A pag. 234 del Programma la precisa promessa di copertura di tutti i posti vacanti

A pag. 111 della Legge Finanziaria si legge però che saranno eliminati i...precari

Docenti precari all’Unione: “Pacta sunt servanda”

Di Pietro ha fatto causa a Berlusconi per inadempimento del “Contratto con gli Italiani”

Ma ha firmato il Programma dell’Unione e dopo un’assunzione formale come “dipendente

dei cittadini” ha promesso loro per iscritto che, se eletto, darà loro conto del proprio operato



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

23 maggio 2006 (Aggiornato il 22 ottobre 2006) - Il Programma dell’Unione, intitolato “Per il bene dell’Italia”, a pag 234, prevede una promessa rivolta ai precari della scuola. Il Programma di Prodi promette “lotta ad ogni forma di precarietà, con l'immediata copertura di tutti i posti vacanti, immettendo in ruolo coloro che già lavorano nella scuola e  agevolando coloro che si sono formati in questi anni”.

La promessa di Romano Prodi si configura come promessa al pubblico - art. 1998 del Codice Civile - come tale fonte di obbligazioni. Questo vuol dire che il dipendente Prodi, assieme agli altri nostri dipendenti che sono andati al Governo, compreso Antonio Di Pietro che fu tra i primi dopo Beppe Grillo a dare dei “dipendenti” a deputati, senatori e ministri, dovrà prima di tutto stare molto attento nel redigere le priorità dei capitoli di spesa pubblica, coprendo tutti i posti vacanti e in secondo luogo dovrà fare in modo che i precari storici siano preferiti ai precari di primo pelo che, come si legge nel programma “si sono formati in questi anni”.

Qualora le due condizioni non si avverassero si perpetrerebbe un inadempimento contrattuale ex art. 1218 del Codice Civile. E forse non mancherebbero gli estremi della truffa contrattuale. Sennonchè la Costituzione italiana prevede all’art. 67 che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Gli eventuali ricorrenti avrebbero comunque dalla propria un precedente – anche se basato non sulla promessa al pubblico ma sull’offerta al pubblico, ex art. 1336 Codice Civile. Il precedente è relativo all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, chiamato in giudizio davanti a vari Tribunali italiani, ad esempio clicca qui, per non avere rispettato la riduzione delle aliquote fiscali. Lo stesso Ulivo esultava poco tempo fa, clicca qui, perché un’anziana signora aveva citato in giudizio Berlusconi per non avere ottenuto il promesso aumento della propria pensione.

Come si legge dall’atto di citazione indicato in questo  link l’avvocato difensore della ricorrente è stato Antonio Di Pietro, prima sostituto procuratore e Pm, poi deputato e ministro, poi ex ministro, ora di nuovo ministro. Ma quello che più conta è che Antonio Di Pietro, che si è fatto assumere come DIPENDENTE – come si legge nel contratto di assunzione pubblicato qui sotto – ha firmato, con gli altri suoi colleghi nostri dipendenti la citata pagina 234 del Programma dell’Unione che ora è chiamato a rendere operativo.

I politici dipendenti sono maestri nel rovesciare il senso di ciò che hanno detto e scritto dieci minuti prima. Peraltro, lo stesso ex ministro Giovanardi si è scontrato con Beppe Grillo in una gustosa trasmissione a Radio24, ricordandogli, appunto, che i politici non devono dar conto giuridicamente delle promesse fatte.

A molti insegnanti precari potrebbe però venire in mente di inviare queste brevi riflessioni alla posta elettronica dei nostri politici, o ai loro blog, a cominciare dal blog di Antonio Di Pietro, che come si legge qui sotto si è impegnato per iscritto davanti a testimoni “a rispettare la volontà dei miei unici datori di lavoro, i cittadini italiani” e “a rimanere a disposizione per qualunque verifica e/o suggerimenti si rendessero necessari durante il mio mandato, qualora venissi eletto”. Per altri versi, il nuovo viceministro dell’Istruzione Mariangela Bastico pochi giorni prima delle elezioni di aprile 2006 ha firmato, clicca qui, la petizione contro il superpunteggio della montagna, inducendo forti aspettative tra i precari. Se i tribunali non sono competenti in materia di “inadempimento politico”, potrebbero quanto prima esserlo di nuovo i cittadini elettori.



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