Il giudice del lavoro di Modena attribuisce punti doppi a un professore

Il Tribunale resuscita il punteggio di montagna

Gli scavalvacati chiedono spiegazioni al Provveditorato, ma è definitivo

 

Di Vincenzo Brancatisano



 

10 NOVEMBRE 2014 - Il Tribunale di Modena e l’ex governo Berlusconi del 2011 resuscitano il superpunteggio di montagna. Il Provveditorato di Modena si adegua alla sentenza emiliana appena diventata esecutiva e così un professore della classe di concorso A028, Educazione artistica, che aveva svolto servizio presso una scuola situata nel comune di Montazzoli in provincia di Chieti negli anni scolastici 2011/2012 e 2012/2013, e trasferitosi nelle Gae di Modena in estate, ottiene dall’Ufficio scolastico provinciale XII il riconoscimento del servizio doppio previsto per chi lavora in comuni di montagna e supera alcuni colleghi che rimangono di sasso. Ma com’è possibile, si chiedono in tanti? Il contestato superpunteggio (da molti definito anni orsono superporcellum) di montagna era stato in effetti dichiarato incostituzionale dalla Consulta nel gennaio 2007 dopo che il Tar di Catania, su istanza dell’avv. Fabio Rossi, aveva rinviato gli atti per un giudizio di legittimità. Fanno bene ora a preoccuparsi migliaia di precari, che non hanno chiesto in tempo il riconoscimeto del servizio doppio avendo lavorato in sedi montante? La situazione è molto più complessa di quanto potrebbe apparire. Allora facciamo un passo indietro. Occorre ricordare che, in applicazione del decreto legge n. 97/2004, convertito con modifiche con legge n. 143, nel 2004 fu attribuito il doppio punteggio al docente che avesse prestato servizio nelle scuole di ogni ordine e grado situate nei Comuni di montagna di cui alla legge n. 90/1957, nelle isole minori e negli istituti penitenziari e nelle piccole isole. La normativa fu poco dopo modificata restringendo il campo di applicazione ai comuni situati sopra i 600 metri sul livello di montagna. Sorvolando sulle diatribe che ne seguirono, con ricorsi, ordinanze e proteste e anche con passaggi di ruolo definitive indotte dalla lievitazione di un punteggio ritenuto assurdo da molti e soprattutto dalla Corte Costituzionale, quest’ultima, con sentenza n. 11 del 10 gennaio 2007, dichiarò la illegittimità costituzionale del paragrafo B.3), lettera h) della tabella prevista dall'art. 1, comma 1, del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, allegata al medesimo decreto, convertito con modificazioni dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, nella parte in cui, con riferimento ai Comuni di montagna, ribadisce il Tribunale di Modena, “non limita l'attribuzione del doppio punteggio alle scuole pluriclasse”. Fu però salvato il superpunteggio conseguito fino a qual momento dagli insegnanti intanto passati di ruolo e dai docenti a tempo determinato, maturato in questo caso solo nelle classi istituite negli istituti penitenziari. Affinchè per il futuro si potesse legittimamente ancora riconoscere il doppio punteggio, prosegue il Tribunale emiliano, “è pertanto necessario, per quanto rileva ai fini del presente giudizio, che sussistano due condizioni: aver prestato servizio in un Comune di montagna - ritenuto una sede disagiata - ed aver prestato servizio in una pluriclasse”. Infatti, aggiungiamo noi, la validità del doppio punteggio fu invece mantenuta per i soli insegnanti delle pochissime sezioni delle scuole elementari pluriclasse, poiché la Corte ritenne ancora efficace la ratio della vecchia legge n. 90 del 1957. Ma neppure in questo caso sarebbe valso l’appena bocciato criterio altimetrico (600 metri sul livello del mare) poiché si sarebbero dovuti applicare i cervellotici criteri reddituali previsti dalla legge del 1957 (“Sono considerati territori montani i Comuni censuari situati per almeno l'80 per cento della loro superficie al di sopra di 600 metri di altitudine sul livello del mare e quelli nei quali il dislivello tra la quota altimetrica inferiore e la superiore del territorio comunale non è minore di 600 metri, sempre che il reddito imponibile medio per ettaro, censito, risultante dalla somma del reddito dominicale e del reddito agrario, determinati a norma del regio decreto legge 4 aprile 1939, n. 589, convertito nella legge 29 giugno 