17 Maggio 2012 - Avevamo capito da anni cosa sarebbe successo oggi. L'8 settembre, il giorno del V-Day, noi c'eravamo in quella Piazza Maggiore densa di umanità come non si vedeva da decenni. La politica negli anni successivi ha continuato a far finta di non vedere. A non vedere le porcherie che essa stessa produceva. A non vedere l'ingrossarsi del numero di persone che volevano impossessarsi della politica dopo anni di riflusso. La politica aveva etichettato e liquidato come "antipolitica" la voglia di partecipazione di milioni di persone, quasi che non fosse e non sia la partecipazione a fare da propulsore della politica. Ma tant'è. Siamo nel 2012, siamo in primavera. Molti cominciano a temere, molti altri a entusiasmarsi, per il grande, straordinario successo del Movimento a 5 Stelle. Noi continuiamo a seguire il fenomeno, mentre la politica, già ridotta all'angolo del ring, sembra ormai al tappeto. (Vincenzo Brancatisano)
Beppe Grillo dà il
via a una nuova era con il V-Day
Otto settembre, la Resurrezione
I politici non hanno capito la gravità dell’evento

12 SETTEMBRE 2007 – La fortuna dei politici italiani è che dei
950.000 che hanno acquistato il libro di Stella e Rizzo “LA CASTA” solo pochissimi lo hanno letto. In
questi giorni di post vaffanculismo ispirati al trionfo di Beppe Grillo, qualcuno
ha sostenuto che il V-Day dell’8 settembre è stato la risposta di pancia al
libro (di testa) dei due bravi giornalisti del Corriere. La fortuna dei
politici, in un paese in cui pochissimi leggono libri (anche se li comprano), è
rappresentata dal corto circuito che si è verificato tra la pancia e la testa.
Peraltro è almeno un ventennio che il diaframma che tiene lontani tra loro
testa e pancia è ravvisabile nei festival dell’Unità dove alle file che
abbondano davanti a ristoranti e pizzerie corrispondono poche decine di persone
(perlopiù settantenni e ottantenni) che partecipano ai dibattiti politici. Se
l’imponente folla di Piazza Maggiore avesse letto quel libro documentato e
devastante, pagina per pagina, senza lasciare neppure una riga, il rischio
sarebbe stato il passaggio dal poetico Vaffanculo – che sta scandalizzando i
rappresentanti del potere costituito di questo malridotto Paese – a qualcosa di
molto più prosaico, forse alle armi. E’
da molti anni che si scherza con il fuoco e si avverte la netta sensazione che
anche in queste ore drammatiche si faccia fatica a cogliere la gravità della
situazione. Occorrono mesi per raccogliere le 500.000 firme necessarie per l’indizione
di un referendum abrogativo. E quando, poco dopo,si tratta di andare a votare, i
referendum falliscono per mancanza di quorum. La gente non ci crede più ai
politici forse perché il giorno dopo rimpiazzano la legge abrogata con
un’altra porcheria uguale: abrogammo il ministero dell’agricoltura, ci
rifilarono uno nuovo chiamato “delle politiche agricole”. Abrogammo il
finanziamento pubblico dei partiti, lo rimpiazzarono il giorno dopo con il più
costoso rimborso delle spese elettorali. Abrogammo la vecchia legge elettorale e
un tale si vanta di averla sostituita con una porcata (se lo dice lui che ne è
padre) con la quale l’ultimo Parlamento è stato riempito di deputati e senatori
che nessuno ha scelto ma che sono stati imposti dalle segreterie dei partiti. Abrogammo la legge che consentiva ai sindacati di lucrare sulle trattenute sindacali, palesi e occulte, ma il volume d'affari è talmente gigantesco che ci hanno rifilato un'altra volta quelle trattenute - palesi e occulte - per via contrattuale (i Ccnl hanno forza di legge) e sono riusciti per un'intera legislatura di 5 anni - regnante Silvio - a fare finta di discutere un progetto di legge mirante a rendere pubblici finalmente i bilanci dei sindacati. Eppure
c’è chi ancora crede nei referendum ma ci vogliono mesi per convincere mezzo
milione di persone a firmare. Grillo di firme ne ha raccolte 300.000 in mezza
giornata e ormai la forza del suo blog (che avevamo
intuito fin dal suo nascere nel 2005) è tale che basta un clic su
una tastiera perché un milione di persone si dia appuntamento e poi si ritrovi
in Piazza Colonna con i bastoni in mano. Questo vuol dire qualcosa di
drammaticamente dirompente e i nostri commentatori continuano a snobbare
l’evento relegandolo nelle categorie dell’antipolitica e del qualunquismo. Qualunquisti,
ha detto bene Marco Travaglio, sono semmai coloro che sparano nel mucchio senza
fare i nomi, qui invece i nomi sono stati fatti. Antipolitici, aggiungiamo noi,
sono i milioni di coglionazzi che in questi anni si sono fatti annichilire
dalla televisione deficiente, dalle Isole dei bavosi, tanto becere eppure
finanziate dai contribuenti, dai grandi fratelli, dal calcio che più marcio non
si può, dalle Miss Italia presentate quest’anno dal centenario Mike Buongiorno
giusto per ribadire il disgusto che questo paese nutre per i giovani: ma se
l’alternativa è condurre un programma sui pacchi di cartone di cui andate fieri,
caro Conti, allora fanno bene i giovani a lasciarvi perdere. E a venire in
piazza Maggiore alle quattro del pomeriggio, mentre decine di migliaia di
coetanei sgomitano in un’altra Piazza emiliana
(Grande ma non Maggiore, anche gli aggettivi aiutano) a caccia di Bono
Vox o della Carlucci o di Vattelappesca Vip col pretesto dei funerali di
Pavarotti mandati in diretta Rai, quella Rai che in vita gli negò la diretta
per il bellissimo Pavarotti and friends morto prima di lui, pace all’anima sua.
