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Richiesta di arresto per un senatore Pdl



 

La seduta della Giunta per le immunità riprende oggi alle ore 13.

 

Di Vincenzo Brancatisano

 

19 GIUGNO 2008 –  In diretta dal Senato

 

[…]

 

 

 

 

 

 Presidenza del Presidente

FOLLINI 

 

 

            La seduta inizia alle ore 10,00.<>

 

  IMMUNITA' PARLAMENTARI 

 

(Doc. IV, n. 1) Domanda di autorizzazione all'esecuzione dell'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nell'ambito di un procedimento penale pendente nei confronti del senatore Nicola Di Girolamo

(Esame e rinvio)

 

 

Il PRESIDENTE informa che, in data 9 giugno 2008, il Presidente del Senato ha deferito alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari la domanda di autorizzazione all'esecuzione dell'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa, in data 7 giugno 2008, dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale ordinario di Roma nei confronti del senatore Nicola Paolo Di Girolamo nell’ambito del procedimento penale pendente nei suoi confronti n. 19992/08 R.G.N.R. e  n. 8733/08 R.G.GIP (Doc. IV, n. 1), per i reati di cui agli articoli: 1) 81, capoverso, 294 del codice penale (attentati contro i diritti politici del cittadino); 2) 81, capoverso, 495, primo, secondo e terzo comma, n. 1, 61, n. 2, del codice penale (falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri); 3) 81, capoverso, 48, 479, 61, n. 2, del codice penale (falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici determinata dall'altrui inganno); 4) 110, 81, 479, 61, n. 2, del codice penale (concorso in falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici); 5) 81, capoverso, 110, 48, 61, n. 2, del codice penale, 100 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 (concorso in falsità in atti destinati alle operazioni elettorali determinata dall'altrui inganno); 6) 81, capoverso, 110 e 323 del codice penale (concorso in abuso d'ufficio); 7) 81, capoverso, 110 e 323 del codice penale (concorso in abuso d'ufficio); 8) 100 del decreto del Presidente della Repubblica del 30 marzo 1957 n. 361 (falsità in atti destinati alle operazioni elettorali); 9) 496 del codice penale (false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri).

La domanda di autorizzazione rileva come, in esito allo svolgimento di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, sarebbe emersa l’esistenza di irregolarità in ordine alla presentazione della candidatura alla carica di senatore della Repubblica  dello stesso Di Girolamo nell'ambito della Circoscrizione Estero, Ripartizione Europa. In particolare il Di Girolamo avrebbe effettuato la richiesta di iscrizione all’A.I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti Estero), presso il Consolato italiano di Bruxelles, senza aver conseguito l’effettiva residenza in quel Paese. Stando alla ricostruzione del quadro normativo vigente fatta propria dall’autorità giudiziaria richiedente, il Di Girolamo si sarebbe così presentato nelle ultime elezioni politiche, nella Circoscrizione Estero, in assenza di uno dei presupposti previsti dalla legge per essere candidato, in quanto privo della residenza all’estero richiesta dall’articolo 8, comma 1, lettera b), della legge 27 dicembre 2001, n. 459.

In proposito, la domanda di autorizzazione espone quali siano le procedure idonee ad ottenere il predetto  presupposto della residenza all’estero. Risulterebbe nella specie all'autorità giudiziaria che, presso gli uffici consolari italiani all’estero e, in particolare, in Belgio, a tal fine gli interessati dovrebbero presentare la documentazione rilasciata dall’autorità straniera attestante l’acquisita residenza nel Paese in questione. Il cittadino italiano potrebbe richiedere  a questo punto al Consolato italiano l’iscrizione all’A.I.RE., che comprende sostanzialmente anche l’istanza di iscrizione all’anagrafe consolare del Consolato d’Italia nel paese straniero. Il Consolato, sulla base della documentazione attestante l’acquisita residenza all’estero, provvederebbe poi ad accettare la richiesta d’iscrizione all’A.I.R.E. e ad iscrivere il cittadino italiano all’anagrafe consolare del Consolato d’Italia all’estero, salvo che emergano elementi ostativi.

