La VII Commissione della Camera approva la Risoluzione De Simone

Parlamento: “Il governo assuma altri precari”

Il punteggio di montagna dovrebbe sparire dal 2007-2008

I parlamentari litigano sulle Ssis. Caos a Catania e a Enna




Di Vincenzo Brancatisano

27 luglio 2006 – La Risoluzione parlamentare firmata da Titti De Simone, Manuela Ghizzoni, Alba Sasso e altri (*) è stata approvata ieri dalla Commissione VII della Camera dei Deputati. Riportiamo qui di seguito il testo approvato e il resoconto ufficiale della discussione avvenuta negli ultimi giorni. Si attendono ora le norme di legge che trasformino in atti concreti le manifestazioni di buona volontà. Intanto a Enna e Catania decine di precari sono in preda alla disperazione per avere subìto la decurtazione dei punti per effetto di provvedimenti giudiziari che, per loro natura, non sono generalizzabili. I sindacati, ora, chiedono la sottrazione dei punti anche a coloro che non sono stati coinvolti dai provvedimenti. La situazione si aggraverà nelle prossime settimane, all’atto del conferimento degli incarichi annuali.

 

Risoluzione n. 7-00017 De Simone ed altri: Interventi a favore dei docenti precari, in relazione al buon funzionamento della scuola.

 

TESTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La VII Commissione,


tenuto conto innanzitutto delle indicazioni emerse nel corso delle audizioni informali di rappresentanti delle associazioni di insegnanti precari svolte dalla Commissione cultura nella seduta del 15 giugno 2006;

premesso che:

il precariato nella scuola ha ormai raggiunto livelli insostenibili che, in assenza di radicali interventi correttivi, sarebbero destinati a crescere ulteriormente, con gravissimo danno sia per i diritti di decine di migliaia di precari, sia per la stessa funzionalità del sistema scolastico pubblico;
le dimensioni del fenomeno hanno conosciuto una crescita esponenziale nella passata legislatura a causa del blocco, totale o parziale del turn over e della politica di tagli indiscriminati agli organici del personale portata avanti dal precedente Governo;
il numero di immissioni in ruolo programmato dal precedente Governo è del tutto insufficiente a garantire le ordinarie esigenze di funzionamento delle istituzioni scolastiche ed è, ancora una volta, di gran lunga inferiore al numero di posti e cattedre resi liberi dai pensionamenti, sia per il prossimo anno scolastico, sia a maggior ragione per quelli successivi, nei quali è previsto l'avvio del pensionamento di una intera generazione di docenti;
nella passata legislatura è stata definita - per la prima volta con una legge invece che con un atto amministrativo - una tabella di valutazione dei titoli per la compilazione delle graduatorie permanenti, attualmente in vigore, dalle quali si attinge per il 50 per cento delle immissioni in ruolo e per il conferimento delle supplenze;
le modifiche introdotte rispetto alle norme fino allora vigenti, limitandosi a elencare quelli che hanno prodotto conseguenze più pesanti, hanno riguardato:
1) l'eliminazione del criterio dei nuovi inserimenti in uno scaglione successivo all'ultimo, sostituito da quello dell'inserimento «a pettine»;
2) il raddoppio del punteggio per i servizio prestato nelle scuole «di montagna», degli istituti penitenziari e delle piccole isole;
3) l'equiparazione del servizio prestato nelle scuole paritarie private a quello delle scuole statali, in modo retroattivo, sia ai fini del punteggio, sia a fine del possesso dei requisiti di servizio, con la conseguente abolizione della quarta fascia (accorpata con la terza);
4) la valutazione di master e corsi di perfezionamento, cumulabili fino a raggiungere ben 30 punti, dando il via a un mercato di titoli non sempre qualificanti ma con un peso economico notevole per i precari, costretti a conseguirli per non essere scavalcati da altri colleghi;
il risultato di tali interventi è stato un radicale sconvolgimento delle graduatorie che ha reso incerte le aspettative e i diritti di decine e decine di migliaia di docenti precari che per anni, in condizioni