Un popolo festante fatto di giovani e giovanissimi, di famiglie con i bambini e
i ragazzi al seguito, di anziani addirittura sorridenti. Ho visto anche degli
anziani felici, in Piazza Maggiore, caro Claudio Lolli. E poi quelle file, quelle
lunghe file in attesa di firmare una proposta di legge. Ma si è mai visto un
popolo che si mette in fila alle quattro del pomeriggio sotto un sole cocente
per firmare una proposta di legge? Per firmare una proposta di legge! E la chiamano antipolitica? Ma l'avete vista quella foto qua sopra? Avessero
devastato la città come hanno fatto mesi orsono i giovani francesi che sono
riusciti a bloccare la legge sul precariato, li avrebbero chiamati criminali, brigatisti.
Fossero rimasti inermi a tempo indeterminato di fronte a un mercato del lavoro
e a una società che li odia, i nostri giovani sarebbero stati trattati meglio.
Invece sono scesi in piazza (scesi in piazza!) e sono stati in piedi per ore ad
ascoltare economisti, giornalisti, attori, architetti, professori e altri
studiosi. E sono stati ammazzati di insulti. La colonna
infame, così li ha definiti sul suo blog il giornalista de La Stampa
Andrea Romano, poi aggredito da pesanti quanto inaccettabili insulti da coloro
che successivamente verranno da lui definiti picchiatori
virtuali, mentre il lungo intervento
di Eugenio Scalfari (3.108 euro mensili per 5 anni di contributi come
ex deputato) che parla di invasioni
barbariche fa venir sonno. E’ facile parlare con la pancia piena. E’ agevole
parlare di lavoro precario se si ha un posto sicuro, è comodo parlare dei
giovani se i propri figli sono stati sistemati nella banca amica, nel giornale
amico, nella Rai amica. E’ comodissimo parlare di scalini, scaloni e fallimento
dell’Inps se
loro si portano a casa i soldi pubblici con pensioni d’oro. E’
facilissimo parlare di sfratti e di carenza di alloggi se poi loro si fottono
le case
pubbliche a prezzi stracciati. Eppoi si sono inventati la bufala
dell’oltraggio alla persona di Marco Biagi. Possiamo testimoniare anche noi che
Biagi non è stato oltraggiato e neppure citato, è stata criticata la legge
Biagi ma siamo in democrazia e in democrazia ha il diritto Beppe Grillo di
pensare (sbagliando) che tutto sia iniziato dalla legge Biagi e non dalla legge
Treu e soprattutto dal decreto 368 del 2001 di cui nessuno parla. Eppoi si sono
svegliati i girotondini. Rivendicano, sbadigliando, la paternità dell’opera, lo
avete sentito il Pardi dire che sono stati loro a iniziare la protesta contro
il palazzo e a portare un milione di persone in Piazza San Giovanni. Comodo
anche questo. C’era Berlusconi al potere e a quell’epoca chi non saltava
Berlusconi era. Ma è bastato poco e al disperato “non perdiamoci di vista” di
Moretti seguì l’oblio. Fino a sabato 8 settembre: Beppe Grillo ha svegliato
anche i girotondini dormienti. Giravano in cerchio a difesa della scuola pubblica
– ricordate? - Peccato che Moretti e tanti
altri Compagni abbiano
preferito per i propri figli la scuola privata. La coerenza paga. O la
fa pagare. E quale coerenza c’è tra il divieto di entrare in Polizia
penitenziaria posto a carico di quanti
nel proprio passato abbiano «riportato condanna a pena detentiva per
delitto non colposo o sono stati sottoposti a misura di prevenzione» e il diritto dei
condannati con sentenza definitiva a sedere in Parlamento, tanto la legge è
uguale per gli altri come direbbe Travaglio? Nessuna coerenza. E dunque bene
hanno fatto i 300 mila firmatari della Colonna Infame a chiedere che chi è
pagato 25 milioni di lire al mese di soldi nostri per scrivere le leggi sia il
primo a doversi mostrare delle medesime rispettoso. Altrimenti a casa, a
lavorare! Ha poi fatto scandalo l’altra proposta di Grillo, contenuta nel suo
progetto di legge, laddove si restringe a due legislature il mandato
parlamentare. «Non avremmo avuto Pertini e neppure Berlinguer…» hanno
starnazzato in molti. Peccato che nessuno abbia voglia di ricordare il
Berlinguer della questione morale. Peccato che di «limite al numero di mandati»
si parli addirittura nello statuto dei Ds. Lo ricordiamo qui alla senatrice
Anna Finocchiaro che nello snobbare il comico genovese all’indomani del V-Day («Si chiama Beppe, sì?») ha ribadito davanti a una nutrita platea di
ottantenni impegnati a parlare di futuro del Pd presso la Festa dell’Unità (ne parleremo in un prossimo articolo)
che «io sono arrivata al sesto mandato». Per una che si presenta come una
giovane rinnovatrice è certo un bel biglietto da visita. Quanto ai
commentatori, ai politici, ai sindacalisti che stanno prendendo le distanze
schifati dal fenomeno Beppe Grillo, c’è da pensare che hanno invidia. Quante
persone è riuscito a orientare Eugenio Scalfari con i suoi lunghi articoli
domenicali? Quanti sforzi deve fare la meravigliosa macchina da guerra della
Cgil per riempire mezza piazza? Quanta immondizia deve inventarsi un giornale tutti
i santi giorni per sperare di accattivarsi la simpatia di un nuovo lettore?
(vincenzo brancatisano)
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