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4
febbraio 2007
Rinfreschiamo
la memoria sul doppio punteggio di montagna
Siamo
stati i primi a denunciare e per molto tempo gli unici

Precari
della scuola, "blitz" sui punti
Cambiano i criteri, nel caos
migliaia di supplenti in graduatoria
di Vincenzo Brancatisano
28 MAGGIO 2004. Caos graduatorie
nelle scuole. Con l’approvazione della legge di conversione del
decreto legge sul precariato, piomba nel buio la situazione di
migliaia di supplenti che proprio nei giorni scorsi avevano
presentato la domanda di aggiornamento delle liste da cui si accede
al ruolo e alle supplenze annuali. Scaduto il termine per
l’aggiornamento imposto dal decreto legge che fissava nuovi criteri
di valutazione dei titoli tutto sembrava tranquillo, almeno per i
meno informati. Invece il Parlamento ha nel frattempo convertito con
modifiche lo stesso decreto rivoluzionando in buona parte i criteri
di valutazione. Tra i punti innovativi, l’abolizione dei 6 punti per
il servizio militare, attribuiti appena poche settimane or sono, che
fa piombare in basso migliaia di docenti maschi. Attribuzione di 3
punti invece che 1 all’eventuale (e diffusissima) seconda
abilitazione. Il servizio prestato in classe di concorso diversa da
quella cui si riferisce la graduatoria è valutato nella misura del
50% del punteggio previsto. Ma la ciliegina sulla torta che
aggiungerà caos a caos riguarda la maggiorazione di punteggio (il
doppio) attribuita a chi abbia insegnato in carcere e a chi abbia
insegnato nelle isole e nelle scuole di montagna. L’emendamento
spiega che "si intendono come scuole di montagna quelle in cui
almeno una sede è collocata in località situata sopra i 600 metri dal
livello del mare". L’impressione è che si sia verificato un
autentico "assalto alla diligenza" nelle ultime ore in
Parlamento e chi ha potuto ha aggiunto norme per beneficare questa o
quella posizione. Il tutto a svantaggio della chiarezza poiché di qui
a poco si verificherà uno sconvolgimento delle graduatorie non dovuto
a merito ma a semplice casualità. Un esempio: l’insegnante che per
anni ha insegnato a Mirandola viaggiando ogni giorno magari da
Pievepelago sarà superato da chi ha fatto il percorso inverso o da
chi ha insegnato in montagna pur abitando di fronte alla scuola. Chi
poi abbia insegnato in carcere anche solo tre ore alla settimana (visto
che il Provveditorato ha vietato per motivi di sicurezza il
completamento di orario in altri istituti) scavalcherà i precari
storici. Altri dettagli sono contenuti nelle pieghe del provvedimento
votato a tempo di record (sia dalla Camera sia dal Senato in una
giornata) e sono destinati a suscitare polemiche. Sullo sfondo, la
promessa di immettere in ruolo nei prossimi tre anni decine di
migliaia di supplenti. Si tratta della sospirata assunzione, attesa
anche 20 anni, che però potrebbe sfumare, per i docenti più
sfortunati, a causa di un possibile e inatteso ribaltamento delle
graduatorie. Non è chiaro se l’aggiornamento sarà eseguito d’ufficio
o se i docenti dovranno rifare la domanda.