1939, n. 976, maggiorati del coefficiente 12 ai sensi del decreto legislativo 12 maggio 1947, n. 356, non superi le lire 2400”). Ciò che fece ritenere che quasi nessuno si sarebbe salvato dalla mannaia della Corte. Sennonché la legislazione scolastica recente ha confermato il diritto al riconoscimento del doppio punteggio in presenza delle medesime condizioni anche per gli anni scolastici dal 2003/2004 al 2006/2007. “Occorre pertanto verificare – spiega il giudice del lavoro modenese Valentina Giasi – se tale diritto spetta anche a chi (come il ricorrente) ha prestato servizio in Comune di montagna in una pluriclasse, ma in un diverso anno scolastico”. La questione in effetti sarebbe rimasta in sospeso e senza conseguenze se nell’estate 2011 non fosse stata emanata la legge n. 106 con la quale il Parlamento ha convertito in legge il decreto n. 70: lo stesso con il quale il morente Governo Berlusconi, nel silenzio totale dei sindacati, aveva decretato l’esclusione dei precari della scuola dal novero delle categorie che avevano diritto al risarcimento dei danni ai sensi del decreto legislativo 368 del 2001 (di recepimento della Direttiva 99/70 CE sulla prevenzione dell’abuso dei contratti a termine) qualora fossero state vittime di contratti a termine annuli ripetuti nel tempo. Un colpo sferrato dal potere politico a docenti e Ata precari, preoccupato delle centinaia di ricorsi che sfociavano spesso in sentenze di condanna del Miur e che ora attende di trovare giustizia nella sentenza del prossimo 26 novembre a Lussemburgo. Ebbene, il medesimo decreto 70/2011 vide in sede di conversione in legge, su pressanti richieste della Lega Nord, già formulate dai parlamentari Goisis e Pittoni, l’inserimeto di una norma (art. 9, 17 c.), secondo la quale “al personale docente a tempo determinato, assegnato a pluriclassi, che presta effettivamente servizio in modo continuativo, è riconosciuto il diritto ad una speciale valutazione del servizio prestato in sedi considerate situate in zona disagiata, secondo criteri definiti con decreto del MIUR”. In quell’estate calda del 2011 nessuno aveva chiesto che venisse riesumato il punteggio di montagna, ma tant’è. Tale decreto attuativo, tuttavia, non fu mai adottato, pertanto la cosa rischiava di finire lì. Ma non è finita lì. Il Tribunale di Modena, dovendo decidere sul ricorso del docente che aveva prestato servizio nel comune abruzzese e rientrante nella lista di cui alla Legge 991 del 1952 stabilisce ora che “in difetto di specifico decreto attuativo del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ed al fine di rendere possibile la concreta applicazione della disciplina di cui all’art. 9, 17 c., d.l. n. 70/2011, conv. 1. n. 106/2011, si ritiene necessario richiamare ed applicare le nozioni di “sede disagiata” già formulata dal legislatore, nella medesima materia e con le stesse finalità normative. Occorre pertanto applicare quanto disposto sul punto dal decreto legge n. 97/2004, convertito con modifiche con legge n. 143/2004 (e di conseguenza la nozione di sede disagiata di cui dalla legge n. 90/1957), con specifico riferimento alla formulazione normativa successiva alla sentenza della Corte Costituzionale n. 11/2007”. Tradotto vuol dire che al ricorrente, che ha prestato servizio per gli anni scolastici 2011/2012, e 2012/2013 in una pluriclasse, presso il comune di Montazzoli, debba essere riconosciuto il punteggio in graduatoria in misura doppia. E poiché esiste anche il periculum in mora (l’oggetto del ricorso, infatti, attiene al punteggio assegnato al ricorrente nelle graduatorie ad esaurimento per il conferimento di incarichi a tempo determinato ed indeterminato, già pubblicate e pienamente efficaci, in quanto relative al triennio 2014-2017), “ne consegue che nel tempo occorrente a far valere il suo diritto in via ordinaria grava sul ricorrente il rischio di vedere

irrimediabilmente compromessa la possibilità di ottenere un incarico di supplenza temporaneo o la

possibilità di immissione in ruolo”. Di conseguenza il Provveditorato modenese, che il 19 agosto scorso aveva negato al ricorrente l’attribuzione del doppio punteggio in occasione della domanda di aggiornamento delle Gae, è stato costretto a ottemperare all’ordinanza del giudice del lavoro di

