Il pasticcio della montagna



 

Di Vincenzo Brancatisano

23 marzo 2005 - Si mobilita il popolo dei precari, contro il blitz della Camera che ha ripristinato il doppio punteggio per chi insegna sopra i 600 metri, nelle isole minori e nelle carceri. Nei giorni scorsi il Senato aveva abrogato la norma della legge 143/2004, che prevede il superpunteggio della discordia, limitandolo ai precari che lavorano in carcere e ai maestri di montagna. Il tutto a partire dall’anno scolastico 2005-2006, lasciando intatti i premi finora acquisiti. Ma con una decisione a sorpresa i deputati (destra e sinistra insieme, con solo 10 voti contrari) hanno cancellato la modifica del Senato e torna tutto come prima. I deputati hanno ritenuto inopportuno restringere il superpunteggio alle due citate categorie: maestri e docenti in carcere. Così l’opposizione ha prima votato assieme alla maggioranza contro l’emendamento del Senato. E poi s’è poi fatta intrappolare poiché è stata tecnicamente preclusa la successiva votazione di un emendamento di Titti De Simone (Prc) con il quale si chiedeva la soppressione radicale del superpunteggio. In questo modo è stata scodellata una frittata a molti indigesta. Ma i precari sono inferociti e stanno rendendo pubblici, via internet, i nomi dei deputati responsabili del ribaltone. La posta elettronica degli onorevoli ritenuti "responsabili" è presa d'assalto. Robertino Capponcelli, della Gilda di Modena, protesta: "I precari, nella stragrande maggioranza, compresi dalle nostre parti quelli che abitano in montagna, non vogliono il doppio punteggio, provvedimento palesemente viziato da contraddittorietà, illogicità, arbitrarietà ed iniquità. E' giunto il momento di denunciare senza mezzi termini l'umiliazione, l'offesa, il raggiro operato alla Camera con il voto sulla montagna. Mettiamo in rete i nomi e i cognomi di tutti gli onorevoli presenti e dei partiti di appartenenza, con l'evidenza dei voti a favore e contrari, così che i precari sappiano come regolarsi nel prossimo voto regionale prima, e politico poi. La Gilda è politicamente indipendente e dunque più di ogni altra organizzazione sindacale deve in questi casi pronunciarsi nettamente secondo verità e giustizia". Presa d’assalto la posta dell’on. Marco Zacchera (An) che alla Camera aveva tra l’altro dichiarato: "E’ la Camera che ripristina non tanto la legalità quanto la tranquillità, soprattutto per coloro che sono andati ad insegnare in montagna l'anno scorso e che hanno messo a rischio il raddoppio del loro punteggio". Gli risponde Alessandro Cappellini, che si definisce "precario montanaro disagiato e per nulla tranquillo". Scrive: "Sono un insegnante precario che abita in un paese sull' alto appennino modenese. Tutte le mattine scendo poco tranquillamente fino a Castelfranco Emilia , dai mille metri di Montecreto fino alle soglie della pianura padana e risalendo alla fine del mio orario. Un mio collega sale (molto più tranquillamente) da Castelfranco fino a Montecreto e ridiscende alla fine del suo orario. Se non avete ancora intenzione di modificare la semplice regola dell'addizione per cui variando l'odine degli addendi il risultato non cambia le chiedo il risultato di queste due semplici operazioni: distanza Montecreto-Castelfranco: circa 70 Km. Mio chilometraggio giornaliero: andata 70 più ritorno uguale 140Km. Chilometraggio del mio collega: andata 70 più ritorno 70. Concluda lei. Le sembra equo che lui pigli il doppio dei miei punti? Pensa che sia assurdo concepire che entrambi possiamo rimanere tranquillamente a casa nostra ottenendo gli stessi punti, magari contribuendo pure a limitare l'inquinamento?". Commenta così Corrado Colangelo, segretario provinciale della Cgil scuola di Modena. "Ci andava bene la decisione del Senato, ma evidentemente il Parlamento fa fatica a rimangiarsi una decisione già presa lo scorso anno e che io non condivido. Il servizio prestato deve essere uguale per tutti, magari si potrebbero introdurre benefici economici, ma non punti aggiuntivi, per chi lavora in condizioni di disagio". Quanto al fatto che la sinistra abbia votato con la destra, Colangelo ritiene che ci sia "un difetto di conoscenza, nei parlamentari, circa la realtà della scuola. Da qui il forte ruolo del sindacato che spieghi ai parlamentari perché non vanno bene queste cose". Il testo è ora giunto al Senato, in forma blindata", per l’approvazione definitiva.

Gazzetta di Modena, 23 marzo 2005

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