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di minori tutele salariali e contrattuali, avevano consentito al sistema scolastico di far fronte alle proprie necessità;
considerato inoltre che:
il ricorso massiccio al lavoro precario nella scuola, sia per i docenti che per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), risponde ad una logica di risparmio che, alla luce di un'attenta analisi dei valori economici in gioco, in ragione del costo nettamente inferiore del personale neo immesso in ruolo che prenderebbe il posto del personale che va in pensione e dopo aver raggiunto i livelli più alti della scala retributiva, si dimostra falsa ed illusoria nei suoi presupposti;
occorre invertire questa tendenza puntando decisamente al superamento del precariato e alla stabilità degli organici quale premessa per lo sviluppo qualitativo del sistema scolastico pubblico, partendo dal principio che le assunzioni fatte sulla base delle attuali graduatorie permanenti sono viziate da profonde ingiustizie e da sostanziali illegittimità e che ciò non può essere riprodotto;
occorre altresì, in previsione delle operazioni di conferimento delle supplenze per il prossimo anno scolastico, dare una risposta chiara e concreta al vasto e complesso mondo dei precari sugli indirizzi che il Governo intende seguire per risolvere i problemi evidenziati in premessa,

impegna il Governo:

a) ad incrementare significativamente e progressivamente il numero di immissioni in ruolo previsto, tenendo conto dei massicci pensionamenti già in atto;
b) a predisporre un piano straordinario di assunzioni in considerazione dei posti vacanti, e disponibili nell'arco di un triennio, intervenendo anche sui criteri di definizione degli organici in relazione alle reali esigenze di funzionamento delle scuole;
c) ad adottare le necessarie iniziative idonee per il prossimo anno scolastico, e in ossequio ai tempi tecnici necessari a predisporre una soluzione legislativa, a valere dalle graduatorie dell'anno scolastico 2007-2008, affinché sia abrogata la lettera h), con particolare riferimento al raddoppio del punteggio di montagna, del punto B.3 della tabella di valutazione dei titoli, allegata alla legge 143/04, nonché sia eliminata la possibilità di valutare master, corsi di perfezionamento e di specializzazione o, almeno, nei limiti fortemente il numero;
d) a predisporre, in particolare con la massima urgenza, un provvedimento che delegifichi la suddetta tabella di valutazione e ne riconduca la definizione ad un atto amministrativo in modo tale che, fermo quanto indicato al punto C, siano fissati i riferimenti generali, assumendo il principio che deve essere fortemente valorizzato il servizio prestato sullo specifico insegnamento per il quale si concorre.

(8-00005)
(*) «De Simone, Sasso, Rusconi, Folena, Poletti, Costantini, Li Causi, Ghizzoni, Benzoni, Guadagno detto Vladimir Luxuria, Martella, Tranfaglia, De Biasi».

 

 

 

Le polemiche




 

Appena prima…..

Mercoledì 26 luglio 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il viceministro dell'istruzione, Mariangela Bastico.

La seduta comincia alle 15.50

7-00017: Su interventi a favore dei docenti precari, in relazione al buon funzionamento della scuola.
(Seguito della discussione e conclusione - approvazione di un nuovo testo).

La Commissione prosegue la discussione della risoluzione in titolo, rinviata, da ultimo, il 25 luglio 2006.

Titti DE SIMONE (RC-SE), in ordine a quanto osservato dai deputati Barbieri e Bono nella precedente seduta, osserva che non ha mai difeso in passato gli operatori delle SISS e di avere adesso assunto una posizione opposta. Il nodo centrale non è difendere singole categorie o trovare un capro espiatorio sul precariato nella scuola. La polemica in atto è come una guerra tra poveri che cerca di mettere i precari cosiddetti «storici» e quelli provenienti dai SISS gli uni contro gli altri. Il giudizio politico espresso dal suo gruppo al riguardo è netto e distinto da quello della opposizione; tale giudizio consiste nel ritenere che vi sia una responsabilità politica per il conflitto che oggi sussiste tra le diverse categorie di precari. Aggiunge che tale situazione ha determinato un coacervo di ingiustizia e insicurezza che ha danneggiato la scuola pubblica italiana.
Ribadisce di aver ricevuto numerosi messaggi di posta elettronica da docenti dei SISS che chiedono una riformulazione del testo della risoluzione. È il segno che vi è una grande attenzione sul tema. Concorda quindi anche con quanto richiesto dal rappresentante del Governo in ordine alla opportunità di procedere ad una riformulazione del testo al fine di dare all'esterno un segnale di apertura e flessibilità e soprattutto trasparenza sul fatto che non si intende individuare capri espiatori in una vicenda che è drammatica per tutti i precari. Occorre a questo punto riequilibrare gli effetti che si sono prodotto con l'entrata in vigore della legge. Rispetto alla situazione presente si dichiara preoccupata per il fatto che le università continuino ad abilitare studenti delle SISS e che così si aumenti il numero di precari.
Presenta quindi una nuova versione del testo della risoluzione (vedi allegato 5), raccomandandone l'approvazione da parte di tutti i gruppi.

