozio di abbigliamento di via Indipendenza, in pieno centro storico. Ha dato un’occhiata poi, convinta di non essere notata da nessuno, ha staccato da tre jeans le placche anti-taccheggio e ha provato ad andarsene. Il personale del negozio l’ha però individuata - evidentemente avrà perso dimestichezza e le abilità della taccheggiatrice - e ha chiamato la polizia. Arrestata con l’accusa di furto aggravato sarà processata oggi per direttissima. La libertà è durata poco, almeno adesso visiterà un nuovo cacere. (f.d.)

 

E ancora…

Non vuole uscire e bastona i poliziotti Leggi

Riarrestati dopo poche ore Leggi

Liberi solo per un giorno Leggi

 

 

Intanto l’indulto-insulto crea incredibili aspettative  

 

L'associazione delle vittime: «Richiesta vergognosa»

Uno Bianca, Roberto Savi chiede la grazia

E' uno dei tre fratelli condannati all'ergastolo: dal 1987 seminarono

terrore e morte per 7 anni in Emilia Romagna (Corriere della Sera)  Leggi

 

 

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