In base a un accordo con l’Aran possono votare ma non essere votati

Docenti precari discriminati anche nelle Rsu

Il diritto spetta invece ai precari di altre pubbliche amministrazioni



 

Il sito vincenzobrancatisano.it invita i docenti precari dell'Università e della Ricerca a disertare le elezioni per le Rsu del 27 novembre 2007 come forma di protesta civile e di solidarietà contro l’ennesima forma di discriminazione perpetrata ai danni dei lavoratori dell'istruzione e sottoscritta dai sindacati.
PASSA PAROLA

 

 

Di Vincenzo Brancatisano

 

20 OTTOBRE 2007 – I docenti precari anche se hanno un contratto a tempo determinato prorogato trenta volte in trent’anni, non hanno il diritto di partecipare come candidati alle Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie. Possono solo votare gli altri, i colleghi di ruolo che poi si batteranno come è noto per la difesa dei loro diritti. I precari della scuola hanno dunque l’elettorato attivo ma non quello passivo. La discriminazione dura da anni. Ma negli ultimi tempi la discriminazione è diventata ancora più grave e insopportabile. Il 23 luglio 2007, lo stesso giorno che rimarrà nella memoria come quello del contestato Protocollo sul welfare, sindacati e Aran hanno stipulato un accordo con il quale è stato esteso l’elettorato passivo a buona parte dei precari della pubblica amministrazione, quelli cioè il cui contratto, spiega l’accordo, «è prorogato ai sensi di legge e/o inserito nelle procedure di stabilizzazione alla data di inizio delle procedure elettorali», ma che taglia fuori – esplicitamente – i lavoratori precari della scuola. Spiega l’Aran che l’accordo  «ad integrazione dell’art. 3 - parte II - dell’accordo collettivo quadro per la costituzione delle Rsu, dalle prossime elezioni delle RSU di novembre 2007 in tutti i comparti di contrattazione, esclusa la Scuola, ha esteso il diritto di elettorato attivo e passivo ai dipendenti in servizio con contratto di lavoro a tempo determinato, il cui rapporto di lavoro è, anche a seguito di atto formale dell’amministrazione, prorogato ai sensi di legge e/o inserito nelle procedure di stabilizzazione alla data di inizio delle procedure elettorali».  L’accordo è stato firmato presso la sede dell’Aran il 23 luglio 2007 alle ore 13.45 dall’Agenzia nella persona  del professor Domenico Carrieri e dai seguenti sindacati: Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Confsal, Cse, Usae e Ugl . Non lo hanno invece firmato i sindacati Cgu e Rdb Cub. Queste le motivazioni di Rdb Cub: «1. l’estensione del diritto di voto ai lavoratori precari è legato all’inserimento degli stessi nelle procedure di stabilizzazione di fatto ferme in tutte le Amministrazioni anche a causa della oltremodo tardiva pubblicazione in G.U. della circolare applicativa della legge Finanziaria 2007 (G.U. n. 161 del 13/07/07); 2. l’accordo esclude pervicacemente ed immotivatamente dall’esercizio del diritto di voto tutti i precari con contratto a tempo determinato, non ricompresi nei processi di stabilizzazione, in aperta contraddizione e disparità con i lavoratori a Tempo Determinato con contratto annuale del Comparto Scuola già con diritto di voto dal 1998; 3. l’accordo, inoltre, ignora completamente una parte consistente del precariato della Pubblica Amministrazione rappresentato dai lavoratori co.co.co. e LSU, inclusi nel processo complessivo di stabilizzazione indicato dalla ultima Legge Finanziaria». Al termine della riunione le parti firmatarie sottoscrivono una dichiarazione congiunta nella quale «si danno atto che, prima delle prossime elezioni delle RSU nel comparto Scuola, tenendo altresì conto delle modifiche che il CCNL di comparto potrà apportare alla disciplina del rapporto di lavoro a tempo determinato, si incontreranno per verificare le condizioni di estensione dell'elettorato attivo e passivo ai dipendenti a tempo determinato della Scuola». Parole, parole, parole.

 

 

Ecco il nuovo testo dell’art. 3 dell’accordo collettivo quadro per la costituzione delle Rsu:  

 

1. Hanno diritto a votare (elettorato attivo) tutti i lavoratori dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato in forza nell'amministrazione alla data delle elezioni, ivi compresi quelli provenienti da altre amministrazioni che vi prestano servizio in posizione di comando e fuori ruolo.

Nei comparti di contrattazione, con esclusione del comparto Scuola, hanno altresì diritto a votare i dipendenti in servizio con contratto di lavoro a tempo determinato, il cui rapporto di lavoro è, anche a seguito di atto formale dell'amministrazione, prorogato ai sensi di legge e/o inserito nelle procedure di stabilizzazione alla data di inizio delle procedure elettorali (annuncio).

Nel comparto Scuola hanno diritto a votare i dipendenti a tempo determinato con incarico annuale.

2. Sono eleggibili (elettorato passivo) i lavoratori che, candidati nelle liste di cui all'art. 4, siano dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato sia a tempo pieno che parziale. Sono altresì eleggibili i dipendenti indicati nel secondo capoverso del comma 1.

3. I dipendenti che, nel periodo intercorrente tra la data di inizio delle procedure elettorali (annuncio) e quello delle votazioni, acquisiscono i requisiti di cui al comma 1, hanno diritto al solo elettorato attivo senza conseguenze su tutte le procedure attivate, compreso il calcolo dei componenti della RSU, il cui numero rimane invariato.

 

 

Ecco il testo integrale dell'accordo



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