Modena del 30/09/2014, intanto divenuta esecutiva, a seguito di ricorso ex art 700 ( procedura d’urgenza per il giudizio iscritto al numero 1140 del ruolo generale dell’anno 2014,) presentato dal docente, e dunque a rettificare la graduatoria riconoscendo al medesimo docente 24 punti in più per gli anni scolastici in questione.   

Condividi

 

 

 

Punteggio di montagna riesumato, con falò e giallo finale

Vi spieghiamo perché è successo

 

Di Vincenzo Brancatisano

 

11 NOVEMBRE 2014 - Sta creando un terremoto (e un giallo finale) la sentenza del Tribunale di Modena che ha riesumato il punteggio di montagna istituito dalla legge 143 del 2004 e dalla sua  tabella di valutazione dei titoli ma poi dichiarato incostituzionale dalla Consulta il 10 gennaio 2007. Il giudice del lavoro emiliano, come abbiamo rivelato ieri, ha riconosciuto il punteggio doppio a un docente precario, N. G. F., neoiscritto nelle graduatorie a esaurimento della provincia di Modena, classe di concorso A028, Educazione artistica nelle scuole media, per il servizio svolto negli anni scolastici 2011/12 e 2012/213 in una pluriclasse presso la sede del Comune di Montazzoli (CH) superando alcuni colleghi. Ma com’è possibile? E ora anche noi possiamo far valere questo diritto? E quando? Dobbiamo fare ricorso? Queste e tante altre sono le domande reperite in rete e formulate da docenti che si dicono sorpresi dalla decisione del Tribunale che ha praticamente condannato l’Ambito territoriale di Modena che pure aveva fatto da barriera alla richiesta del docente, rigettando la sua richiesta in sede di aggiornamento del proprio punteggio in graduatoria, riconoscendogli esclusivamente il punteggio “ordinario” di 12 punti per ognuno degli anni scolastici oggetto della prestazione lavorativa piuttosto che il punteggio “premiale” di 24 punti per ogni anno scolastico. E questo, si badi bene, ad onta della circostanza che il docente avesse prodotto il dispositivo di una precedenza sentenza favorevole pronunciata dal Tribunale di Rovigo tre anni prima. Proprio così. La decisione del Tribunale di Modena è stata preceduta da un analogo provvedimento che oggi siamo in grado di rivelare in esclusiva e che ci aiuta a ripercorrere le fasi della riesumazione del contestato super punteggio e a ricostruire il senso logico giuridico che sta alla base dell’avvenimento, che vede protagonista l’efficace patrocinio del legale del docente, l’avvocato Marcello Di Iorio, del Foro di Pescara.  I fatti. Nel 2010, il docente sottoscrive un contratto di lavoro a tempo determinato utile alla copertura di un posto vacante per l’anno 2010/2011 per la materia di cui alla classe A028 presso l’Istituto Comprensivo di Castiglione Messer Marino (CH).  Nel corso dell’anno 2011, in occasione delle domande di aggiornamento della Graduatoria della terza fascia provinciale (Gae), il ricorrente ricorrente chiede all’Ufficio Scolastico Provinciale di Rovigo, sede prescelta dall’aspirante docente, il riconoscimento del doppio punteggio premiale previsto al punto 3.3) della tabella di valutazione dei titoli di terza fascia avendo egli svolto il servizio in una pluriclasse in comune disagiato di montagna. Stante il diniego dell’amministrazione scolastica, il professore si vede costretto a ricorrere al Tribunale di Rovigo, Sezione Lavoro, che con sentenza n. 259/2012 Rg. n. l242/2011 accoglie le ragioni del ricorrente e condanna l’amministrazione scolastica a correggere la graduatoria impugnata nel senso di riconoscere il “bonus del doppio punteggio” (12 + 12) avendo il professore prestato la propria opera annuale in una pluriclasse situata in comuni di montagna di cui alla Legge n. 90/1957. Il  24 luglio del 2012, l’Ufficio Scolastico Provinciale di Rovigo procede così alla correzione della graduatoria impugnata in virtù della seentenza rovigiana che riconosce al ricorrente per la classe di concorso A028, ulteriori 16 punti da aggiungere, in