Carlo COSTANTINI (IdV), intervenendo dopo l'intervento del viceministro Mariangela Bastico, sottolinea la condivisione di quanto puntualizzato dal Governo. Ferme le iniziative che il Ministro ha già adottato e intende comunque adottare - relativamente alle lettera a) e b) della risoluzione - per incrementare il numero di immissioni in ruolo previste e per predisporre un programma pluriennale di assunzioni, apprezza che il rappresentante del Governo si sia espresso favorevolmente nella prospettiva dell'abrogazione della norma che prevede il raddoppio del punteggio per il servizio prestato nelle scuole di montagna. Si valuta positivamente anche il contenuto di cui alla lettera d) della risoluzione, rispetto al quale si dovrebbe pervenire alla delegificazione della tabella di valutazione dei titoli ed alla fissazione, nell'ambito di un provvedimento amministrativo, di principi all'interno dei quali sia valorizzato il requisito del servizio prestato nello specifico insegnamento per il quale si concorre. Ricorda peraltro che proprio in relazione a tale ultimo aspetto


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e, soprattutto, in relazione all'impegno richiesto alla lettera c) della risoluzione, ha opportunamente ricordato che interventi di modifica della tabella di valutazione dei titoli delle graduatorie permanenti devono essere adottati per legge, perché con legge è stata approvata la tabella e che le graduatorie derivate dalla applicazione dei relativi principi incidono tanto per le immissioni in ruolo, quanto per il conferimento delle supplenze annuali.
Riterrebbe quindi necessario che la Commissione si facesse pienamente carico di accogliere l'invito del Governo alla riformulazione della risoluzione, stralciando l'impegno richiesto alla lettera c) della risoluzione ed emendando le parti delle premesse esposte a sostegno e direttamente riconducibili alla richiesta di cui alla lettera c) della risoluzione. Non ritiene, infatti, possa essere in alcun modo contestato quanto riferito dal Governo in ordine a tre aspetti: necessità oggettiva di intervenire in sede legislativa; imminenza delle scadenze previste per le nomine e per il conferimento delle supplenze; conseguente inattendibilità di una iniziativa legislativa non esposta al rischio di pregiudicare gravemente l'avvio del prossimo anno scolastico. Aggiunge un'ulteriore considerazione di ordine politico-generale legata all'esperienza di chi, come lui, senza far parte della Commissione cultura nella XIV legislatura e senza vivere in prima persona il dibattito parlamentare e le esasperazioni che spesso porta con sé, ha assistito dall'esterno a due confronti durissimi. Quello, da una parte, tra gruppi di insegnanti precari o di aspiranti insegnanti - tutti pienamente legittimati sul piano legislativo, rispetto ai loro diversi percorsi professionali - costruiti dal bisogno di lavoro, prima ancora che dalla indubbia fondatezza delle rispettive aspettative, ad un'opera di continua e di reciproca delegittimazione sfociata, in alcuni casi, anche in vera e propria reciproca denigrazione; il confronto, dall'altra, tra chi, pur se non direttamente coinvolto, si è espresso con giudizi radicali a favore delle ragioni degli uni o degli altri.
Non riesce a pensare che, tra gruppi di insegnanti che, sulla base di disposizioni legislative diverse e rivelatesi nella sostanza incompatibili e configgenti tra loro, hanno seguito percorsi di accesso alla professione dell'insegnamento diversi tra loro, vi sia un gruppo che abbia ragione ed uno torto. Non ritiene infatti di poter esprimere giudizi a favore o contro chi - facendo affidamento sulle leggi dello Stato - ha investito un pezzo importante della sua vita sulle prospettive dell'insegnamento. Sottolinea invece che sarà il Parlamento a dover essere giudicato dagli elettori, qualora in tempi brevissimi non si riuscisse a costruire in sede legislativa un sistema di regole certe all'interno del quale la scelta di investire nella prospettiva dell'insegnamento risulti garantita.
Anche per queste ragioni, in aggiunta a quelle di natura tecnica già espresse dal Viceministro Bustico, riterrebbe preferibile condividere l'invito del Governo alla riformulazione della risoluzione, sulla cui nuova versione presentata ribadisce piena adesione. Sarebbe auspicabile in questo senso addivenire ad un allargamento del consenso fra tutte le forze politiche, per esempio accogliendo larga parte delle richieste di modifica avanzate dal collega Barbieri.