Alla luce delle indagini svolte, l’autorità giudiziaria afferma che il Di Girolamo non risulta residente in nessuna delle ripartizioni in cui è suddivisa la Circoscrizione Estero e che, nella sua richiesta di iscrizione all’A.I.R.E., avrebbe dichiarato falsamente di essere residente in Belgio, nel Comune di Etterbeek 1040, Avenue de Tervueren n. 143. Al riguardo l'autorità giudiziaria sottolinea che l’Avenue de Tervueren situata nel territorio del Comune di Etterbeek non raggiunge il numero civico 143, cioè l’indirizzo indicato dal Di Girolamo, insistendo, invece, nel vicino e confinante Comune di Woluwe Saint Pierre. Gli ulteriori accertamenti espletati dall’autorità giudiziaria avrebbero altresì consentito di verificare come il Di Girolamo Nicola non avrebbe mai risieduto nel territorio di quei Comuni e come lo stesso non avrebbe  mai presentato, presso gli uffici amministrativi competenti, una domanda finalizzata ad ottenere la residenza e/o un permesso di soggiorno.

            Il Di Girolamo si sarebbe presentato per la prima volta agli uffici del Consolato d'Italia a Bruxelles il 14.2.2008, unitamente a tale Ferretti Gian Luigi. I predetti si sarebbero recati presso il competente Ufficio per l’iscrizione all’anagrafe consolare ed all’A.I.R.E. del Comune di provenienza. Il Di Girolamo non avrebbe presentato alcuna documentazione dell’Autorità Amministrativa belga attestante la sua residenza in Etterbeek,  né avrebbe esibito il c.d. "modello 2"(cioè l’attestazione da parte dell’Autorità belga della presentazione della richiesta di residenza da parte del cittadino straniero) che a dire della responsabile dell'Ufficio Anagrafe Consolare, dottoressa Ciannella Filomena, in alcuni casi, verrebbe accettato con riserva dal Consolato per procedere all’iscrizione in via provvisoria.  In realtà il Di Girolamo, a dire della Ciannella, si sarebbe limitato ad affermare, a sostegno della sua istanza, di essere residente in "Etterbeek, Avenue de Tervueren 143" e di avere, già a quella data, presentato la necessaria richiesta per ottenere la residenza ed il permesso di soggiorno dalla competente Autorità del Comune di Etterbeek. 

            La Ciannella Filomena, sulla base di tale dichiarazione asseritamente falsa, trasmetteva il 14.2.2008 la nota al Comune di Roma – Ufficio A.I.R.E. – e chiedeva l’iscrizione nel registro medesimo del Di Girolamo e, sostanzialmente, il nulla osta al suo inserimento nell’elenco degli elettori della Circoscrizione di Bruxelles.

            La Ciannella ha dichiarato (vedi dichiarazioni di Ciannella Filomena in data 1.5.2008) che, sebbene avesse rilevato la "particolarità" della procedura seguita nella iscrizione del Di Girolamo all’anagrafe consolare,(La stessa Ciannella, sottolinea al riguardo: "a quanto ricordo, da quando sono in servizio qui, non si è mai provveduto alla iscrizione provvisoria in assenza di documenti di soggiorno come nel caso del Di Girolamo. E’ avvenuto in concreto, in qualche caso, che abbia provveduto all’iscrizione provvisoria, dietro presentazione del modello 2 con fotografia in cui l’Autorità belga attestava che la persona aveva presentato richiesta per ottenere la carta di soggiorno") al momento dell’inserimento dei dati del Di Girolamo nel sistema informatico dell’Anagrafe consolare, ella aveva, comunque, apposto, proprio per la necessità di regolarizzazione della pratica, l’annotazione "in attesa dei documenti", circostanza confermata dalla consultazione del sistema informatico dell’anagrafe consolare.