Precari e graduatorie, è uno
spaventoso caos
Di Vincenzo Brancatisano
MAGGIO 2004 – (Mentre i precari e i sindacati
della scuola dormivano o erano stanchi) La legge di conversione
del decreto legge sulle graduatorie dei docenti precari non smette di
suscitare polemiche. Sconcertati dalla supervalutazione del servizio
svolto nelle scuole di montagna, i precari chiedono ora di inoltrare
un nuovo elenco di scuole per il prossimo anno scolastico. Ma una
nota ministeriale stabilisce che la legge ha sì riaperto i termini
per consentire ai docenti fortunati di aggiungere la maggiorazione di
punteggio, ma impedisce ai docenti danneggiati di difendersi
chiedendo di lavorare in montagna. Ciò ha fatto gridare allo scandalo
a molti docenti che si sentono a questo punto "sequestrati da
una legge cervellotica" e "sprezzante dei diritti"
oltre che "priva di ogni logica". Le scuole di montagna
utili per il raddoppio del punteggio sono quelle contenute
nell'elenco della L. 991/52 a patto che abbiano almeno una succursale
sopra i 600 metri dal livello del mare. Ma come è possibile che ci si
basi su una legge che annovera tra i comuni montani anche Positano,
cittadina che proprio sui monti non è? "La formulazione apre
scenari inverosimili", annuncia la Uil scuola. Tuttavia, in
pochi avranno letto le acrobazie della citata legge 991 che, per la
determinazione dei territori montani, si infila in un esilarante
labirinto: "Ai fini dell'applicazione della presente legge -
recita la norma - sono considerati territori montani i Comuni censuari
situati per almeno l'80% della loro superficie al di sopra dei 600
metri di altitudine sul livello del mare e quelli nei quali il
dislivello tra la quota altimetrica inferiore e la superiore del
territorio comunale non è minore di 600 metri, sempre che il reddito
imponibile medio per ettaro, censito, risultante dalla somma del
reddito dominicale e del reddito agrario, determinato a norma del
regio decreto legge 4 aprile 1939, n.589, convertito nella legge 29
giugno 1939, n. 976, maggiorati del coefficiente 12 ai sensi del
decreto legislativo 12 maggio 1947, n. 356, non superi le lire
2.400". "Siamo alla follia pura", protesta il popolo
internettiano dei precari, presso il quale va maturando un'idea
inquietante circa la stesura della legge partorita in tempo di
record. L'idea è che il clima delle elezioni (che molti docenti hanno
annunciato di disertare per protesta) abbia spinto maggioranza e
opposizione a mettersi d'accordo sulla conversione del decreto. Sul
piatto degli accordi, consacrati dalla legge, la promessa di un piano
triennale di 70 mila assunzioni, applaudito senza riserve il giorno
dopo da opposizione e da molti sindacati. La legge "altrimenti
avrebbe potuto essere facilmente bloccata dall'opposizione con
un'azione di ostruzionismo neanche particolarmente dura", spiega
la rivista Tuttoscuola. Tuttavia, come abbiamo già riferito, il
governo ha subito dopo gelato le attese spiegando che il piano sarà
attuato solo se ci saranno i soldi. Che invece non ci sono.
Graduatorie, il compagno vota contro, poi si pente
Di Vincenzo Brancatisano
I docenti cercano ora di capire quale sia stato il gruppo politico
che si è reso reponsabile di una legge che ha gettato nello sconforto
migliaia di lavoratori. Ma a sentire parlamentari e sindacati si
tratterebbe di una legge orfana. Nessuno si appropria della paternità
mentre qualcuno azzarda anche l'ipotesi, non provata, che si sia
voluto "favorire qualche professore montanaro". Potevamo
non indagare? Abbiamo voluto leggere il Resoconto dei lavori delle
Commissioni Legislative Riunite della Camera dei Deputati del 25
maggio, il giorno prima dell'approvazione della legge. Per ore e ore
si parla di tutto e del suo contrario. I metri di altitudine prima
sono mille, poi 500, infine si fermano a 600. Citiamo qui solo alcuni
interventi in ossequio alla par condicio. L'on. Flavio Rodeghiero
(LNFP) "Ritiene altresì assolutamente legittimo attribuire
maggiori punteggi a coloro che insegnano nei comuni di montagna,
attese le difficili situazioni in cui essi si trovano ad operare".
Ferdinando Adornato (FI, presidente), evidenzia come il testo in
esame faccia riferimento ai comuni di montagna e non ai comuni
rientranti in comunità montane". L'on. Alba Sasso (DS) dice di
ritenere "assolutamente scorretto attribuire il doppio del
punteggio a coloro che hanno insegnato nelle scuole dei comuni di
montagna". Ma il vice ministro all'istruzione Valentina Aprea,
non smentito, "rileva come al Senato si sia svolto un ampio
dibattito" e che "a
seguito di accordi tra i gruppi, anche dell'opposizione, si è
definito il testo in esame, in base al quale il servizio prestato
nelle scuole di ogni ordine e grado situate nei comuni di montagna,
nelle isole minori e negli istituti penitenziari è valutato in misura
doppia. Rileva altresì come il Governo, nel corso dell'esame al
Senato, avesse evidenziato le difficoltà di rideterminazione dei
punteggi che avrebbero consigliato di rinviare di un anno
l'applicazione della norma, che tuttavia i gruppi parlamentari hanno
preferito approvare nel testo all'esame delle Commissioni riunite".
Alla fine si vota. Questi i risultati: presenti 363 (su 630), votanti
224, astenuti: 139, maggioranza: 113, hanno votato sì: 222. Hanno
votato no in due, ma, spiega il Resoconto, l'on. comunista Russo
Spena ha erroneamente espresso un voto contrario, mentre avrebbe
voluto astenersi". Dunque, la maggiornanza ha approvato la
legge, ma l'opposizione o non c'era, e se c'era si è astenuta o si è
sbagliata. Appena approvata, i deputati Ds Sasso, Grignaffini,
Cordoni e Capitali, riferendosi al piano di assunzioni, hanno
dichiarato: "Si tratta di un grande risultato che darà stabilità
alla scuola". Ha brindato anche l'on.Titti De Simone (RC): su
sua proposta è passato un emendamento che attribuisce valanghe di
punti per il "servizio non specifico", che sconvolgeranno
le graduatorie, divenute sempre meno controllabili e trasparenti,
come denuncia l'Associazione docenti precari di Milano. (vi.bra.)