Emerenzio BARBIERI (UDC) considera irrituale che il cofirmatario della nuova formulazione di una risoluzione in qualche modo rinneghi la sua stessa decisione.

Carlo COSTANTINI (IdV) assicura il collega Barbieri di condividere la mediazione assunta da tutti i gruppi della maggioranza con la nuova formulazione della risoluzione in discussione, che rappresenta peraltro una soluzione realistica ma non certo per lui ideale.

Valentina APREA (FI) fa presente che pervengono numerose manifestazioni di dissenso e protesta da parte di quei soggetti che non sono stati ascoltati né coinvolti nell'iter di esame della risoluzione e che l'elenco dei soggetti da audire non è


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stato oggetto di confronto tra la maggioranza e l'opposizione.

Pietro FOLENA, presidente, fa presente alla deputata Aprea che l'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione, ha valutato e approvato un elenco delle audizioni all'unanimità.

Valentina APREA (FI) riterrebbe opportuno che la risoluzione recasse almeno l'indicazione dei soggetti auditi anche al fine di consentire a coloro che non si riconoscono nei contenuti del provvedimento di mantenere distinte le proprie posizioni. Nel preannunciare l'orientamento contrario del suo gruppo sulla risoluzione anche nella nuova formulazione, sottolinea di non condividere le considerazioni in premessa e che si dovrebbe ovviare, a suo giudizio, alla situazione di conflitto con le sentenze delle giustizia amministrativa e risolvere la questione dei diritti acquisiti. Ritiene invece di potere condividere il contenuto della lettera b) ma non quello delle lettere c) e d).

Il presidente Pietro FOLENA avverte che è stata richiesta la votazione della risoluzione per parti separate. La Commissione procederà quindi alla votazione delle premesse, quindi ad una votazione distinta per ognuno degli impegni al Governo di cui alle lettere a), b), c) e d).

Paola GOISIS (LNP) preannuncia il voto contrario sulla nuova formulazione della risoluzione in discussione, soprattutto perché in premessa si evidenzia un giudizio politico negativo nei confronti del Governo Berlusconi. Preannuncia quindi il voto favorevole sugli impegni di cui alle lettere a) - b); e il voto contrario sulle lettere c) d).

Emerenzio BARBIERI (UDC) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cu appartiene, il voto favorevole sulle lettere a) e b). Ribadisce il voto contrario sulle restanti parti della risoluzione.

Antonio RUSCONI (Ulivo) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto favorevole sulla nuova riformulazione della risoluzione in discussione, pur sottolineando alcune perplessità sul punto 3) della risoluzione che avrebbe preferito fosse soppresso.

Nicola BONO (AN) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto contrario del suo gruppo sulle premesse della risoluzione, il voto favorevole sulle lettere a) e b) e il voto contrario sulle lettere c) e d).

Carlo COSTANTINI (IdV) preannuncia il proprio voto favorevole sulla risoluzione come riformulata, pur ribadendo le considerazioni già espresse.

Fabio GARAGNANI (FI) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto contrario sulle premesse della risoluzione, il voto favorevole sulle lettere a) e b) e il voto contrario sulle lettere c) e d).

La Commissione approva quindi, con votazioni per parti separate, la risoluzione De Simone ed altri n. 7-00017, nel testo riformulato, che assume il numero 8-00005 (vedi allegato 5).

La seduta termina alle 16.25.

 

 

Il giorno prima

 

 

RISOLUZIONI

Martedì 25 luglio 2006. - Presidenza del vicepresidente Alba SASSO, indi del vicepresidente Emerenzio BARBIERI, indi del vicepresidente Alba SASSO. - Interviene il viceministro dell'istruzione, Mariangela Bastico.

La seduta comincia alle 10.10.

7-00017: Interventi a favore dei docenti precari, in relazione al buon funzionamento della scuola.
(Seguito della discussione e rinvio).

La Commissione prosegue la discussione della risoluzione in titolo, rinviata, da ultimo, il 18 luglio 2006.

