Ritirati gli emendamenti che difendevano i diritti dei precari
Addio ai monti? No, addio alle
graduatorie
La rabbia dei docenti che prendono d’assalto la posta dei politici

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20 OTTOBRE 2006 C’è allarme tra i precari della scuola. Non bastavano le preoccupazioni indotte dai dati diffusi dalla rivista Tuttoscuola poi smentiti dal viceministro Mariangela Bastico, secondo i quali la Finanziaria prevederebbe pesanti tagli di organico che annullerebbero gli effetti delle annunciate 150.000 immissioni in ruolo. “Non si possono sommare le pere con le mele”, ha commentato Bastico contestando la rivista. Ma che la situazione dei precari sia alla frutta sono in tanti ormai a temerlo. L’abolizione delle graduatorie, il destino incerto delle sezioni serali, l’aumento del rapporto alunni-classe, l’abbattimento del 10 per cento dell’orario settimanale delle lezioni nelle professionale, la programmazione (per legge) di una diminuzione delle bocciature sono solo alcuni elementi che recano il segno meno nel bilancio immaginato da chi attende di essere assunto. E ancora: la riconversione dei docenti di ruolo soprannumerari produrrà a sua volta la perdita di speranze per altri precari che stavano per essere assunti: ma riconvertire in Chimica un architetto, oppure in Inglese un prof di Francese ha molto a che fare con la qualità della scuola? Bastico ricorda che l’estensione dell’obbligo scolastico a 16 anni farà aumentare le classi e dunque le cattedre. Batti e ribatti, non rimane dunque che attendere la resa dei conti a Finanziaria approvata. Nel frattempo però gli occhi sino puntati sulle decisioni ballerine della Commissione Istruzione della Camera, di cui fa parte la parlamentare modenese Manuela Ghizzoni, che sta per decidere le sorti delle graduatorie dei precari, che secondo la Finanziaria perderanno efficacia dal 2010. I precari si dicono memori del fatto che la Commissione abbia partorito e non sia riuscita più riuscita in 4 anni ad abolire il contestato punteggio della montagna. “Apprendiamo, in queste ore, con sgomento e incredulità – lamentano i precari sul sito scuolanostra.it appositamente creato – che in Commissione sono stati ritirati o bocciati tutti gli emendamenti che tendevano a stralciare l'abolizione della Graduatorie Permanenti dalla Finanziaria e a salvaguardare i diritti inalienabili di decine di migliaia di lavoratori della scuola. Questa scelta politica è incredibile, assurda, inconcepibile: semplicemente pazzesca. Tutti noi, come persone abituate ad avere fiducia nello Stato e, prima ancora, nella ragione umana - e molti anche da elettori del Centro-sinistra - ci chiediamo: che cosa pensa, questa maggioranza, di farsene delle decine di migliaia di docenti in servizio (molti con famiglia, figli e in età matura) che entro il 1 settembre 2010 non saranno stati immessi in ruolo? Qualunque addetto ai lavori sa che l'abolizione della graduatorie non è socialmente praticabile, se non al prezzo di buttare a mare una marea di famiglie. Come è pensabile che forze di centro-sinistra, le quali fondano la loro stessa ragione d'essere storica, sulla difesa delle famiglie, del lavoro e dei lavoratori, possano calpestare con tanta disinvoluta i diritti della gente?” E ancora: “Che differenza c'è tra la demagogia berlusconiana e l'ipocrisia che finalmente si disvela in queste ore ai danni dei precari della scuola?”. La Gilda sostiene di essersi ““Il mondo della scuola è preoccupato dalla prospettiva che anni di insegnamento non valgano più a nulla. Occorre introdurre una clausola di salvaguardia che garantisca i diritti di questi lavoratori”. E ancora: “Vanno salvaguardati i diritti finora acquisiti, altrimenti che fine faranno gli insegnanti precari non assorbiti dal piano triennale?” Ieri intanto lo Snals ha tenuto in città alcune assemblee con i precari, contestando la manovra del governo. (L’articolo di Brancatisano è consultabile anche sulla Gazzetta di Modena di oggi)
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Tutti allineati in Commissione
Intanto si regalano soldi alle scuole
private
Fabrizio
Cianci, segretario dei Radicali di Sinistra esprime “sconcerto riguardo alla
politica devastatrice dell’attuale governo di centro “sinistra””. L'insieme dei
provvedimenti, spiega Cianci, “si pongono in un'ottica continuistica rispetto
alla gestione Moratti: meno risorse alla scuola pubblica, ulteriori regalie
alle scuole private, nonostante l'art. 33 della Costituzione vieti
espressamente qualsiasi forma di onere per lo Stato”. I Radicali di Sinistra
denunciano “una incosciente politica di tagli al personale: l'incremento medio
di 0,4 alunni per classe nel prossimo anno scolastico comporterà la perdita di
più di 15.000 posti di lavoro; non viene modificata la normativa sul numero dei
posti di sostegno, con l'effetto di tagliare molte altre migliaia di posti di
lavoro e di negare agli alunni diversamente abili un diritto fondamentale; si
introducono ulteriori limitazioni alle supplenze brevi; si prevede la riduzione
del numero di ore di lezione. Le entità
scolastiche private, invece, riceveranno dallo Stato più finanziamenti. Il
Governo, in un quadro globale già sacrificante per i Cittadini, stanzierà altri
100 milioni di euro, nonostante l'incostituzionalità del provvedimento ed il
progressivo calo di richieste di rimborso”. Con questa disposizione,
prosegue Cianci, “il Governo di centro-sinistra non solo propone l’incremento
incostituzionale del finanziamento pubblico alle scuole private, ma attribuisce
alle stesse, in maggior parte di orientamento confessionale, una “funzione
pubblica” al pari delle scuole statali, configurando in tal modo un sistema
scolastico integrato pubblico-privato, in palese violazione dei principi della
Costituzione”.
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