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Graduatorie, prof. «montani» favoriti
Punteggio raddoppiato per gli insegnanti che operano in altitudine
VINCENZO BRANCATISANO
La montagna ha partorito il punticino. Si va delineando di ora in
ora, tra gli imbarazzi degli addetti ai lavori e lo sconcerto misto a
rabbia dei lavoratori della scuola, l'effettiva portata del caos
prodotto dalla legge di conversione del recente decreto legge che
disciplina le graduatorie per l'accesso al ruolo e l'assegnazione
delle supplenze degli insegnanti precari. Il ministero
dell'Istruzione ha diramato un provvedimento con il quale le autorità
scolastiche periferiche e soprattutto gli insegnanti dovranno cercare
di fare luce sulle conseguenze delle novità introdotte da Camera e
Senato alcuni giorni dopo che gli interessati avevano già consegnato
la domanda per il rinnovo annuale delle graduatorie provinciali
"permanenti". Il provvedimento interpreta in senso ancora
più cervellotico, dicono molti interessati, le questioni legate alle
scuole di montagna che, in base alla citata legge, attribuiscono con
effetto retroattivo il doppio del punteggio a quei precari che
abbiano lavorato in una scuola di ogni ordine e grado situata in un
comune definito "montano" dalla legge 1° marzo 1957, n.90 e
classificato come tale (dal punto di vista reddituale) ai sensi della
legge n. 991/1952. L'elenco completo di tali comuni conta circa 80
pagine. Ma non è finita. Come ulteriore condizione, la scuola di
servizio, ubicata in uno dei comuni montani, dovrà avere almeno una
sede collocata in località situata sopra i seicento metri a livello
del mare. Questi i comuni modenesi che potrebbero (ma chi può dirlo
con certezza?) rivelarsi montani secondo l'interpretazione per così
dire creativa del ministero: Pavullo, Pievepelago, Polinago,
Riolunato, Serramazzoni, Sestola, Zocca. Il comune di Prignano è
contenuto nell'elenco, ma essendo a 550 metri sul livello del mare
potrebbe essere escluso dal novero dei fortunati. Spetta al
candidato, meglio se munito di altimetro, dichiarare nell'apposito
modulo l'ubicazione della scuola e il periodo di servizio entro il 14
giugno prossimo. Stessa cosa per il servizio svolto in scuole
distaccate in carcere, che attribuisce doppio punteggio. La norma
precisa che "i periodi di servizio prestati negli istituti penitenziari
possono essere disaggregati da quelli eventualmente svolti presso
l'istituto principale". Questo è singolare, oltre che foriero di
denunce, poiché finora agli insegnanti modenesi chiamati in carcere è
stato vietato dai provveditorati (per presunti motivi di sicurezza)
di completare la cattedra presso istituti estranei a quello relativo
al carcere. Non è più prevista la valutazione del servizio militare e
male ha fatto chi ha inserito i 6 punti previsti dal decreto. I
candidati che hanno prestato servizio in scuola statale o paritaria -
in quest'ultimo caso dal momento del riconoscimento della parità - in
classe di concorso o posto di insegnamento diverso da quello cui si
riferisce la graduatoria possono chiedere la valutazione di tale
servizio che verrà effettuata nella misura del 50%. Crolla infine la
speranza di avere graduatorie permanenti almeno biennali, come
stabilito dal decreto poi modificato. "Gli aggiornamenti e le
integrazioni riguardanti tutte le fasce delle graduatorie permanenti
- corregge il ministero - sono effettuati con cadenza biennale solo a
decorrere dall'anno scolastico 2005 -2006. La validità delle
graduatorie permanenti, attualmente in fase di aggiornamento, è
limitata all'anno scolastico 2004-2005".
