Il caso del film dei Vanzina non mette in cattiva luce la scuola né incita al bullismo

“Olè” denigra i professori? E’ una bufala colossale

La denuncia di quattro deputati dell’Unione aveva creato curiosità e polemiche



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

17 DICEMBRE 2006 – E’ una bufala! E’ una bufalaaaaaa. Il caso montato attorno al film “contro gli insegnanti” è una colossale bufala. Ministro Fioroni, non si scomodi, non perda tempo nella difesa d’ufficio dei Suoi dipendenti, lasci perdere se non ha ancora iniziato ad angustiarsi: il caso del film di Natale che denigra gli insegnanti italiani non esiste, non c’è mai stato. Anzi, il caso c’è, ma è fantastico, cioè tratto dalla pura fantasia. Ma il bravo Zecchi è davvero andato a vederlo il film dei fratelli Vanzina “Olè” con Boldi-Salemme-Estrada prima di fare la recensione pubblicata stamattina?  Ma dove stanno gli attacchi ai professori? E cos’hanno fumato i quattro onorevoli dell’Unione che hanno chiesto alla Rai di censurare la pubblicità al filmetto di Natale che non possono avere visto, dato che non era ancora uscito quando hanno tuonato contro il film? Se digitate su google la seguente frase “Denigrare, prendere in giro, vessare una categoria vitale per l'educazione e la formazione dei nostri figli, come quella degli insegnanti”, viene fuori una mole di pagine web con la presa di posizione dei quattro, che equivale a un grande lancio pubblicitario. Solo che di quella denigrazione non c’è traccia nel film. A parte l’incongruenza di una gita scolastica fatta a ferragosto, a parte la meraviglia indotta in molti spettatori da quello stipendio “di soli 1.900 euro al mese” affibbiati in una scena all’insegnante Boldi dai due registi che di scuola e (di cedolini) forse sanno poco, dal film tutto emerge tranne che la denigrazione degli insegnanti. Anzi, i ripetuti inviti (scenici) del professor Salemme a preferire l’arte allo sport, l’impegno al divertimento, rivolti agli studenti che mai hanno mancato di rispetto ai docenti (ma quale istigazione al bullismo…), verso i quali si sono colti invece simpatia e anche amore, hanno sempre avuto il sopravvento sull’ignoranza manifestata qua e là da alcuni ragazzi e dall’insegnante di ginnastica americana incontrata per caso e che dice di non conoscere Conrad a uno stupefatto professore (italiano) di Italiano.  Di più: quando il genitore-separato-ignorante invita la propria fidanzata-tettona-ignorante a istruirsi perché la “cultura è importante” vien voglia di pensare che qualche spettatore sia tornato a casa con la voglia di leggersi almeno l’etichetta della bottiglia dell’acqua minerale. Di più: quei 1.900 euro al mese rivalutano la figura del docente agli occhi dei (pochi) spettatori (“minchia, 1900 euro al mese” s’è sentito dire dalla fila di dietro). E richiamano una dichiarazione di Vincenzo Salemme che invita la sinistra a impegnarsi, piuttosto, nell’aumentare gli stipendi degli insegnanti se si vuole davvero difendere la categoria. Leggendo le anticipazioni e le schede sul film, pubblicate in periodi ancora non sospetti si legge ben altro, si parla addirittura di “aggregazione”, “allegria”, altro che “istigazione al bullismo” com’è stato incautamente affermato giusto per trarre profitto da un fenomeno di recente esplosione mediatica. Certo, le dichiarazioni pompose e impegnate dei pur bravissimi fratelli Vanzina, che per difendere il proprio modesto film hanno scomodato i massimi sistemi, l’antifascismo e pure il neorealismo, fanno quanto meno sorridere.  

 

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