Legittima difesa

15
Dicembre 2009 – Esprimiamo
solidarietà a Marco Travaglio attaccato in Parlamento da Fabrizio Cicchitto. Intanto si prepara la censura a molti siti web.
Difendiamo la democrazia da chi stravolge la Costituzione. Non s’era mai arrivati a tanto nel processo di distruzione dei principi e delle regole. L’attentato a
Berlusconi, esecrabile, non dovrà servire per tappare la bocca a nessuno.
Vogliono lo scontro, è questo il vero pericolo e purtroppo in molti ci stanno
(di nuovo) cascando. Dopo 40 anni. Fermiamoli con la forza delle parole, con la
dignità del nostro pensiero. Depongano le armi coloro che le stanno
disotterrando. Ma ognuno si ricordi che la classe politica al potere è stata
voluta dall’elettorato. Molti se ne stavano vergognando allo stesso modo dei tanti che avevano provato analogo sentimento verso il centrosinistra per molto ma molto meno. Ora la mano del folle ha
fornito loro un alibi insperato. (Vincenzo Brancatisano)
Di Marco Travaglio
Dal giornale Il Fatto Quotidiano, 15 dicembre 2009
Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e
Sallusti, con
rispetto parlando.
Inutile negare l'evidenza, non ci resta che
confessare: i mandanti
morali del nuovo caso Moro siamo noi di
Annozero e del Fatto, in
combutta con la Repubblica e le procure rosse.
Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo
creato "un clima
avvelenato", di "odio politico",
roba da "guerra civile".
Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono
l'attentatore non
devono ingannare: erano dieci anni che il
nostro uomo, da noi
selezionato con la massima cura (da notare le
iniziali M.T.), si
fingeva pazzo per preparare il colpo.
E la poderosa scorta del premier che si è
prodigiosamente spalancata
per favorire il lancio del souvenir (come già
con il cavalletto in
piazza Navona) non è che un plotone di
attivisti delle Brigate Il
Fatto, colonna milanese Annozero.
Siamo stati noi.
Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il
racconto dei processi
Mills, Mondadori e Dell'Utri, nonché la lettura
delle relative
sentenze, mentre non era altro che
"antiberlusconismo" per aprire la
strada ai terroristi annidati nei centri di
igiene mentale.
Ecco
perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne,
Garlasco, Erba e Perugia: per "ridurre
l'avversario a bersaglio da
annichilire" (sempre Battista, chiedendo
scusa alle signore).
Ci siamo pure travestiti da leader del
centrodestra e abbiamo preso a
delirare all'impazzata. Ricordate
Berlusconi che dà dei
"coglioni"
alla metà degli italiani che non votano per
lui, dei "matti
antropologicamente diversi dal resto della
razza umana" ai magistrati,
dei "golpisti" agli ultimi tre
presidenti della Repubblica, dei
fomentatori di "guerra civile" ai
giudici costituzionali e ai pm di
Milano e Palermo, dei "criminosi" a
Biagi, Santoro e Luttazzi, che
minaccia Casini e Follini di "farvi
attaccare dalle mie tv" perché "mi
avete rotto il cazzo" e invoca "il
regicidio" per rovesciare Prodi?
Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite
spoglie e tre chili di
cerone.
Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a
Brunetta per dire che
questa "sinistra di merda" deve
"morire ammazzata".
Ricordate Bossi che annuncia "300 uomini
armati dalle valli della
Bergamasca", minaccia di "oliare i
kalashnikov" e "drizzare la
schiena" a un pm poliomielitico, sventola
"fucili e mitra", organizza
bande paramilitari di camicie verdi e ronde
padane perché "siamo
veloci di mano e di pallottole che da noi
costano 300 lire"?
Era Santoro che riusciva a stento a coprire il
suo accento salernitano
con quello varesotto imparato alla scuola di
dizione.
Ricordate Ignazio La Russa che diceva
"dovete morire" ai giudici
europei anti-crocifisso?
Era Scalfari opportunamente truccato in costume
da Mefistofele.
E Sgarbi che su Canale5 chiamava
"assassini" i pm di Milano e Palermo
e Caselli "mafioso" e "mandante
morale dell'omicidio di don Pino
Puglisi"?
Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà.
E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la
sentenza Mondadori per
immortalargli i calzini turchesi?
Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto
le insegne di Canale5.
Chi si è introdotto nel sistema informatico di
Libero e poi del
Giornale di Feltri e Sallusti per accusare
falsamente Dino Boffo di
essere gay, Veronica Lario di farsela con la
guardia del corpo, Fini
di essere un traditore al soldo dei comunisti?
Quel diavolo di Peter Gomez.
Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore
dei comitati Boicotta il
Biscione?
Chi ha polverizzato la villa della
vicedirettrice dell'Espresso Chiara
Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi
ha spedito a Stefania
Ariosto una testa di coniglio mozzata per
Natale?
Noi, sempre noi.
Ora però ci hanno beccati e non ci resta che
confessare. Se ci
lasciano a piede libero, ci impegniamo a non
dire mai più che
Berlusconi è un corruttore amico di mafiosi.
Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che
lo disegnano così.
-
La
memoria corta
Quando Brunetta disse:
La sinistra vada a morire ammazzata