LE RIPERCUSSIONI
Per un pugno di punti in più
precari andranno in Appennino
In estate, all'atto della scelta della cattedra per il prossimo anno
scolastico, il precario di Mirandola o di Finale sarà costretto a
scegliere la sede di montagna a Pievepelago, pur di non essere
scavalcato l'anno successivo da chi magari abitando a Pievepelago
uscirebbe di casa a piedi per andare a lavorare. Quest'ultimo, per la
legge dei vasi comunicanti, sarà costretto invece a recarsi a Finale,
a meno che un prossimo decreto non attribuirà alla nebbia punti da
spendere in graduatoria. Un assurdo che inciderà in maniera
sostanziale anche sull'impatto del traffico. Si profila intanto una
nuova guerra tra poveri, dopo quella tra precari storici e
neoabilitati presso le Siss (Scuole di specializzazione universitaria
all'insegnamento). Il ricco punteggio attribuito per motivi di pura
casualità agli uni scontenterà gli altri senza che la discriminazione
sia fondata su motivi logici o di merito. Ma soprattutto sconvolgerà
le graduatorie, con gli uni che saranno scavalcati dagli altri, una
prospettiva che sta suscitando malumori e tristezza tra i docenti,
che definiscono scandalosa la manovra del governo e poco ferma
l'azione di contrasto da parte dei sindacati della scuola, proprio
negli anni in cui si profilano, stando alle annunciate immissioni in
ruolo di massa, in un piano triennale che partirà nel 2005, che
tuttavia vanno svanendo. Infatti il Consiglio dei ministri ha
precisato ieri l'altro che il tutto avverrà a condizione che si
trovino i soldi necessari per la copertura finanziaria. Entro il 31
luglio prossimo, intanto, si procederà, dopo anni di blocco e previa
ripartizione del contingente di 15.000 unità, già autorizzato, alle
assunzioni a tempo indeterminato del personale docente inserito in
posizione utile nelle graduatorie entrate nell'occhio del ciclone,
sempre che siano aggiornate in tempo utile. (vincenzo brancatisano)
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Le puntate precedenti
Di Vincenzo Brancatisano
Fermi tutti. A causa della confusione creata da una legge, approvata
alla chetichella per evitare la decadenza di un decreto, si riaprono
i termini per l'aggiornamento delle graduatorie permanenti (si fa per
dire) degli insegnanti precari, i quali però avevano già presentato
domanda entro il 21 maggio scorso. Ed è l'Iti "Fermi" di
Modena (che ha una procedura particolare in quanto scuola parificata)
a imprimere il primo stop, facendo slittare al 30 giugno la scadenza
per le domande, prevista proprio per oggi. L'altra sera Camera e
Senato hanno approvato nel giro di poche ore il D.L. 7/4/2004, n.97,
modificando in modo retroattivo e bizzarro i criteri di valutazione
dei titoli dichiarati nelle domande appena presentate dai docenti
precari, che attendono di essere "pescati" da queste liste
per le supplenze e per l'accesso al ruolo. Tra le altre novità,
ricordiamo: sono stati aboliti i 6 punti annui per il servizio
militare dopo le proteste dei sindacati (non condivise dai docenti
maschi costretti dalla naja a perdere i punti del servizio) che si
sono detti contrari a una "scuola militarista". Sono stati
aumentati a 3 i punti per la seconda abilitazione. Il servizio
prestato in classe di concorso diversa da quella cui si riferisce la
graduatoria viene ora valutato al 50%. Viene raddoppiato il punteggio
per chi ha lavorato in sedi disagiate come le carceri (ora qualcuno
si aspetta polemicamente dai sindacati la protesta contro una
"scuola di delinquenti") e le scuole di montagna. In
quest'ultimo caso l'emendamento è ambiguo laddove precisa che
"si intendono come scuole di montagna quelle in cui almeno una
sede è collocata in località situata sopra i 600 metri dal livello
del mare", dopo aver richiamato una legge che invece restringe
la previsione alle comunità montane. Ora i docenti si chiedono se le
liste saranno aggiornate d'ufficio o no. Secondo il sito del Fermi
"per l'anno scolastico 2004/05 gli aggiornamenti e le
integrazioni delle graduatorie permanenti, valide per le scuole
statali, vanno effettuati entro il 15 giugno 2004". Tuttavia di
moduli e istruzioni non c'è traccia. Intanto fioccano i ricorsi alla
magistratura. In rete un prof che si firma "Thewarrior"
arriva a chiedere il "danno biologico da esaurimento" per
chi "ha speso i suoi migliori anni a cercare di entrare nella
scuola senza riuscirci, ha seguito due anni di inferno la SSIS senza
poter lavorare, si è iscritto in graduatoria pensando di avere un
punteggio mentre ne avrà tutt'altro". Un'altra docente
"Ferecrate" scrive: "Sono sull'orlo di una crisi di
nervi, non ce la faccio più. La mia presunta posizione in graduatoria
varia di giorno in giorno altalenando su e giù, prendendo o perdendo
svariate posizioni secondo il collega precario con il quale mi
confronto. Se a ciò si aggiunge che mio marito non mi sopporta più e
sostiene che è meglio che non lavori, quid agam?". Si scherza,
ma neache tanto.
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