L’invenzione di due ingegneri modenesi contro le file al Cup

Un sms per prenotare una visita all’Asl  

Si chiama My Cup e consente di prenotare visite dal cellulare



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

11 OTTOBRE 2007 - Il Cup sei tu. Due giovani ingegneri hanno deciso di rendere la vita più facile agli utenti della sanità. Ci hanno lavorato quattro anni e ora il loro gioiellino chiamato My Cup, che consente di gestire con un sms dal proprio cellulare la prenotazione di visite ed esami, è pronto per la fase finale. Sta ora alla direzione delle aziende sanitarie fare il passo successivo perché Paolo Perliti e Riccardo Rognoni, titolari dell’impresa informatica Miliaris di Modena, già vincitrice in passato del premio Intraprendere promosso dalla Provincia, ammettono di avere avviato incontri importanti e costruttivi con le Asl di alcune città come Modena, Treviso, Parma, Asolo, l’ospedale Niguarda di Milano. E se tutto va come loro sperano, la sperimentazione dovrebbe partire a Modena tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008. L’innovazione, se funzionante come si promette, sarebbe salutata con gratitudine dal pubblico. L’applicazione è installabile sul cellulare (collegandosi al loro sito si può già configurare il proprio telefonino per una simulazione seguendo un semplice menu) e consente di dialogare virtualmente con il Cup, centro unico di prenotazione, evitando file e sportelli. “L’innovazione – precisa Perliti – sta nel poter disporre di uno sportello virtuale in tasca. Tutto ciò che posso fare allo sportello posso farlo con il cellulare, in qualsiasi momento, da qualsiasi posto, ad esempio durante una riunione dove non ho piacere che qualcuno mi ascolti mentre prenoto una visita per telefono. Anche le banche ormai offrono questo tipo di servizio, ma forse la salute spaventa ancora perché spaventa dare troppo potere al cittadino. Per prenotare una visita al Cup di via del Cantone ho dovuto lasciare l’auto in Piazza Roma e ho speso 7 euro di parcheggio ma si può ottenere lo stesso risultato spendendo pochi secondi e pagando dai 3 ai 5… centesimi”. L’innovazione consente all’utente di navigare all’interno delle varie specialistiche (sono escluse per ora quelle più complesse) scegliendo per sé o per i propri familiari magari più anziani, il giorno e l’orario più graditi, da prenotare con un semplice clic, dopo aver digitato il proprio codice fiscale e il numero di ricetta. E’ possibile prenotare prestazioni presso strutture pubbliche o private accreditate ma anche presso medici che esercitano la libera professione, specificando se si richiede una prima visita o un controllo. Qualche giorno prima della visita il sistema invierà un promemoria all’utente per ottenere una conferma e nel caso di disdetta la nuova disponibilità sarà proposta, sempre via sms, a un altro utente cui si chiederà se sia interessato ad anticipare un appuntamento già programmato. La compattazione delle liste d’attesa attraverso la pulitura delle disdette non comunicate, che ad esempio Modena sono il 17 per cento del totale, rappresenta un obiettivo strategico per gli ideatori di My Cup, che sottolineano l’irrisorietà del costo non solo per il cittadino ma anche per la stessa Asl, che si potrebbe dotare del sistema addirittura al prezzo di poche migliaia di euro. Fattibilità concreta? “Da parte dell’Asl – spiega Perliti –si tratta di un lavoro di pochi giorni per adattare i due softare, non devono mettere mano al loro Cup ma devono solo installare un programmino e abilitare il canale”. Perliti e Rognoni, entrambi trentatreenni, modenese il primo, di Sassuolo l’altro, si sono laureati presso la Facoltà di ingegneria informatica di Modena con due tesi sul web.  



 

Installa My Cup sul tuo cellulare (simulazione)

 

Chiedi alla tua Asl di attivare il servizio

 

L’approfondimento

Schiavi di un ticket




E ora parliamo di ticket. Ha davvero molto senso, nell’era digitale, mettersi in coda per pagare il ticket all’Ausl? E’ normale dover dedicare mezza giornata della propria vita per recarsi presso uno dei pochi sportelli abilitati all’esazione del tributo sanitario? Quanto è economico ed ecologico spostare ogni giorno tonnellate di macchine perché non è possibile pagare il ticket presso la propria banca? A che serve poter prenotare analisi in farmacia o al numero verde – e magari un giorno con un sms – se poi occorre attraversare la città in cerca di uno sportello? L’inconveniente forse c’era anche ai tempi di Adam Smith, che poi teorizzò il principo della “comodità dei tributi”, ed era il 1776. Secondo l’economista scozzese (in verità preceduto nel 1741 da Antonio Genovesi, professore di Economia civile all’Università di Napoli) il cittadino deve poter pagare il tributo nel modo più comodo possibile. I due non potevano sapere che nell’era digitale un numero progressivo di utenti avrebbe ordinato comodamente dal proprio divano, libri e biglietti aerei, formaggio, salumi e vino pagando con un clic su una tastiera. Possibile che nel 2006 si può pagare on line la rata del condominio o l’imbianchino ma non il ticket per l’unghia incarnita? E’ possibile, viste le tante persone in fila con un numero in mano come in salumeria. Una ragione c’è, è comprensibile, ma pure superabile con un po’ di buona volontà. Quella che ci stanno mettendo funzionari e tecnici della nostra Ausl ai quali ci siamo rivolti, con la stessa ingenuità di un cittadino che – volendo seguire l’ultimo consiglio di Beppe Grillo – svegliasse il sindaco Pighi a mezzanotte per chiedergli perché non costruisce altri asili nido visto che tanti bambini rimangon fuori. La ragione è nella causale. Insomma, un conto è scrivere “quarta rata condominio”, altro conto sarebbe scrivere “ves, tas, gliecemia, anca o appendicite e altri malanni” nell’apposito spazio dedicato alla ragione per cui si fa un pagamento. E se poi uno confonde la prostata con un taglio cesareo? L’identità del servizio richiesto viene attualmente riassunto – e indicato in alto nel foglio di prenotazione – in un numero di 24 cifre accompagnato da un codice a barre. Quest’ultimo può essere letto dalle 27 macchinette riscuotitrici sparse per la provincia mentre il numero viene ricompilato dall’impiegato dello sportello Ausl o Policlinico o ancora di una delle due banche convenzionate. Ma perché non consentire che il numero in questione sia usato come causale nei pagamenti on line e in quelli eseguiti presso la propria banca e si obbligano i cittadini ad attraversare vie e piazze o ad arrivare un’ora prima alla visita per avere il tempo di pagare? Eppure nella convenzione di tesoreria dell’Azienda il servizio è previsto e che ci sia un impegno ad attivarlo ce lo conferma Marco Chiari, responsabile del Dipartimento finanziario dell’Ausl modenese: “Ci stiamo lavorando nell’ambito della piattaforma informatica e – annuncia – presto lo attiveremo”. Chiari richiama le “esigenze di cautela” poiché, dice, “gestiamo molte migliaia di prenotazioni in una provincia di 600 mila abitanti e dobbiamo garantire l’efficacia e l’efficienza del servizio con la certezza di non far impazzire i nostri impiegati”. In effetti, a mandare in tilt la burocrazia basterebbe l’errore commesso anche da una piccola parte di utenti nel compilare la causale. E visto che “i tempi per l’attuazione del servizio sono maturi”, Chiari aggiunge una previsione: “Due mesi, tre, forse quattro, dipende dalle difficoltà che saranno incontrate, ma lo attueremo”. (Articolo di Vincenzo Brancatisano, Gazzetta di Modena novembre 2006)

 

  

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