INSEGNANTI: LEGA, INTERROGAZIONI PER SOLLECITARE STOP COMMISSARIO AD ACTA

E CANCELLAZIONE NUOVI INSERIMENTI





Aggiornamento del 23 maggio 2011 - Pittoni conferma: "Il bonus è più che legittimo"
(Vedi in fondo a questa pagina)

Aggiornamento del 24 maggio 2011 - Pittoni rilancia e difende il bonus: "Non è un punteggio di servizio, ma di permanenza, dunque è uguale per tutti e non può essere illegittimo"
(Vedi in fondo a questa pagina)


 

Di Vincenzo Brancatisano

 

20 MAGGIO 2011 – «Ci sono insegnanti che dal Sud, sfruttando punteggi lievitati oltre misura, questione tutta da approfondire, stanno tentando di inserirsi nelle graduatorie del Centro-Nord a suon di ricorsi. Ma in materia di graduatorie il Tar del Lazio ha già dato atto del proprio difetto di giurisdizione: cosa aspetta pertanto il Tribunale amministrativo a ritirare la nomina del commissario ad acta, cancellando questi inserimenti?». Questa la domanda che il senatore Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, pone al Ministro dell'Istruzione e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in due interrogazioni parlamentari di cui ha annunciato la presentazione. «I nostri accordi con il  ministro dell’Istruzione - spiega il parlamentare - prevedono (vedi decreto legge 70/2011) che, sulla base delle disponibilità accertate per l'anno 2010/2011, una quota di cattedre venga assegnata al personale delle graduatorie ad esaurimento tuttora vigenti, salvaguardando parte degli attuali insegnanti del Centro-Nord (per gli altri stiamo lavorando a ulteriori misure, tra cui punti aggiuntivi per la permanenza nella stessa graduatoria). Qualcuno si chiede se rientreranno nella conta i ricorrenti (quasi tutti del Sud) inseriti "a pettine" dal commissario nominato dal Tar, che andrebbero a scavalcare e quindi a ledere i diritti degli iscritti "storici". La risposta è che, a rigor di logica, il problema non dovrebbe neanche porsi, in quanto il Tar Lazio con sentenza 1556/2011 ha dato atto del proprio difetto di giurisdizione, in linea con recenti pronunciamenti delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (ordinanze n. 22805/2010 e 3032/2011) in cui è stato acclarato che la cognizione delle controversie correlate all’integrazione a aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento spetta alla magistratura ordinaria. Tra l'altro gli inserimenti in graduatorie diverse da quella di appartenenza sulla base del punteggio posseduto, sono stati ordinati dal Tar Lazio sulla base della mera impugnativa del D.M. n. 42/2009 ancora prima della definitiva redazione delle graduatorie (infatti queste ultime sono state oggetto d’impugnativa mediante motivi aggiunti proposti in epoca successiva all’accoglimento dell’istanza cautelare che accompagnava i ricorsi) e senza previa integrazione del contraddittorio nei confronti dei controinteressati». Nelle interrogazioni Pittoni chiede di sapere «quali provvedimenti, e in quali tempi, il Ministro abbia adottato o intenda adottare al fine di sollecitare un intervento palesemente urgente da parte dell'Avvocatura dello Stato finalizzato a portare la dovuta chiarezza», mentre alla Presidenza del Consiglio si domanda «quali iniziative intenda assumere da un lato al fine di rimediare all'evidenziata situazione e dall'altro per far sì che in futuro la difesa dell'amministrazione sia svolta in modo più efficace ed efficiente». Le interrogazioni parlamentari non potranno che alimentare le polemiche già in corso tra i precari alle prese con i moduli per l’aggiornamento delle graduatorie provinciali che in tanti iniziano a non chiamare più ad esaurimento.