Successivamente, in data 5.3.2008, sempre presso gli uffici del Consolato, il Di Girolamo si presentava dal Mattiussi Aldo, addetto all’ufficio notarile del Consolato d’Italia a Bruxelles, insieme all’amico ed ex collega di quest’ultimo, Cilli Oronzo. Il Mattiussi autenticava la dichiarazione dell’indagato di accettazione della candidatura in cui (sempre falsamente secondo l'autorità giudiziaria), il Di Girolamo dichiarava di essere residente nel territorio di quella ripartizione elettorale. Il Mattiussi rilasciava inoltre all’indagato, in mancanza della necessaria delega del Console competente, una certificazione consolare, che lo stesso Mattiussi sottoscriveva "per il Console", in cui si attestava che il Di Girolamo era residente nella ripartizione elettorale del Consolato di Bruxelles ed era, di conseguenza, iscritto nelle relative liste elettorali L'autorità giudiziaria sottolinea come il Mattiussi abbia rilasciato tale attestazione, malgrado nel sistema informatico dell’anagrafe consolare vi fosse la già ricordata annotazione che si era, e sin dal 14.2.2008, in attesa dei documenti che avrebbero dovuto attestare l’effettiva residenza del Di Girolamo in Etterbeek.

            Il Di Girolamo quindi, mediante la presentazione della documentazione attestante falsamente l’esistenza di uno dei presupposti indispensabili per l’ammissione della propria candidatura, avrebbe indotto in errore i rappresentati del proprio partito politico, ed attraverso loro, i componenti dell’Ufficio Elettorale Centrale per la Circoscrizione Estero, competente, ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 104 del 2003, a procedere a cancellare "dalle liste i nomi dei candidati che non sono residenti ed elettori nella relativa ripartizione". I predetti componenti dell’ufficio centrale avrebbero, conseguentemente, ammesso la candidatura del Di Girolamo, affermandone "falsamente" la legittimità, per l’esistenza di tutti i presupposti di legge, compreso quello, in realtà insussistente, della "residenza nella relativa ripartizione".

La sopra esposta ricostruzione dei fatti, ad avviso dell'autorità giudiziaria richiedente, risulterebbe altresì confermata dalle dichiarazioni rese nel corso delle indagini da Fantetti Raffaele e da Cilli Oronzo. In particolare quest'ultimo, titolare dell’appartamento situato in Avenue de Tervueren n. 143, Woluwe Saint Pierre, davanti ai P.M. ha dichiarato che il Di Girolamo non aveva mai risieduto o abitato presso quell’indirizzo; si sarebbe trattato di un indirizzo di comodo che lui stesso aveva fornito al Di Girolamo su richiesta di un suo amico, Andrini Stefano.

            Sussisterebbero per l'autorità giudiziaria le esigenze cautelari di cui all’articolo 274, comma 1, lettera c), del  codice di procedura penale e, in particolare, il pericolo di reiterazione di reati della stessa specie di quelli per cui si procede, in quanto  il Di Girolamo potrebbe portare ad ulteriori conseguenze i reati perpetrati, così come realizzare condotte delittuose di analoga natura, tutte fondate sulla falsa affermazione di circostanze relative alla sua residenza all’estero. Sussisterebbe, altresì, il pericolo di inquinamento probatorio di cui all’articolo 274, comma 1, lettera a), del codice di procedura penale, in quanto il Di Girolamo, proprio in ragione della posizione e qualità personale dello stesso e dei suoi contatti all’interno delle strutture pubbliche, ove lasciato in libertà, secondo l’autorità giudiziaria potrebbe esercitare illecite pressioni e comunque pregiudicare, anche attraverso la formazione di falsa documentazione, la necessaria genuina acquisizione dei riscontri probatori alla ricostruzione dell’attività delittuosa. A tal proposito sarebbero significative le dichiarazioni di Cilli Oronzo il quale ha riferito che, dopo essere stato interrogato dal pubblico ministero, quindi la sera del 15.5.2008, si è incontrato con Andrini Stefano, che aveva voluto sapere il contenuto delle dichiarazioni dallo stesse rese. Ad ulteriore riscontro del tentativo, attualmente in corso, di inquinare l’acquisizione degli elementi di prova, nell’ambito del procedimento a carico del Di Girolamo, sarebbe altresì sufficiente leggere le missive indirizzate all’Ufficio del pubblico ministero da Ferranti Dario ed in cui chiaramente (vedi missiva del 30.5.2008) questi riferisce di essere stato contattato per conto del Di Girolamo da una sedicente sua "collaboratrice" che gli richiedeva notizie circa il "controllo della residenza" da parte della Polizia belga. Apparirebbe pertanto evidente, per l’autorità giudiziaria, l’attualità del pericolo di inquinamento probatorio che solo l’applicazione di una misura restrittiva nei confronti del Di Girolamo può far venire meno.

