Licenziamento di massa dei lavoratori
della scuola
Dal 1 luglio disoccupazione alle stelle.
Le denunce di “Una vita da supplente”
1 LUGLIO 2010 – Scade oggi il loro contratto di lavoro, perdono il
posto centinaia di migliaia di lavoratori della scuola. Boom di disoccupati in
estate a causa della scadenza del contratto per circa 240.000 precari: 140.000
docenti, 100.000 non docenti assunti a tempo determinato annuale. Per il 1
luglio è previsto un assalto ai Centri per l’impiego, operazione necessaria per
poter ottenere l’indennità di disoccupazione. Per molti professori si tratta del ventesimo, o trentesimo o anche
del cinquantesimo licenziamento, come nel caso del professor S. M. raccontato
nel libro di Vincenzo Brancatisano “Una vita da supplente. Lo
sfruttamento del lavoro precario nella scuola pubblica italiana”, Ed. Nuovi Mondi, 350 pagine, un’inchiesta choc sulla scuola.
Ai lavoratori assunti il 1 settembre 2009 con un
contratto annuale fino al 30 giugno 2010 si sommano le centinaia di migliaia di
lavoratori con contratto fino alla fine delle lezioni, licenziati e poi
riassunti con contratti spezzatino, giusto per i giorni degli scrutini.
“L’abuso dei contratti a termine nella scuola pubblica italiana – commenta
Vincenzo Brancatisano – è una vergogna che dura da decenni ma è stata
stigmatizzata dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee di Lussemburgo e
da numerose sentenze di Tribunali italiani, censite nel libro”. I giudici, come
emerge dal volume, hanno riconosciuto somme considerevoli (fino a quasi 50.000
euro) a titolo di risarcimento dei danni in favore di precari assunti e
licenziati a ripetizione negli anni. “Peccato che questa opportunità sia
sconosciuta alla maggior parte dei lavoratori precari della scuola, docenti e
non docenti, visto che i sindacati tradizionali non hanno mai spiegato
l’esistenza del diritto al risarcimento, peraltro prevista dalla legge italiana
ma che si perde per prescrizione se non si chiede con una causa”, commenta
Brancatisano.
Il libro mette
in luce un altro filone giudiziario che si sta rivelando proficuo, quello del
riconoscimento degli scatti di anzianità ai precari. Ai lavoratori supplenti
spetta il diritto alla progressione di carriera. Secondo alcuni Tribunali
richiamati nell’inchiesta, il fatto che gli scatti non siano riconosciuti dalla
legge nè dai contratti collettivi firmati dai sindacati (con grave danno
economico) non osta al riconoscimento dei medesimi poiché – spiega ad esempio
il Tribunale di Livorno - “sopra i contratti collettivi c’è sempre una
Costituzione”.
Sono innumerevoli le discriminazioni documentate nel
libro e di cui sono vittime i precari della scuola. Ad esempio, questi ultimi
stanno finanziando l’acquisto agevolato della prima e addirittura della seconda
casa dei loro colleghi di ruolo. Ma se loro, i precari della scuola chiedessero
domattina al proprio ente previdenziale un prestito anche di infime dimensioni,
magari per mantenere la famiglia durante imminente periodo di disoccupazione
estiva, riceverebbero un rifiuto: ai precari – spiega il regolamento
dell’Inpdap – non si fa credito. “Lo
scandalo – insiste Brancatisano – è che i precari subiscono in busta paga il
prelievo in maniera forzosa e questo per finanziare l’acquisto agevolato delle
abitazioni, delle cure termali e di tante altre iniziative, cui i precari non
hanno diritto. Anche in questo caso gli interessati spesso non lo sanno”.
Ochio alla domanda di disoccupazione. “Risulta che
molti sindacati – conclude Brancatisano – consiglino ai lavoratori della scuola
licenziati dal 1 luglio di optare per la disoccupazione con requisiti ridotti,
che si inoltra nei primi tre mesi dell’anno successivo. Questo assegno è molto
più modesto rispetto alla disocupazione ordinaria, ma consente ai sindacati di
conseguire una percentuale molto più alta attraverso la trattenuta
sull’assegno, praticata dall’Inps su delega non sempre consapevole rilasciata
dai disoccupati durante la compilazione della domanda presso gli uffici dei
Patronati collegati alle sigle sindacali. “Dobbiamo evitare sprechi di
fatturato”, si legge in un documento di un’associazione sindacale rivelato dal
libro.
Regala o
regalati il libro. Con
lo sconto
Dicono di
noi: guarda
un po’
Su Facebook:
unavitadasupplente