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Il pacchetto Pittoni procede spedito

Bonus permanenza per docenti che non si spostano

Il Progetto Pittoni procede spedito

Immissioni retrodatate, speranze per i neoabilitati



 

Intervista di

Vincenzo Brancatisano

 

Su Facebook nella pagina del libro “Una vita da supplente

 

31 MAGGIO 2011 – Procede spedito il progetto del senatore Mario Pittoni, capogruppo per la Lega Nord in Commissione Istruzione del Senato sul fronte del precariato scolastico. Proprio alla vigilia della scadenza del termine per l’aggiornamento delle graduatorie provinciali, prevista per domani, Pittoni, interpellato dalla testata www.vincenzobrancatisano.it ha sciolto i dubbi relativi alla possibile marcia indietro sul bonus di permanenza che secondo un emendamento concordato con il ministro dovrebbe essere assegnato a tutti i docenti che hanno scelto di non spostarsi dalla propria provincia. Dopo la sconfitta elettorale in molti hanno sperato o temuto che del bonus (una bufala, secondo i più) non si sarebbe parlato più. “Nessuna marcia indietro”, tuona Pittoni. “Al contrario, il risultato elettorale conferma che servono atti concreti e il bonus di permanenza risponde a una richiesta precisa non solo degli insegnanti del Centro Nord ma di tutti quelli che non vogliono essere messi in concorrenza con l’universo mondo. Il problema nasce dalla forte disomogeneità dei punteggi tra una provincia e l’altra”.

Ma guardi, senatore Pittoni, che i punti ci sono perché c’è tanta gente che lavora nel Sud come precario da decenni. In certe classi di concorso di Catania, Palermo, Reggio Calabria e non solo c’è gente nata negli anni ’40.

“Gli insegnanti anziani ci sono anche al Nord. E in ogni caso non ha senso sostituire insegnanti del Nord, che spesso sono insegnanti del Sud che hanno scelto di spostarsi, con altri insegnanti del Sud che questa scelta nel 2007 non hanno fatto”.

Torniamo al bonus. E’ diventato un’ossessione per alcuni, la speranza di riscossa per gli altri. “C’è un accordo preciso con il ministro per inserire nel decreto sullo sviluppo un emendamento che serve a garantire un minimo di stabilità delle graduatorie” .

Scusi, domani è il 1 giugno, data di scadenza per l’aggiornamento delle graduatorie. E quelli che hanno fatto domanda? Conferma la norma di salvaguardia prevista dal suo progetto?

“Nessun problema, il punto 4 della proposta prevede la possibilità di revoca della domanda di trasferimento”.

Veniamo a un altro punti ritenuto importante dai precari della scuola in vista delle imminenti immissioni in ruolo di agosto. Saranno retrodatate o no?

“Si potrà attingere dalle liste attuali. Il problema che è stato segnalato, del rischio di un aggravio di spesa, che potrebbe convincere il ministro Tremonti a fare retromarcia, non esiste. L’articolo ha solo bisogno di essere formulato in maniera più corretta. L’obiettivo è quello di fare in modo che i posti vadano a chi ha fatto la sua scelta nel 2007. Scelte diverse rappresenterebbero una grande scorrrettezza e una mancanza di rispetto nei confronti dell’intero corpo docente precario, già sufficentemente vessato”.

Sì, ma le graduatorie ad esaurimento immobili sono state poi dichiarate illegittime, almeno coì sostengono alcuni.

“Ma no, sono state soltanto cassate le code”.

E poi ci sono i nuovi abilitati che non possono entrare nelle graduatori attuali in quanto a esaurimento. Sono più di 20.000 e di loro non si occupa nessuno.

“Per loro è pronta la sezione aperta del nuovo sistema di reclutamento su base regionale. I primi a potersi iscrivere saranno proprio loro. Già oggi per i nuovi abilitati la legge prevede la disponibilità del 50 per cento dei nuovi posti”.

Ciascuno nella propria regione?

“Non è previsto alcun vincolo di residenza. Il criterio di selezione sarà meritocratico con la particolarità di una valutazione omogenea a livello regionale”.

Come si procederà nei fatti?