Il giudice per le  indagini preliminari presso il tribunale ordinario di Roma ha quindi disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del Di Girolamo Nicola Paolo, nonché richiesto, ai sensi dell’articolo 68 della Costituzione e degli articoli 4 e 5 della legge n. 140/2003, l’autorizzazione all’esecuzione della misura da parte della Camera competente.

Per quanto riguarda i profili di competenza della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari - fermo restando che non spetta a questa compiere una rivalutazione del materiale probatorio acquisito al fine di verificare la sussistenza dei presupposti previsti dal codice di procedura penale per l'applicazione delle misure cautelari - sulla base dei precedenti parlamentari il primo parametro alla stregua del quale la Giunta medesima deve assumere le proprie determinazioni è quello relativo all’esistenza o meno del cosiddetto fumus persecutonis. Infatti ove, dalla richiesta e dagli elementi a sostegno della stessa trasmessi dall'autorità giudiziaria, dovesse emergere che gli addebiti formulati al Di Girolamo Nicola sono manifestamente infondati, tale circostanza sarebbe sintomo del predetto fumus persecutionis  e renderebbe inaccoglibile la richiesta di procedere all’applicazione della misura coercitiva nei confronti del parlamentare (Doc IV, n. 2-A XII legislatura e Doc IV., n.4-A, XIII legislatura). A conclusioni analoghe dovrebbe pervenirsi in presenza di palesi anomalie procedurali che evidenziassero un uso distorto delle funzioni giudiziarie in danno del parlamentare.

Qualora la Giunta ritenesse di escludere la sussistenza di qualsiasi intento persecutorio in danno del parlamentare, l’ulteriore parametro di valutazione è rappresentato dall’esigenza di garantire l’integrità dell’organo parlamentare, esigenza che costituisce il fine prevalente della garanzia costituzionale contemplata dall’articolo 68 della Costituzione. Tale finalità, secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale di Camera e di Senato, può essere pretermessa solo in presenza di casi particolarmente gravi, in cui la natura del reato, la pericolosità del soggetto, l’indispensabilità assoluta della privazione della libertà personale del parlamentare ai fini del corretto progredire del procedimento penale, siano tali da soverchiare l’altra esigenza (Atti Senato, XIII Leg., Doc. IV, n. 4-A). Pertanto, solo la straordinaria gravità del reato e la eccezionale rilevanza delle esigenze cautelari potrebbero rendere motivata e giustificabile la eventuale decisione di arrecare un vulnus al plenum assembleare e quindi di alterare l’equilibrio tra le forze politiche scaturito dal voto popolare (Atti Camera XIII Leg.Doc IV,  n. 17-A; Atti Senato, XIV Leg., Doc. IV, n. 1-A)".

 

Seguono interventi dei senatori SARRO(PdL), LI GOTTI(IdV), PASTORE(PdL), SANNA(PD), LUSI(PD), ADAMO (PD), nonché del PRESIDENTE .

 

              Il seguito dell'esame è infine rinviato.

 

 

VERIFICA DEI POTERI 

 

Comunicazioni del Presidente   

 

Il PRESIDENTE enuncia i riscontri pervenuti alla Giunta in ordine alle incompatibilità dichiarate nella scorsa seduta: sono pervenute lettere di dimissioni da consigliere regionale, corredate dell’impegno ad astenersi dalle relative funzioni, a firma dei senatori Antezza, Chiurazzi, De Eccher, De Lillo, Digilio, Gustavino, Latronico, Orsi, Sanna, Serafini, Sibilia, Spadoni e Tancredi; è pervenuta lettera di dimissioni da assessore regionale, corredata dell’impegno ad astenersi dalle relative funzioni, a firma del senatore Di Giacomo; sono pervenute lettere di dimissioni da consigliere regionale, corredate degli estremi della seduta di presa d’atto del relativo Consiglio regionale, a firma dei senatori Galperti, Mauro e Saccomanno.

Dal senatore Antinoro è pervenuta, invece, una lettera in cui si comunicano le dimissioni da senatore. Nel presupposto che tali dimissioni siano motivate dalle due procedure di incompatibilità in atto, queste ultime esauriscono i loro effetti.