Roberto POLETTI (Verdi), intervenendo sull'ordine dei lavori, rileva che dagli organi


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di stampa si è appreso che il Ministro per i beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, avrebbe effettuato delle nomine con riferimento alle fondazioni lirico-sinfoniche, tenendo in debita considerazione, tra l'altro, una adeguata presenza femminile all'interno degli organi di tali enti. Riterrebbe pertanto opportuno che la Commissione acquisisca elementi utili relativi alle suddette nomine.

Alba SASSO, presidente, precisa che la questione potrà essere opportunamente affrontata nella prossima riunione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione. In quella sede potrà essere valutato il fondamento di tali informazioni e se le nomine fatte rientrino fra quelle sulle quali la Commissione, per legge, è tenuta ad esprimere il parere di competenza al Governo.

Emerenzio BARBIERI (UDC) concorda innanzitutto con la richiesta del collega Poletti. Ritiene infatti opportuno che l'Ufficio di presidenza della Commissione verifichi se eventuali nomine fatte dal Ministro Rutelli rientrino fra quelle per le quali la legge richiede il parere della Commissione. Ricorda infatti che in passato si sono affrontate analoghe problematiche in riferimento alle nomine effettuate dall'allora Ministro Buttiglione relative agli organi di amministrazione di Cinecittà Holding. Anche in quella occasione, infatti, si richiese di procedere ad un coinvolgimento formale della Commissione, accusando il Governo di voler comunque procedere.
Rileva quindi che la risoluzione in discussione è solo in parte condivisibile, trattandosi in realtà di un attacco strumentale all'operato del precedente Governo, soprattutto nelle premesse. Ritiene che lo strumento della risoluzione acquista un peso politico sostanziale soltanto nella misura in cui sia condiviso da tutte le forze politiche. Non giova, certo, alla costruzione di un confronto costruttivo tra tutte le forze politiche, invece, la chiusura della maggioranza a qualsiasi possibilità di dialogo, impedendo così di giungere alla formulazione di un testo condiviso.
Sottolinea, in particolare, che la risoluzione in esame non risponde al vero, laddove si afferma che il precedente Governo avrebbe posto in essere una politica di tagli indiscriminati al personale scolastico. Evidenzia, infatti, come il viceministro Bastico ha già riconosciuto implicitamente l'efficacia del piano di assunzione voluto dal precedente Ministro, allorquando ha affermato che il Governo intende aumentare le immissioni in ruolo dei precari già realizzate dal precedente Esecutivo. Con riferimento, poi, alla questione specifica della posizione del personale delle SSIS, ricorda che nella precedente legislatura fu proprio la rappresentante del gruppo di Rifondazione comunista che ne difese il trattamento privilegiato, La stessa deputata De Simone arriva invece oggi ad affermare una posizione completamente opposta.
Ritiene invece che il ruolo del personale SSIS nella scuola debba essere assolutamente valorizzato, evitando che il patrimonio culturale che esso rappresenta vada disperso. Ricorda, infatti, che proprio su questo tema si sono pronunciati, anche se in modo contraddittorio, sia il TAR che il Consiglio di Stato, a dimostrazione della rilevanza delle questioni ad essi sottoposte. Ribadisce quindi l'intenzione di valorizzare e non penalizzare la professionalità di questi operatori del sistema scolastico.
Concorda invece sulla opportunità, evidenziata nella risoluzione, di riconsiderare la questione dei punteggi con riferimento alle scuole di montagna, aggiungendo peraltro un intervento specifico anche a favore degli operatori nelle piccole isole. Non condivide, però, la risoluzione laddove si afferma che le assunzioni effettuate sulla base delle attuali graduatorie permanenti sarebbero viziate da profonde ingiustizie ed illegittimità; se ciò fosse vero, infatti, sarebbe necessario ricorrere alla magistratura anziché allo strumento della discussione di una risoluzione in Commissione. Concorda, ancora, su quanto previsto dalla risoluzione in merito


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alla necessità di attivare un processo di delegificazione, ritenendo peraltro che debba essere in ogni caso evitato qualsiasi meccanismo di applicazione retroattiva delle norme.
Riterrebbe quindi necessario pervenire ad una riformulazione della risoluzione in discussione, nei termini indicati, al fine di giungere ad un testo condiviso. Preannuncia, diversamente, il voto contrario, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene.