“Ogni tre anni il ministro dell’Istruzione, in accordo con quello delle Finanze, indicherà regione per regione quanti posti si rendono disponibili e il 50 per cento andrà in automatico ai precari storici. L’altro 50 per cento, come detto, ai nuovi abilitati”.

Senatore Pittoni, il suo pacchetto è considerato “anti Sud” da alcuni docenti del popolo della rete .

“ Le pare che sarei andato fino a Palermo a presentarlo se fosse così? E come si spiegherebbe la disponibilità della maggior parte delle forze sindacali?”

 

(su www.vincenzobrancatisano.it)


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Testo interrogazione a risposta orale.
Atto a cui si riferisce:
S.3/02180 esidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:con il decreto n. 42 del 2009 il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ebbe a fornire indicazioni agli Uffici...
PITTONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che: con il decreto n. 42 del 2009 il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ebbe a fornire indicazioni agli Uffici scolastici regionali al fine di procedere all'integrazione e all'aggiornamento biennale delle graduatorie ad esaurimento (già graduatorie permanenti) da utilizzare per le immissioni in ruolo e per il conferimento delle supplenze ex art. 4 della legge n. 124 del 1999;

il predetto provvedimento è stato oggetto di diverse impugnative (spesso con ricorsi collettivi proposti da centinaia di docenti) soprattutto in considerazione del fatto che, a differenza di quanto accaduto nel biennio precedente, non era prevista la possibilità di trasferirsi da una graduatoria all'altra ma solo di essere inseriti in altre graduatorie (massimo 3) rispetto alla graduatoria di appartenenza ma in coda rispetto a coloro che già erano inseriti in ciascuna graduatoria;

l'adito Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, benché la stragrande maggioranza delle impugnative riguardasse il predetto provvedimento piuttosto che le singole graduatorie provinciali, nonostante la mancanza di notifica a qualsiasi controinteressato ossia quei docenti destinati ad essere scavalcati dai ricorrenti ove collocati in graduatoria secondo punteggio posseduto ovvero secondo il punteggio diverso e maggiore che - secondo quanto sostenuto in ciascun ricorso - sarebbe loro spettato e a fronte di chiari pronunciamenti delle Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione sin dal 2008 per i quali ogni e qualsiasi controversia correlata alle operazioni di integrazione e aggiornamento delle graduatorie era riservata esclusivamente alla cognizione del giudice ordinario (cfr. Sezioni unite ordinanze n. 3398/2008 e 3399/2008 confermate poi dalle ordinanze n. 22805/2010 e 3032/2011), non esitava a concedere l'invocata misura cautelare sulla base di propri precedenti oggetto di impugnazione da parte dell'Avvocatura dello Stato;

nessuna delle evidenziate circostanze, le quali presumibilmente sarebbero valse a ottenere pronunce favorevoli al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca in rito, era sollevata dall'Avvocatura dello Stato nelle difese scritte e orali svolte per l'amministrazione resistente (sembra anzi che l'Avvocatura nemmeno abbia partecipato alla discussione orale di molti dei ricorsi in questione);

solo qualcuna delle numerosissime ordinanze via via emesse dal TAR per il Lazio è stata appellata dall'Avvocatura dello Stato e, comunque, in nessun caso è stata sollecitata la revoca (ovvero l'annullamento) delle predette ordinanze, evidenziando che per l'appunto le singole graduatorie, in cui, in esecuzione della misura cautelare disposta dal TAR occorreva inserire i ricorrenti secondo punteggio posseduto, non erano state oggetto di impugnativa, che non risultavano pronunciate in contraddittorio con coloro che erano destinati ad essere scavalcati dagli istanti e che comunque si trattava di controversie che rientravano nell'ambito di cognizione del giudice amministrativo;

al TAR per il Lazio nella stragrande maggioranza dei casi era chiesto di assumere i provvedimenti necessari a garantire l'esecuzione delle proprie precedenti ordinanze essendo il Ministero rimasto inerte o avendo provveduto con modalità (inserimento degli istanti secondo punteggio con riserva) ritenute non conformi a quanto stabilito nelle predette ordinanze, ciò che determinava la nomina del commissario ad acta e in molti casi anche la condanna del Ministero al pagamento delle spese di lite quantificate in misura assai consistente (5.000 euro per causa);