esecuzione della stessa, ai precedenti 34 punti. Nel corso dell’anno 2014, in occasione dell’aggiornamento delle Gae, il professore ricorrente inoltra richiesta di inserimento all’Ufficio Scolastico Provinciale di Modena, sede di trasferimento prescelta dall’aspirante docente e chiede il riconoscimento del doppio punteggio premiale previsto al punto 3.3) della tabella di valutazione dei titoli di terza fascia avendo egli continuato a svolgere il proprio servizio peri successivi anni scolastici 2011/2012 e 2012/2013 sempre presso lo stesso Istituto Comprensivo di Castiglione Messer Marino (CH) e sempre in una pluriclasse situata in una sede disagiata di un Comune di montagna (Montazzoli) di cui alla Legge n. 90/1957. A completamento della domanda di aggiornamento il docente, avuto notizia del mancato riconoscimento del "bonus del doppio punteggio", invia agli uffici di Modena una serie di comunicazioni mail in cui spiega le fondamenta normative della legittimità della propria richiesta oltre che le ragioni giudiziarie poste a sostegno della citata sentenza essendo le circostanze attuali assolutamente identiche a quelle esistenti al momento del giudizio (stesse vigenza delle leggi, stessa pluriclasse, stesso Istituto Comprensivo e stesso Comune), ma inutilmente. In effetti, come si legge nel ricorso stilato dal suo legale Marcello Di Iorio, l’Ambito Territoriale di Modena sofferma la propria attenzione esclusivamente alle parti in causa del giudizio senza considerare il contenuto/il merito della sentenza prodotta dal ricorrente”. L’ufficio territoriale modenese del Miur avrebbe scritto: “Non è stato riconosciuto il doppio punteggio. La sentenza che la S.V. ha allegato fa stato solo tra le parti (Uffiicio Territoriale di Rovigo e la S.V.) e non è estensibile ad altre situazioni che eventualmente dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria competente”. La decisione dell’amministrazione ha costretto così l’insegnante a ricorrere al giudice. Ma come stanno le cose dal punto di vista giuridico? L’evoluzione normativa e la portata di una sentenza della Corte Costituzione – è il parere dell’avvocato Di Iorio che ha dovuto pubblicare il ricorso sulla Gazzetta Ufficiale non potendo rintracciare tutti i possibili controinteressati – chiariscono l’opportunità e la legittimità del riconoscimento di un punteggio premiale a quei docenti impegnati a prestare il loro servizio in scuole situate in sedi disagiate in comuni di montagna allorquando sono chiamati a gestire le cosiddette “pluriclasse”. Il legale mette in evidenza alcuni punti fermi. Innanzitutto il decreto legge n. 97/2004, quello che introdusse il super punteggio della montagna, convertito con modificazioni con Legge n.143/2004,Tabella (prevista dall‘articolo 1, comma 1) di valutazione dei titoli per la rideterrninazione dell’ultimo scaglione delle graduatorie permanenti di cui all’art. 401 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado (“Ai fini  dell’attribuzione dei punteggi la lettera li) è sostituita dalla seguente: h) il servizio prestato nelle scuole di ogni ordine e gado situate nei comuni di montagna di cui alla legge 10 marzo 1957, n. 90, nelle isole minori e negli istituti penitenziari è valutato in misura doppia. Si intendono quali scuole di montagna quelle di cui almeno una sede è collocata in località situata sopra i 600 metri dal livello del mare”). In secondo luogo, il legale ha sottolineato la portata determinante della sentenza n. 11/2007 della Corte Costituzionale con la quale la Consulta, chiamata in causa da ordinanze di rinvio da parte dei Tar di Catania e di Campobasso. Il Criterio “delle scuole di ogni ordine e grado situate nei comuni di montagna” fatto proprio dalla Legge n.143/2004, spiega l’avvocato Di Iorio, è stato mitigato nei contenuti a seguito di intervento della Corte Costituzionale. Quest’ultima ha precisato che “il giudice remittente (il Tar Catania