Dubbi sulla proroga per gli esami  

Ma che contratto è?

Per gli assunti fino al 30 giugno



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

29 Giugno 2007 – Occupati o disoccupati? Questo è il problema. Molti docenti con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno sono stati nominati come membri interni o esterni agli Esami di Stato conclusivi del corso di studio nella scuola superiore. I docenti sono convinti di ottenere una proroga del contratto che si estenderà così per tutto il periodo di durata dei lavori della Commissione esaminatrice di cui fanno parte. Il tutto in base a una serie di norme e di Circolari che fanno capo alla Circolare n. 104 del 1999, emanata anche a seguito delle lotte condotte in quegli anni da docenti considerati all’improvviso “estranei alla Pubblica amministrazione”. La proroga infatti c’è, come pure emerge dal contratto individuale di lavoro, ma ora a noi, dopo una serie di indagini, sorge un dilemma. Siamo sicuri che il contratto che lega il docente all’amministrazione per i giorni di luglio sia uguale in tutto e per tutto a quello dei mesi precedenti? Siamo sicuri che verranno versati i contributi? Che ruolo ha la DD.PP.TT. (il Tesoro) nel pagamento di questa parte di stipendio a docenti che peraltro – fatti salvi i sostituti volontari dell’ultima ora – sono stati obbligati a fare la domanda come esaminatori? Valgono, questi periodi, ai fini pensionistici e ai fini del Tfr? Corrisponde al vero che per pagare i docenti interessati si usi invece il fondo per le ferie maturate e non godute? Siamo sicuri che non sia il caso di approfondire la questione per escludere che a partire dal 1 luglio (rectius: dal 2, lunedì) sia invece conveniente iscriversi all’Ufficio per l’impiego per l’attestazione dello stato di disoccupazione, al fine di non perdere giorni utili? La nostra fonte pare attendibile, ma il punto interrogativo, in attesa di verificare la questione, è d’obbligo.  



PROROGA DEL CONTRATTO, CRESCONO I DUBBI
3 LUGLIO 2007 – Commissari agli esami di Stato, si fanno sempre più concreti i dubbi sulla vera natura della proroga del contratto dei precari scaduto il 30 giugno scorso. Nelle prossime ore contiamo di poter pubblicare il parere ufficiale del Ministero della Pubblica Istruzione. Intanto riferiamo che si sta cercando in tutti i modi di ottenere risparmi sulla pelle dei precari impegnati nella ex Maturità. Non si sa se si arriverà a buon fine, ma si sta pensando di disarticolare il lavoro dei precari impegnati nelle due classi, ciascuna delle quali da quest’anno forma un’autonoma commissione, entrambe presiedute da un unico presidente. In ordine alla cosiddetta proroga (ribadiamo “cosiddetta”), l’idea è quella di retribuire il docente precario solo per il tempo effettivamente impegnato in ciascuna classe-commissione. Così, a titolo di esempio, se le operazioni relative alla prima classe sono finite il 2 luglio e dal 3 luglio iniziano quelle della seconda, il docente verrebbe pagato, a partire dal 3 luglio, solo per una classe. Considerata l’imponente mole di docenti precari nominata quest’anno agli esami, il risparmio sarebbe notevole, ma difficilmente il docente se ne accorgerebbe, poiché il compenso della cosiddetta proroga avverrà a ottobre come sempre e senza che si possa capire granchè dal cedolino. Tutto questo depone a favore della nostra tesi e cioè che il contratto dal 1 luglio fino alla fine delle operazioni non sarebbe una vera e propria proroga del precedente contratto. Il problema si trascina da anni, ma non è mai stato sollevato da nessuno, tuttavia nelle segreterie scolastiche, competenti per l’assunzione dei commissari, la questione è dibattuta, ma si fa finta di nulla. Solo in un caso potrebbe scoppiare la “bomba”, cioè nel caso che un precario facesse ricorso contro i punti acquisiti in maniera abusiva (visto che non sarebbe una proroga) da un “prorogato” e poi spesi nelle graduatorie. Ma il rischio è limitato, poiché chi è nominato fino al 30 giugno in genere ha già maturato i 12 punti prima del 1 luglio. Rimarrebbero i docenti nominati a scuola in periodi successivi a febbraio e che hanno chiesto a giugno di sostituire commissari assenti, ma per questa categoria il diritto alla proroga è ancora più complicato. Infine una dolorosa precisazione. Nessuno ha ancora deciso nulla in merito al pagamento dei compensi per gli Esami. Si è fatto un gran parlare, in realtà nessuna scuola ha inviato la richiesta di pagamento al Ministero della Pubblica Istruzione poiché il Ministero dell'Economia non ha mai autorizzato nulla (*). Secondo notizie ufficiose tratte da un decreto del ministro Fioroni non controfirmato da Padoa Schioppa, il misero compenso (nella parte relativa all'indennità di funzione) per i commissari interni sarà raddoppiato nel caso di doppia classe, fattispecie piuttosto diffusa. Mentre ai commissari esterni l'indennità di funzione sarebbe decurtata del 50 per cento qualora la classe-commissione fosse una sola. Ripetiamo che ogni classe rappresenta una commissione autonoma. Il problema per molti docenti impegnati in una sola classe è che vengono pagati la metà ma potrebbero essere legati alla scuola per molto tempo e cioè fino a quando non siano terminate le operazioni dell'altra classe: solo allora è possibile, stando a una Nota ministeriale del 2 luglio 2007, procedere con gli scrutini della prima classe e qualora gli scrutini siano stati erroneamente fatti, dovranno essere ratificati al termine delle operazioni dell'altra classe. Infine, è importante notare che la parte dei compensi riferiti alla funzione concorre integralmente a formare la base contributiva e fiscale mentre i compensi riferiti alla trasferta concorrono a formare la base contributiva e fiscale per la parte eccedente € 46,48 giornalieri. Per conoscere la struttura dei compensi leggere la relativa pagina accedendo dalla home page di questo sito.

(*) Come volevasi dimostrare!

 

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