sopravvenuto l'art. 1, comma 4-ter, del decreto-legge n. 134 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 167 del 2009, norma con la quale era confermata l'interpretazione della legge n. 296 del 2006 sulla base della quale il Ministero dell'istruzione aveva ritenuto di collocare i docenti interessati a cambiare graduatoria in coda rispetto a coloro i quali risultavano già inseriti nella graduatoria in cui ciascuno intendeva transitare, una parte delle ordinanze con le quali era stata disposta la nomina del commissario ad acta erano appellate dall'Avvocatura dello Stato ma le impugnazioni erano dichiarate inammissibili in conseguenza di un errore di notificazione;

il susseguirsi di provvedimenti assunti dal TAR ha creato e sta continuando a creare, per effetto dei provvedimenti che ancora sta assumendo il commissario ad acta, enormi stravolgimenti delle più volte menzionate graduatorie e rischia di creare gravissimi pregiudizi a migliaia di docenti che si trovano a dover subire le decisioni del TAR senza nemmeno essere a conoscenza dell'esistenza dei giudizi in cui sono intervenute;

a quanto consta da parte dell'Avvocatura dello Stato nel corso di questi due anni non è stata assunta alcuna iniziativa per tentare di rimediare alla evidenziata situazione che al di là di ogni considerazione inerente al merito, è la conseguenza di evidenti forzature da parte del TAR per il Lazio, come è dimostrato dal fatto che in questi ultimissimi tempi il predetto Tribunale, a fronte della richiesta di nomina di commissario ad acta per l'esecuzione di una delle tante ordinanze con le quali aveva disposto l'inserimento degli istanti secondo punteggio in graduatorie diverse da quella di appartenenza, ha dato atto del proprio difetto di giurisdizione dichiarando inammissibile il ricorso (cfr. sentenza n. 1556/2011 del Tar Lazio),

l'interrogante chiede di sapere se la Presidenza del Consiglio dei ministri sia a conoscenza della vicenda de qua e, in particolare, del modo in cui l'Avvocatura dello Stato ha provveduto a difendere il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e se e quali iniziative intenda assumere, da un lato, al fine di rimediare alla evidenziata situazione e, dall'altro, per far si che in futuro la difesa dell'amministrazione sia svolta in modo più efficace ed efficiente.



INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro dell'Istruzione

Premesso che:

• contro le disposizioni di cui al decreto ministeriale n. 42/2009 in cui erano state indicate le modalità secondo le quali gli Uffici Scolastici Regionali dovevano procedere all’integrazione e all’aggiornamento delle graduatorie provinciali ad esaurimento sono stati proposti ricorsi collettivi dinanzi al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio;

• il predetto Tribunale in sede cautelare ha disposto la collocazione degli istanti (nell’ordine di diverse migliaia),che si erano avvalsi della facoltà prevista dal predetto provvedimento di essere inseriti in tre graduatorie diverse da quelle di appartenenza ma in coda rispetto a coloro che per diversa scelta iniziale vi si trovavano già collocati, sulla base dei punteggi posseduti;

• successivamente il Tar Lazio adito per ottenere l’esecuzione coattiva di ordinanze analoghe a quelle di cui sopra con sentenza 1556/2011 ha dato atto del proprio difetto di giurisdizione in linea con recenti pronunciamenti delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (ordinanze n. 22805/2010 e 3032/2011) in cui è stato acclarato che la cognizione delle controversie correlate all’integrazione a aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento spetta alla magistratura ordinaria;

• gli effetti derivanti dalla riformulazione delle graduatorie sarebbero dirompenti posto che alcune migliaia di docenti sarebbero destinati a scavalcare colleghi che avendo scelto di permanere costantemente nella medesima graduatoria avevano maturato l’aspettativa di mantenere la propria posizione;