Nicola BONO (AN), intervenendo anche a nome del gruppo cui appartiene, ritiene che la risoluzione in discussione sia inutile, provocatoria e non veritiera su quanto ha fatto il precedente Governo. Ricorda infatti che, a differenza dei governi di centrosinistra, il Governo Berlusconi si è attivato in modo fattivo e concludente per risolvere i problemi della scuola, proprio con riferimento al precariato, provvedendo alla stabilizzazione di circa 130 mila precari.
Rileva, in particolare, una contraddittoria formulazione della risoluzione laddove, da un lato, evidenzia che le dimensioni del fenomeno del precariato hanno conosciuto nella passata legislatura una crescita esponenziale a causa della politica di tagli indiscriminati agli organi del personale determinata dal precedente Governo e, dall'altro, riconosce invece che proprio quell'Esecutivo ha effettuato una programmazione delle immissioni in ruolo, per quanto giudicata insufficiente.
Denuncia inoltre l'uso distorto dello strumento della risoluzione, che finisce per sminuire il ruolo del Parlamento, giacché viene utilizzata per contestare una legge e impegnare il Governo a modificarla. Ritiene infatti che la maggioranza avrebbe dovuto più opportunamente presentare una proposta di legge modificativa, cercando di coinvolgere anche le forze della minoranza su una sua eventuale approvazione. Dichiara, in ogni caso, ferma contrarietà ad eventuali modifiche proposte nella risoluzione alla legge n. 143 del 2004, in materia di ridefinizione dei punteggi delle graduatorie. Si tratta infatti di cambiamenti che si porrebbero in contrasto con il fondamentale principio secondo il quale i titoli di accesso e le graduatorie per l'immissione in ruolo debbano essere stabiliti per legge, allo scopo di evitare le disfunzioni verificatesi in passato quando titoli e graduatorie potevano essere stabiliti con mera circolare o con decreto ministeriale. Aggiunge, a questo proposito, che la discussione dei titoli deve essere fatta nell'ambito di un contesto più generale, di un procedimento legislativo, poiché interventi puntuali attuati tramite lo strumento della risoluzione finirebbero per produrre la destrutturazione di un sistema intrinsecamente armonico ed equilibrato.
Concorda, quindi, con le osservazioni del deputato Barbieri, non essendo assolutamente rispondente al vero che le graduatorie permanenti siano viziate da ingiustizie e illegittimità, atteso che i criteri che presiedono la formazione delle stesse sono stati discussi e votati nell'ambito del procedimento che ha condotto al varo della legge n. 143 del 2004. Le stesse premesse della risoluzione appaiono apodittiche, contraddittorie e gratuitamente provocatorie: per questo ne richiede ai presentatori il ritiro. In caso contrario, richiede che sulla risoluzione si proceda alla votazione per parti separate, poiché ritiene condivisibili unicamente gli impegni richiesti al Governo con i punti a) e b), mentre assolutamente inammissibili le premesse ed i punti c) e d), i quali, nella sostanza attribuiscono una delega impropria al Governo volta alla modifica di una legge approvata dal Parlamento, spogliando quest'ultimo della propria caratteristica funzione.

Alba SASSO (Ulivo) precisa innanzitutto che la risoluzione di cui è cofirmataria risponde alle esigenze del mondo del precariato, il quale, indipendentemente dagli schieramenti politici, è composto da persone che hanno sostenuto concorsi, investendo tempo e denaro, per acquisire professionalità. La necessità ogni anno di


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sostituire circa 124 mila insegnanti danneggia d'altra parte non solo l'organizzazione del sistema scolastico, ma soprattutto la continuità di insegnamento per gli studenti.
Dichiara invece, anche a nome degli altri firmatari della risoluzione, la disponibilità a sopprimere il punto n. 4) della premessa. Precisa comunque che tale indicazione aveva solo lo scopo di introdurre un riferimento storico, precisando anzi che l'attuale Governo non deve avere l'intenzione di eliminare le scuole di specializzazione. Ritiene, più in generale, opportuno riflettere attentamente su quale sia l'interesse della scuola, identificando il tipo di formazione più adeguato, senza operare ogni anno modifiche che producono un effetto deteriore e destabilizzante. L'obiettivo fondamentale è quello di risolvere il problema del precariato, il quale ha assunto dimensioni insostenibili, riguardando circa il 33 per cento del corpo docente.
Con riferimento alle affermazioni del deputato Bono, poi, precisa innanzitutto che non vi è alcuna contraddizione nel comportamento delle forze politiche di maggioranza le quali, con la risoluzione in titolo, chiedono al Governo di predisporre un provvedimento che delegifichi la più volte citata tabella di valutazione. Proprio per questo motivo, anzi, non è stata presentata una proposta di legge. Ritiene, infatti, che la tabella di valutazione dei titoli definita per legge sia uno strumento troppo rigido, che non è in grado di adeguarsi alle mutevoli esigenze della scuola.
Rappresenta quindi, in conclusione, la propria disponibilità a giungere ad una seppure parziale riformulazione della risoluzione in discussione, accogliendo una parte delle indicazioni rappresentate dai gruppi di minoranza. Invita in ogni caso il Governo ad assumere impegni precisi, per il futuro, in tema di precariato.

