Classi affollate, no a corsi di recupero estivo e invernale

La rivolta dei professori di Vignola 

Rifiutano supplenze e gite per protestare contro i tagli
Gravissima norma contro scatti di anzianità e carriera
Scrima, Cisl: «Padoa Schioppa non attuò le assunzioni»



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

29 SETTEMBRE 2009 – Altro che mettersi in riga come vorrebbe il ministro Gelmini. Altro che minuto di silenzio. I docenti dell’Istituto di istruzione superiore “Paradisi” di Vignola, in provincia di Modena, hanno deciso compatti di inscenare una pesante forma di “protesta e di resistenza” in considerazione “del crescente disagio in cui si trovano ad operare, causa i tagli insostenibili al personale” e contro il sovraffollamento delle classi voluta dal ministro Tremonti. I professori hanno redatto un duro documento firmato dal collegio dei docenti e lo hanno inviato tra gli altri agli uffici scolastici provinciale e regionale. Giungono ormai da tutta Italia notizie di classi con oltre 35 alunni e si registra pure una terza serale con 54. In una scuola di Benevento dove i precari sono saliti sui tetti, una mamma andata a prendere il figlio svenuto a scuola ha contato 39 alunni stipati in un’aula con bambini che si contendevano il banco. Ormai la tensione è alle stelle, come il tam tam della rete consente di verificare. Oggi intanto la Flc/Cgil di Modena incontrerà l’assessore provinciale all’istruzione per esprimere le preoccupazioni sul destino degli indirizzi degli istituti della provincia, che subiranno una mezza rivoluzione. Il segretario nazionale della Cisl Scuola Francesco Scrima, intanto, invita gli altri sindacati a non illudere i precari. Intervenendo al Festival del Pd assieme all’ex ministro dell’istruzione Mariangela Bastico e alla deputata Manuela Ghizzoni, Scrima ha ricordato che i precari iscritti nelle Graduatorie a esaurimento sono mezzo milione, dunque occorre andare piano con i proclami sul diritto di tutti al lavoro stabile. Scrima ha pure rammentato con un breve inciso al centinaio di anziani presenti al dibattito (i docenti quasi sempre disertano gli incontri pubblici sulla scuola) ciò che in pochi ricordano in queste ore drammatiche. E cioè che il piano triennale di immissioni in ruolo voluto dal Governo Prodi è stato disatteso nel 2008 dallo stesso Governo Prodi: Padoa Schioppa – ha ricordato Scrima – si è rifiutato di assumere la seconda trance di 50.000 docenti l’anno scorso. Sullo sfondo intanto va registrata la preoccupazione contro una norma del decreto salvaprecari pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi, secondo la quale va escluso che i docenti a tempo determinato possano vantare il diritto agli scatti di anzianità. La norma è stata redatta in totale spregio alla giurisprudenza comunitaria alla quale si stanno appellando centinaia di docenti, alcuni dei quali hanno già vinto le vertenze giudiziarie in vari tribunali, come abbiamo già riferito. Una sentenza della Corte europea ha già scritto però che a nulla serve prevedere per legge o per contrratto collettivo il rigetto della progressione di carriera dei lavoratori a tempo determinato. Dunque lo stesso decreto dovrebbe rivelarsi per quello che è: cioè l’ennesimo episodio di cattiveria e di aggressione del legislatore e del potere politico nei confronti degli insegnanti precari che non sono stati assunti perché passavano per caso sotto la scuola ma perché sono stati chiamati dal datore di lavoro a garantire per decenni il funzionamento del più importante servizio pubblico che la democrazia conosca. Ora il legislatore e il potere politico hanno superato la misura e cercano lo scontro pur conoscendo la gravità della tensione sociale registrata in tutto il paese. Torniamo a Vignola. I docenti del Paradisi si rifiutano di supplire i colleghi assenti. Il motivo? «Manca dal 2006 - spiegano - la sempre promessa e mai erogata copertura finanziaria e che per questo motivo il dirigente amministrativo non è stato in grado di pagare le supplenze effettuate scorso anno. Nella stessa situazione si trovano gli insegnanti di educazione fisica per le attività già svolte nel gruppo sportivo».  Altro duplice rifiuto: quello “di accettare cattedre superiori alle 18 ore contrattuali” e di “effettuare corsi di recupero di insufficienze o debiti, invernali o estivi che siano, pur essendo questi adeguatamente finanziati e pagati”. Sarebbe preferibile, chiariscono, “una politica che non aumentasse indiscriminatamente il numero di alunni per classe, spesso in palese e pericolosa contraddizione con le vigenti norme igienico-sanitarie e soprattutto di sicurezza”. Il niet dei docenti cade anche sulle tante commissioni e gruppi di lavoro volontario e sottopagato, pur consapevoli dell’impoverimento dell’offerta: “Del resto - si chiedono - a che serve una Commissioni acquisti che, pur a conoscenza della necessità di rinnovare attrezzature e sussidi, ormai deficitari e obsoleti, si trova priva di fondi?”. I docenti del Paradisi, alle prese con un carico di lavoro burocratico che dicono aumentato a seguito dei tagli al personale di segreteria e del tempo che si dovrà dedicare allo studio delle “imminenti pseudo riforme degli istituti tecnici e dei licei”, chiedono una riduzione delle riunioni dei consigli di classe. E annunciano il eifiuto di “renderci accompagnatori di viaggi di istruzione articolati su più giorni in Italia e all’estero, considerando anche che per questi ultimi, fin dal 2005, nel nostro contratto di istituto erano già previsti adeguati incentivi, vanificati dal mancato invio dei fondi ministeriali”.

 

 



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