• l’inserimento degli istanti nelle graduatorie diverse da quelle di appartenenza sulla base del punteggio posseduto è stato disposto dal Tar Lazio sulla base della mera impugnativa del citato D.M. ancora prima della definitiva redazione delle graduatorie (infatti queste ultime sono state oggetto d’impugnativa mediante motivi aggiunti proposti in epoca successiva all’accoglimento dell’istanza cautelare che accompagnava i ricorsi) e senza previa integrazione del contraddittorio nei confronti dei controinteressati (circostanze queste che ben avrebbero potuto e dovuto essere rilevate ab initio e comunque impugnando tempestivamente i provvedimenti del Tar);

l'interrogante chiede di sapere:

alla luce dell'ultimo pronunciamento del tribunale amministrativo e delle citate sentenze della Corte di Cassazione con le quali è stata negata la giurisdizione del giudice amministrativo in materia di integrazione ed aggiornamento delle graduatorie a esaurimento, quali provvedimenti, e in quali tempi, il Ministro interrogato abbia adottato o intenda adottare al fine di sollecitare un intervento palesemente urgente da parte dell'Avvocatura dello Stato finalizzato a portare la dovuta chiarezza in merito alle vicende descritte in premessa;

Sen. Mario Pittoni


AGGIORNAMENTO DEL 23 MAGGIO 2011 ORE 17.30

PITTONI CONFERMA: "IL BONUS E' PIU' CHE LEGITTIMO"

Di Vincenzo Brancatisano

“Prima viene l’utenza poi vengono i diritti dei lavoratori”. Così il sen. Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato spiega la sua proposta di un bonus per la permanenza degli insegnanti, che dovrebbe entrare nel decreto sullo sviluppo all’esame delle Camere. Pittoni risponde in questo modo a quanti nelle ultime ore avevano attaccato la sua proposta di concedere alcune decine di punti (lui pensa che saranno 40 ma a quanto risulta alla testata www.vincenzobrancatisano.it i punti che la Lega riuscirà a strappare alla coalizione saranno di meno) a tutti coloro che decideranno di non spostarsi in altre province. “Prevedere un punteggio aggiuntivo per la permanenza nella stessa graduatoria già in occasione del prossimo aggiornamento – precisa Pittoni – mira fondamentalmente a garantire la continuità del servizio scolastico, fortemente minata dai continui spostamenti dei docenti e dallo stravolgimento delle graduatorie che così si determinano. Accanto, e forse prima, dei diritti dei lavoratori ci sono infatti i diritti dell’utenza cui, nel rispetto degli art. 33, 34 e 97 della Costituzione, va garantita la miglior qualità possibile del servizio che, come è pacificamente riconosciuto, presuppone stabilità nel rapporto fra studenti e docenti». Pittoni, che però non ricorda come la continuità didattica sia fortemente minata soprattutto dalla mobilità dei docenti di ruolo che si spostano da una scuola all’altra del Nord Italia per trasferimenti, assegnazioni provvisorie e vari movimenti (come emerge anche da una ricerca della Fondazione Agnelli), chiariche che il “provvedimento consente di assicurare una, seppur limitata, tutela delle legittime aspettative alla nomina per il prossimo anno scolastico di coloro che, collocati in posizione utile di graduatoria, verrebbero a trovarsi in posizione subordinata per effetto del trasferimento di aspiranti i cui punteggi, in alcune province, risultano decisamente più elevati. Chi trasferisce la graduatoria ad esaurimento da una provincia ad un’altra, è mosso quasi esclusivamente dal proposito di ottenere la supplenza annuale se non addirittura l’immissione in ruolo, ritenendo di potersi collocare, col punteggio posseduto, in posizione utile per la nomina. Questo scatena una vera e propria caccia al posto, che si traduce in un danno sostanziale per coloro che vengono scavalcati dai nuovi arrivati”. A sostegno della tesi contraria a chi contesta la legittimità del bonus – il riferimento è a un’ordinanza del Tar del 2010 che ha ritenuto non manifestamente infondata l’illegittimità costituzionale del bonus previsto dalla Provincia di Trento in favore degli insegnanti “indigeni” - Pittoni ricorda che un meccanismo premiale simile esiste già: “Il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo – precisa il senatore, che fa capire come stia cominciando a ottenere importanti aperture sia nella compagine di governo in vista delle nuove modalità di reclutamento ma anche nel centrosinistra – prevede per i trasferimenti a domanda dei docenti un punteggio aggiuntivo come segue: 6 punti per il servizio prestato continuativamente nella stessa scuola negli ultimi tre anni; 2 punti per ogni ulteriore anno di servizio entro il quinquennio; 3 punti per ogni ulteriore anno di servizio oltre il quinquennio; 10 punti una tantum per coloro che per un triennio (dal 2000/2001 al 2007/2008) non si siano trasferiti in altra scuola”. Aggiungiamo noi che nel recente passato varie scuole paritarie pubbliche prevedevano dei privilegi a favore dei docenti che avessero già insegnato in quelle scuole. Ma come la mettiamo con chi ha già inviato la domanda di aggiornamento della propria posizione in graduatoria e che potrebbe subire una beffa dopo essersi spostato? “Nessun problema – conclude Pittoni – abbiamo già previsto la possibilità di revoca”. Riveliamo noi che è previsto un articolo con la possibilità di slittamento del termine del 1 giugno come scadenza della presentazione delle domande.



