La viceministro Bastico: “Sono solidale ma non si può far niente”

Punti di montagna, discorso chiuso. O no?

Ma i docenti non demordono: “Per il nostro legale il Dm è illegale”



 

Di Vincenzo Brancatisano


21 MARZO 2007 – “Impossibile applicare la norma del doppio punteggio di montagna”. Lo afferma la viceministro alla pubblica Istruzione, Mariangela Bastico sul proprio sito. “A tutti coloro che, fruitori del doppio punteggio di montagna, mi hanno inviato sollecitazioni, domande e a coloro che ho incontrato personalmente in numerose delegazioni vorrei dire che così come mi sono impegnata con voi, sono state fatte tutte le più approfondite verifiche giuridiche sul tema – ne sono ben consapevole – assai delicato dell’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale. Coerentemente con questi approfondimenti giuridici abbiamo dato attuazione alla sentenza, salvaguardando i diritti acquisiti (contratti di lavoro a tempo determinato e indeterminato e graduatorie vigenti). Ora, con l’emanazione del nuovo bando e la realizzazione della nuova graduatoria è giuridicamente impossibile applicare la norma del doppio punteggio di montagna che è stata annullata dalla Corte Costituzionale. Sono consapevole che ingiustizia si è sommata ad ingiustizia. Sono pienamente solidale e condivido preoccupazione e amarezza di tutti coloro che, applicando una norma dello Stato, hanno fatto sacrifici per migliorare la loro posizione in graduatoria. Credo che l’entità numerica del piano di assunzioni programmato e il fatto di rivolgerlo a coloro che sono effettivamente precari siano due scelte che cercano di ridurre, nel quadro giuridico di cui disponiamo oggi, i danni arrecati da questa norma che – lo ribadisco – era sommamente iniqua”. Intanto prosegue l’attività pregiudiziaria del gruppo di precari siciliani della montagna. Si legge sul loro sito: “Siamo lieti di annunciare alla nostra piccola comunità, che ha condiviso il nostro grave problema, che dopo una serie di incontri avuti in questi ultimi giorni, abbiamo finalmente trovato un professionista al quale affidare la nostra pratica di ricorso al TAR del Lazio, con l'obbiettivo di concludere finalmente questa querelle”. Il professionista in questione è Antonio Saitta del Foro di Messina, “il quale – stando a quanto spiegano i docenti –  si è detto disponibile sin dal primo momento a sposare la nostra causa e fiducioso di un epilogo positivo della nostra vicenda. L'Avv.to Saitta ha già formulato una linea di difesa e dunque di ricorso, dalla quale si evince che il DM 15 Marzo 2007 n.27 è quantomeno illegittimo relativamente a due punti fondamentali”.   
  

 

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