Il punteggio di montagna? Non è stato abolito

7 OTTOBRE 2006 – Il tasso di distorsione della realtà è
sempre alto. Nei giorni scorsi molti giornali hanno dato la notizia secondo cui
il (Disegno di) Legge finanziaria avrebbe abolito il famigerato doppio
punteggio. Anche i sindacati della scuola hanno brindato arrogandosi la
paternità della lotta contro la scellerata “lettera h” e litigando tra loro su
chi abbia combattuto più degli altri per portare a casa il bel risultato. Come
si legge nel volantino pubblicato sotto e appiccicato nella bacheca di una sala
insegnanti, la Flcgil attacca la Gilda e parla di “vittoria”. A parte l’amara
constatazione che un argomento del genere sia finito in una legge finanziaria,
e a parte che il disegno di legge finanziaria in quanto disegno di legge
dev’essere ancora approvato dal Parlamento le cui nefandezze a raffica sul
doppio punteggio quasi tutti sembra abbiano dimenticato, va detto chiaramente
che la notizia è priva di senso comune. Il Disegno di Legge Finanziaria recita
all’art. 66 comma 1 lettera c) che “in
correlazione alla predisposizione del piano per l’assunzione a tempo
indeterminato per il personale docente, previsto dalla presente lettera, è
abrogata con effetto dal 1° settembre 2007 la disposizione di cui al punto B.
3) lettera h) della tabella di valutazione dei titoli allegata al decreto legge
7 aprile 2004, n. 97 convertito con modificazioni dalla legge 4 giugno 2004, n.
143. E’ fatta salva la valutazione in misura doppia dei servizi prestati
anteriormente alla predetta data”. Dunque?
Come si fa a dire che il doppio punteggio è stato abolito, se non solo le
assunzioni fatte negli ultimi anni ma anche le 150.000 assunzioni in ruolo
programmate (anzi promesse, diciamo annunciate) si baseranno ancora sul doppio
punteggio vecchio e anche su quello nuovo e guai a chi lo tocca fino al 1
settembre 2007? La mancata abolizione retroattiva del doppio punteggio farà
sì che il doppio punteggio nei fatti non sia abolito. Sarà anche giusto, per chi
crede che ciò sia giusto. Il sito www.vincenzobrancatisano.it
ha da sempre manifestato serie perplessità sulla non
retroattività della sua eventuale abolizione (sulla quale deve ancora
pronunciarsi la Corte Costituzionale) e registra come molti docenti invece
sostengano idee opposte. Il dibattito dunque è aperto anche se trattasi di un
dibattito nel quale molti ragionano pro domo propria e non ispirandosi al
diritto. In ogni caso sarebbe onesto e trasparente ammettere come il
coordinamento della norma appena citata del Ddl con l’altra norma che abolisce
le graduatorie permanenti a partire dal 2010 si traduca in una non abolizione del doppio
punteggio: sarà usato per il passaggio di ruolo, così come sarà possibile
usarlo per le prossime graduatorie, che secondo lo stesso ddl saranno pressochè
le ultime. Recita il ddl infatti: “A
seguito della piena attuazione del piano triennale per le assunzioni a tempo indeterminato del personale
docente, a decorrere dall’anno scolastico 2010/2011, le graduatorie permanenti
di cui all’art. 1 del D.L. 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, cessano di avere efficacia…”. E’ come se a un atleta che ha scoperto di
essere stato truffato si desse la possibilità di mettersi a gareggiare a gara
finita.
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