Vito LI CAUSI (Pop-Udeur) conferma di condividere la risoluzione presentata dalla collega De Simone, della quale è cofirmatario, poiché il problema del precariato nelle scuole è diventato un'emergenza non più sostenibile. Ritiene che il Governo debba intervenire immediatamente nel settore, assumendo impegni precisi affinché sia predisposta una nuova normativa che colmi le eventuali lacune. Chiede quindi se il viceministro Bastico concordi sull'opportunità di abolire il doppio punteggio per il servizio effettuato in zone disagiate, quali isole e comuni di montagna, essendosi venuta a creare una situazione nella quale i primi della graduatoria permanente, che hanno come minimo 20 anni di precariato ed una età anagrafica che si avvicina ai 50 anni, sono costretti ad insegnare nelle zone più disagiate per mantenere la loro posizione in graduatoria. Sarebbe inoltre opportuna l'abolizione dei corsi FORCOM che, nati per perfezionare le conoscenze culturali degli insegnanti, non hanno sortito gli effetti sperati. Riterrebbe inoltre necessario sapere se il rappresentante del Governo ritenga che le scuole paritarie private debbano pubblicare i relativi posti in organico e le ore residue negli albi dei Centri servizi amministrativi ed attingere, in modo trasparente, alle graduatorie permanenti e a quelle di istituto. Considera opportuno, ancora, valutare attentamente se l'organizzazione di master e corsi di perfezionamento, che assegnano fino ad 12 punti in graduatoria - pari ad un anno di servizio - sia effettivamente rispondente ad esigenze di formazione. Si deve evitare infatti la creazione di un «mercato di titoli», visto che negli ultimi anni si è creato una vera e propria compravendita di corsi per la preparazione dei quiz selettivi il cui svolgimento spesso non fornisce alcun tipo di garanzia professionale, ma alimenta fenomeni di speculazione sulla preparazione degli studenti. Riterrebbe necessario, infine, che il vice ministro Bastico chiarisse se ritenga opportuno unificare le classi di concorso C300 e C310 - relative, rispettivamente, all'informatica gestionale e all'informatica


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industriale - visto che il relativo corso di abilitazione è stato effettuato in accorpamento.
Sottolinea, in conclusione, la necessità di dare una giusta valutazione ai benefici previsti dagli articoli 21 e 33 della legge 104 del 1992, volta ad attribuire le priorità per i portatori di handicap nella scelta della sede.

Antonio RUSCONI (Ulivo) condivide innanzitutto la necessità espressa dal deputato Barbieri, di giungere all'approvazione di una risoluzione che raccolga il consenso più ampio. Concorda in questo senso con quanto preannunciato dalla collega Sasso sulla opportunità di sopprimere il punto n. 4) delle premesse della risoluzione; ritiene infatti che i diritti del personale delle SSIS non siano posti in contestazione nella risoluzione. Considera d'altro canto necessario non inserire nel testo della risoluzione da approvare la premessa n. 3), a meno che non sia espresso in modo assolutamente chiaro che la stessa costituisce una semplice introduzione oggettiva e non intende esprimere un giudizio negativo. Ribadisce quindi l'importanza che la Commissione possa giungere all'approvazione di un testo della risoluzione, condiviso da tutte le forze politiche di maggioranza e minoranza. Si affronta un tema infatti, quello del precariato nella scuola, che sicuramente coinvolge trasversalmente i diversi gruppi componenti della Commissione.

Alba SASSO, presidente, considerati gli altri punti all'ordine del giorno della Commissione, propone di rinviare il seguito della discussione della risoluzione in titolo.

La Commissione concorda.

Alba SASSO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito della discussione ad altra seduta.

La seduta termina alle 11.10.

 

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