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Vitamina A contro il cancro? Donne, occhio al pericolo



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

12 GENNAIO 2007 – Belle notizie dal fronte della lotta al cancro. Annuncia l’oncologo Umberto Veronesi sull’inserto Salute di Repubblica di questa settimana: “Nel 2007 ci aspettiamo sviluppi sul fronte della prevenzione primaria e in particolare nella farmacoprevenzione, area di ricerca che si impegna a trovare sostanze che impediscano la trasformazione della cellula da sana a neoplastica. Per il tumore del seno, sarà avviato un grande studio clinico con l'obiettivo di confermare la proprietà della Vitamina A di bloccare la cancerogenesi del tumore del seno nelle giovani. I risultati di una prima ricerca, pubblicati nel maggio 2006, dimostrano che la vitamina A (o Fenretinide) riduce del 50% l'incidenza del tumore del seno nelle donne sotto i 40 anni e del 40% in quelle non ancora in menopausa”. Chi conosce la composizione e la storia della Multiterapia Di Bella, nonché la biografia del defunto fisiologo Luigi Di Bella, sa pure che il farmaco più importante della contestata cura anticancro è la vitamina A. La soluzione ai retinoidi facente parte del protocollo Di Bella è composta infatti da acido retinoico, axeroftolo palmitato e betacarotene sciolti in vitamina E. Sul ruolo anticancro della vitamina A Di Bella spese la propria vita professionale, iniziata con una tesi di laurea su questa vitamina. Ora Veronesi, che fu chiamato dalla ex ministra della sanità Rosi Bindi a disegnare i protocolli della sperimentazione condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, comunica al mondo che la vitamina A funziona nei tumori. Bene: si fosse saputo vent’anni prima (Di Bella lo aveva scoperto da altri vent’anni prima senza avere attinto ai fondi delle arance della salute né ai regali offerti all’Airc) forse l’umanità se ne sarebbe giovata in tutti questi decenni. Per chi vuole approfondire il tema e capire perché la sperimentazione ufficiale è (sarebbe) fallita mentre migliaia di pazienti sottoposti in proprio alla terapia Di Bella dicono di star meglio non ha che da documentarsi sui libri e con le inchieste di chi ha studiato il caso. Ma ora che la stampa si accorge della vitamina A e ne promuove sia pure indirettamente il consumo nelle giovani donne come sostanza preventiva anticancro, sarebbe d’obbligo la massima precauzione in chi scrive e in chi legge. Molte donne peraltro assumono già acido retinoico per problemi dermatologici come l’acne. LA VITAMINA A  E I SUOI DERIVATI SONO ALTAMENTE TERATOGENI SE ASSUNTI DALLE DONNE IN GRAVIDANZA O NEI MESI PRECEDENTI IL CONCEPIMENTO. Non tutti i medici dibelliani e neppure i siti web dedicati alla terapia Di Bella mettono in guardia le donne dal grande pericolo che corrono, nonostante sia diffusa ormai la moda di assumere retinoidi come prevenzione contro molte malattie.

Riproponiamo qui di seguito un articolo pubblicato in passato da Vincenzo Brancatisano sulla Gazzetta di Modena.  

 

Attenzione alla vitamina A

Di Vincenzo Brancatisano

 

Dilaga il consumo dello sciroppo ai retinoidi ideato dal professor Luigi Di Bella e, con esso, alcune preoccupazioni. Il farmaco fa parte da decenni della omonima multiterapia anticancro, basata anche su somatostatina, melatonina e minidosaggi di chemioterapico. Per le proprietà curative e preventive dei suoi componenti, sempre più confermate dalla medicina in varie patologie, lo sciroppo viene prescritto da molti medici non dibelliani e venduto da un numero crescente di farmacie, anche al di fuori della cura del cancro. Se ne vende a Sassuolo, a Nonantola, a san Felice e in tutta Italia. Da poco la Farmacia del Collegio di Modena reclamizza sulla sua vetrina la vendita dello sciroppo, preparato secondo lo schema di Di Bella dalla stessa farmacia che, come si nota dal suo sito internet, si è attrezzata dei costosi macchinari per la preparazione del farmaco. Il motivo della preoccupazione è legato alla presenza di alte dosi (0,5 grammi per un dosaggio giornaliero di circa 3 milligrammi) di acido trans retinoico, un derivato della vitamina A, sciolto in un litro di vitamina E. L’acido retinoico si deposita nei grassi, come la vitamina A, ed è tanto efficace nella lotta ai tumori che il foglietto illustrativo del farmaco commerciale Vesanoid promette la remissione totale di una forma di leucemia. Però i farmaci commerciali, a differenza dei galenici, sono accompagnati da un foglietto illustrativo. Quello del Vesanoid avverte che l’assunzione dell’acido trans retinoico ha una controindicazione assoluta per le donne in gravidanza e in quelle in età fertile, a causa della sua potentissima capacità teratogena, cioè quella di far generare figli malformati, tipica dei retinoidi e della vitamina A, come emerge dai ritrovamenti della sostanza su molti feti deformi. “L’impiego del farmaco”, recita il foglietto in linea con quanto riportato dalla letteratura, “è quindi controindicato nelle gestanti e nelle pazienti che potrebbero iniziare una gravidanza nel corso della terapia ed entro un mese dalla sua sospensione”. Se durante la terapia “insorge una gravidanza, il rischio di malformazioni fetali è molto elevato ed è indipendente dalla dose o dalla durata del trattamento”. La terapia in pazienti “di sesso femminile in grado di procreare deve essere iniziata solo se vengono rispettate le seguenti condizioni” e cioè che la donna sia stata informata dal suo medico sui rischi di una gravidanza insorta nel corso della terapia e un mese dopo la sua sospensione e che sia in grado di attenersi alle indispensabili misure contraccettive”. Secondo altri studi il periodo finestra è ancora più lungo e in linea con queste indicazioni Di Bella talvolta sconsigliava l’uso del suo sciroppo (costituito anche di alte dosi di axeroftolo palmitato, altro derivato della vitamina A che dunque ne raddoppia il pericolo) fino a 18 mesi prima della gravidanza. Medici e farmacisti hanno l’obbligo, certamente rispettato, di rendere consapevoli le donne del rischio connesso ai retinoidi, cui pure abbiamo già riferito. La teratogenicità della vitamina A, peraltro utilissima in altre circostanze, emerge anche dal fatto che un notissimo integratore multivitaminico da banco, che ora sarà venduto nei supermercati, preveda, per le donne in attesa, un omologo dalla denominazione più amorevole e affettuosa. Tanta premura non è legata solo al maggior dosaggio di acido folico, cioè la vitamina B9 utile alle gestanti, come ci hanno spiegato lacunosamente alcuni farmacisti modenesi, ma anche alla presenza, al posto della vitamina A, del suo innocuo precursore Betacarotene che l’organismo trasforma in vitamina A solo se, e quando, ne nota una pericolosa carenza.  

 

Il potere dell'acido retinoico è confermato ora da Umberto Veronesi


 

 

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