e il Tar di Campobasso, ndr)  reputa che l'attribuzione del punteggio raddoppiato a tutti gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado solo perché situate nei comuni di montagna integri un trattamento diverso di situazioni che, non essendo idoneamente differenziate, risultano sostanzialmente identiche, in violazione dell’art. 3 Cost. Egli ritiene, invece, che sia idoneo criterio di differenziazione per l’attribuzione del doppio punteggio il servizio prestato nelle scuole elementari pluriclasse, alla stregua della disciplina della legge n. 90 del 1957 e, in questi termini, delimita il petitum. In effetti, nell'ordinamento esiste già una legislazione di favore per le sole scuole elementari di montagna (legge n. 90 del 1957), consolidata nel tempo (dal 1957 al 2004), secondo la quale la differenziazione rispetto a tutti gli altri insegnanti trova fondamento nell'insegnamento in scuole pluriclassi, quindi nell’effettiva gravosità dell'impegno didattico richiesto, consistente nel contemporaneo insegnamento ad alunni della scuola primaria appartenenti a classi diverse.  Conseguentemente, è stata dichiarata dalla Consulta  l'illegittimità costituzionale del paragrafo B.3), lettera h), della tabella in questione, nella parte in cui, con riferimento ai comuni di montagna, non limita l'attribuzione del doppio punteggio alle scuole pluriclasse. Fin qui la Corte Costituzionale. Ma c’è di più. Il Ministro della Pubblica Istruzione con D. M. n. 27 del 15/03/2007 considerata la necessità di approvare una nuova tabella di valutazione per l'inserimento nella terza fascia delle graduatorie ad esaurimento ha approvato la tabella di valutazione dei titoli, da utilizzare nei confronti del personale docente ed educativo, di cui alla Legge finanziaria del 2007 disponendo che (lettera f,  n.5) “il servizio prestato dall’a.s. 2003/04 all’a.s. 2006/07 nelle scuole primarie pluriclassi dei Comuni di montagna, di cui alla legge I marzo 1957, n. 90, nonché nelle scuole delle isole minori e degli istituti penitenziari è valutato in misura doppia”.  Infine, come pure abbiamo ricordato nel nostro precedente articolo, è intervenuto il Decreto Legge n.70/2011, convertito con modifiche dalla Legge n.106 / 2011, il quale all’art.9, comma 17, stabilisce che “al personale docente a tempo determinato, assegnato a pluriclassi, che presta effettivamente servizio in modo continuativo e riconosciuto il diritto a una speciale valutazione del servizio prestato nelle sedi considerate situate in zona disagiata, secondo criteri definiti con decreto del Ministro dell'istruzione, dell’università e della ricerca”. Ma torniamo alla sentenza di Rovigo. Il Tribunale veneto stabilisce che “il testo legislativo (‘Al personale docente a tempo determinato assegnato a pluriclassi, che presta effettivamente servizio in modo continuativo è riconosciuto il diritto a una speciale valutazione del servizio prestato nelle sedi considerate situate in zona disagiata, secondo criteri definiti con decreto del Ministero dell'Istruzione’) non possa che attribuirsi il significato di attribuzione del punteggio a coloro che abbiano operato in una zona già ritenuta disagiata ai sensi della precedente legislazione (dunque situata in comuni di montagna, nelle isole minori e negli istituti penitenziari di cui alla L. 143/2004) non potendosi altrimenti determinare quale sia la sede disagiata del servizio, e che tale interpretazione debba essere effettuata alla luce della ricordata decisione della Corte Costituzionale, ovvero con riferimento ai docenti i quali - come il ricorrente - abbiano operato in pluriclassi. “Il ragionamento posto alla base delle sentenza citata – osserva l’avvocato Di Iorio – appare condivisibile se non addirittura disarmante per la logicità della ricostruzione offerta dal Giudicante ( ‘non possa che attribuirsi non potendosi altrimenti determinare’). Le motivazioni appaiono di una semplicità