I diritti sconosciuti della precarie in maternità

Tesoro che va, tesoro che viene

L’estate è pagata e le ferie slittano di un anno




 

Di Vincenzo Brancatisano

 

27 agosto 2006 – L’arrivo di una maternità per molte precarie è motivo di sconforto. Uno sconforto che, come pure il sito www.vincenzobrancatisano.it ha già denunciato, porta spesso le donne ad abortire. Dev’essere bello diventare mamme a giugno o a luglio quando il Tesoro si è dimenticato di te ma non le banche, né le rate del mutuo, e neppure quelle della macchina. Molte interessate non lo sanno, ma se la docente titolare di un rapporto a tempo determinato è collocata in congedo per maternità mentre sta lavorando, ella ha diritto alla retribuzione integrale per tutto il periodo dell’astensione, anche se intanto il contratto è scaduto, insomma anche in estate. Considerando che all’astensione obbligatoria è equiparata l’interdizione per complicanze nella gestazione (“gravidanza a rischio”), che può iniziare anche molto tempo prima del periodo di astensione obbligatoria, va ricordato che la precaria disoccupata ha tempo 60 giorni, dopo il licenziamento, per presentare la certificazione rilasciata dall’Ispettorato del lavoro (C.M. n. 61 del 4.3.1988) allo scopo di ottenere la corresponsione dell’indennità di maternità nel periodo di disoccupazione, cui si aggiungerà quella legata all’interdizione obbligatoria. Di più: non perderà neppure il diritto alle ferie né il compenso sostitutivo per le ferie maturate e non godute, che potrà godere l’anno successivo. Un sistema che offende sempre di più i lavoratori e la propria dignità va preso per le corna. Uno Stato che condanna una ditta privata di call center, l’Atesia, ad assumere con contratto a tempo indeterminato migliaia di finti cocoprò e che nello stesso tempo sfrutta migliaia di finti precari della sua scuola merita di essere preso per le corna. Non si chiedano diritti inesistenti, ma si facciano valere almeno quelli esistenti. Coraggio, e che abortiscano loro.

Il Consiglio di Stato: «Ridate i punti alla professoressa precaria»


Aborto per lavoro precario»

 

 

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