AGGIORNAMENTO DEL 24 MAGGIO 2011 ORE 18.43

Pittoni difende la legittimità del bonus: “Sono punti di permanenza, non di servizio”

Di Vincenzo Brancatisano

“Il bonus per chi resta nella propria graduatoria provinciale non è illegittimo perché non è un punteggio di servizio”. La precisazione arriva dal sen. Mario Pittoni, capogruppo della Lega alla Commissione Istruzinone del Senato, interpellato dalla testata www.vincenzobrancatisano.it. Contro la sua proposta di premiare con alcune decine di punti i professori che eviteranno di spostarsi in altre province s’erano levate le critiche di vari gruppi di docenti pro pettine che lamentano una possibile violazione del principio costituzionale dell’uguaglianza tra lavoratori aspiranti di graduatorie pubbliche. Violazione fiutata sia pure indirettamente anche dal Tar del Trentino che nel 2010 aveva sollevato l’eccezione di incostituzionalità della normativa provinciale che consentiva ai docenti che hanno prestato servizio in zona di godere di un bonus a svantaggio dei “forestieri”, meridionali o settentrionali che fossero: sono stati tanti ad esempio i docenti veneti che hanno contestato quella normativa. Pittoni ammette che il suo bonus potrebbe essere non del tutto sostenibile dal punto di vista giuridico qualora fosse visto come un punteggio di servizio. “Ma io non ho mai pensato a un bonus per servizo, ho invece redatto una normativa che all’art. 4 premia con un punteggio aggiuntivo non chi ha prestato un servizio in un certo posto ma chi decide di rimanere dov’è”. E questo è rispettoso della Costituzione? “Certo, per due motivi. Il primo motivo è che il bonus che ho ideato vale per tutti e non solo per chi svolge un servizio in una certa zona: vale al Nord ma vale anche al Sud, dove leggo di precise preoccupazioni espresse da docenti che temono di essere scavalcati da colleghi di province limitrofe. Il secondo motivo è che la Costituzione tutela tanti diritti e vari valori che vanno coordinati tra loro”. Pittoni pensa, tra gli altri, al principio del buon andamento della pubblica Amministrazione e all’interesse dell’amministrazione a non vedre continuamente i propri uffici in balìa a cambiamenti di rotta. “Penso anche all’interesse ad avere insegnanti della migliore qualità”. Ma questa, senatore, non è certo prerogativa dei docenti settentrionali. “Certo, ma mi sto riferendo in questo caso al nuovo sistema di reclutamento”. Tuttavia, per quest’ultimo agone il popolo dei precari della scuola potrà attendere ancora un po’.

 

 

 

 

 



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