estrema”. Insomma, a quei docenti (come il ricorrente) che hanno prestato la propria opera in sedi ubicate in zone disagiate (comune di montagna di ubicazione dell'Istituto Comprensivo di Castiglione Messer Marino - CH) ulteriormente caratterizzate dalla gestione di pluriclassi (Scuola di Montazzoli - CH) devono avere un formale riconoscimento premiale nella misura pari al doppio del punteggio maturato in forza del combinato disposto del DM. n. 27/2007 istitutivo della tabella di valutazione per l‘inserimento nella terza fascia delle graduatorie ad esaurimento (poi pedissequamente replicata negli allegati del DM n.42/2009, del DM n.44/2011 e da ultimo del DM n.235/2014) e della Legge n. 106/201 1 (legge di conversione del DL n.70/2011). L’evoluzione normativa, come corretta dall’intervento della Corte Costituzionale, “conferma” secondo l’efficace e vincente ricostruzione del legale Di Iorio, “il fondamento legislativo della necessità di dare un riconoscimento di un valore aggiuntivo alle prestazioni rese nelle scuole di ogni ordine e grado che siano allo stesso tempo in luoghi disagiati di montagna in condizioni di gestione di pluriclasse. Un eventuale disconoscimento risulterebbe illegittimo e contrario ai principi ispiratrici della norma, oltre che illogica, mancando ogni minima argomentazione capace di legittimare esigenze compensative”. Alcuni sindacalisti di Modena si dicono oggi sorpresi del fatto che il Tribunale emiliano abbia concesso in questo caso l’art. 700 Cpc e dunque la procedura d’urgenza, visto che la procedura in questione verrebbe negata spesso in quella sede alle proprie richieste “La scelta del procedimento e l’urgenza di un provvedimento cautelare, anche inaudita altera parte”, osserva l’avv. Di Iorio, “è dettata dalla mancanza materiale di tempo necessario a far valer il diritto al riconoscimento di n. 24 punti in via ordinaria, vale a dire di partecipare utilmente alla graduatoria per le assunzioni in ruolo che vengono predisposte notoriamente entro il corrente mese di agosto in tempo utile per l’inizio dell’anno scolastico. La proposizione di un’azione ordinaria determinerebbe un pregiudizio irreparabile con una evidentissima perdita di chances e di progressione di carriera, oltre che di progressione nella medesima graduatoria, non altrimenti suscettibile di alcun ristoro”.  Da quanto sopra deduciamo che, poiché il docente ha prestato servizio nella classe di concorso A028, che non è spendibile nelle scuole primarie, ma nelle scuole medie, il doppio punteggio andrebbe (e va) riconosciuto in tutti i gradi di istruzione avendo la giurisprudenza in questione interpretato la normativa in senso estensivo, rimanendo fermo il doppio requisito della pluriclasse e della sede situata in un comune disagiato di montagna di cui all’elenco indicato dalla Legge n. 90 del 19957. Ma non è finita. Ci permettiamo di tingere ulteriormente di giallo la vicenda, ricordando un piccolo particolare, il falò di Calderoli. Ricordate il falò di Roberto Calderoli, il ministro che andò in piazza a bruciare simbolicamente centinaia di leggi considerate nacronistiche? Ebbene, il Decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 (“Abrogazione di disposizioni legislative statali, a norma dell'articolo 14, comma 14-quater, della legge 28 novembre 2005, n. 246”), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15 dicembre 2010 - Suppl. Ordinario n. 276, ha abrogato la legge 90 del 1957, e con essa evidentemente l’elenco dei comuni di montagna, sulla quale si fondano le interpretazioni e le sentenze di Rovigo e di Modena, la rettifica del punteggio dell’insegnante di Educazione artistica e i possibili futuri ricorsi. Così è.

 

Il servizio di Vincenzo Brancatisano su Orizzontescuola:

Servizio 1

Servizio 2

 

  

 

 



Fa' leggere questa pagina a un tuo amico

 

Google

TORNA SU

 

Altre notizie

Old news

Scrivi al sito

 

Su www.vincenzobrancatisano.it