Dal senatore Di Stefano, infine, è pervenuta una missiva che non reca alcuna opzione: pertanto avrà corso la procedura già autorizzata nella scorsa seduta.

 

  Prende atto la Giunta.

 

 

CONVOCAZIONE DI SEDUTA  

Il PRESIDENTE avverte che la Giunta tornerà a riunirsi per esaminare il Doc. IV, n. 1, nonché per il subentro nel seggio del senatore Antinoro laddove l’Assemblea prenda atto delle relative dimissioni in settimana. Mentre questa seconda incombenza è eventuale e la sua messa all’ordine del giorno dipenderà dalle determinazioni della Presidenza del Senato, la prima sarà affrontata in una seduta che avrà luogo giovedì 19 giugno, alle ore 13.

 

            La seduta termina alle ore 10,50.


AGGIORNAMENTO - Non certo per spirito di casta, ma il Senato, su espressa richiesta di Marco Follini, Pd, presidente della Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari di Palazzo Madama, respinge l’autorizzazione all’arresto del senatore

AGGIORNAMENTO -  Non certo per spirito di casta, ma il Senato, su espressa richiesta di Marco Follini, Pd, presidente della Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari di Palazzo Madama, respinge l’autorizzazione all’arresto del senatore. Spiega Follini: “In sessant'anni di vita repubblicana è accaduto solo quattro volte che il Parlamento abbia votato per accogliere una richiesta di arresto. Si trattava di Moranino, Saccucci, Negri ed Abbatangelo. Tutte vicende drammatiche e sanguinose”. Clicca su documento completo. Anche se non tutti ne sono felici, il senatore non si arresta.



Il senatore, salvato dall’arresto grazie anche al provvidenziale apporto del Pd, oltre che grazie alla sua innocenza, parla di scuola e di buona amministrazione

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Legislatura 16º - Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari - Resoconto sommario n. 6 del 24/06/2008


 

GIUNTA DELLE ELEZIONI E DELLE IMMUNITA' PARLAMENTARI 

 

MARTEDÌ 24 GIUGNO 2008

6ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

FOLLINI 

  

 

            La seduta inizia alle ore 12,25.

 

  IMMUNITA' PARLAMENTARI 

 

(Doc. IV, n. 1) Domanda di autorizzazione all'esecuzione dell'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nell'ambito di un procedimento penale pendente nei confronti del senatore Nicola Di Girolamo

(Seguito e conclusione dell'esame) 

 

La Giunta prosegue l’esame, iniziato nella seduta del 17 giugno e proseguito nella seduta del 19 giugno 2008, della domanda di autorizzazione all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa, in data 7 giugno 2008, dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma, nei confronti del senatore Nicola Paolo Di Girolamo, nell'ambito del procedimento penale n. 19992/08 R.G.N. e n. 8733/08 R.G. GIP (Doc. IV, n. 1), nel quale al medesimo senatore sono contestati i reati di cui agli articoli: 1) 81, capoverso, 294 del codice penale (attentati contro i diritti politici del cittadino); 2) 81, capoverso, 495, primo, secondo e terzo comma, n. 1, 61, n. 2, del codice penale (falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri); 3) 81, capoverso, 48, 479, 61, n. 2, del codice penale (falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici determinata dall'altrui inganno); 4) 110, 81, 479, 61, n. 2, del codice penale (concorso in falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici); 5) 81, capoverso, 110, 48, 61, n. 2, del codice penale, 100 del D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (concorso in falsità in atti destinati alle operazioni elettorali determinata dall'altrui inganno); 6) 81, capoverso, 110 e 323 del codice penale (concorso in abuso d'ufficio); 7) 81, capoverso, 110 e 323 del codice penale (concorso in abuso d'ufficio); 8) 100 del D.P.R. del 30 marzo 1957 n. 361 (falsità in atti destinati alle operazioni elettorali); 9) 496 del codice penale (false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri).

      Il PRESIDENTE riassume i termini della questione.

 

            Si apre la discussione, nel corso della quale prendono la parola   i senatori CASSON (PD), VALENTINO (PdL), LI GOTTI (IdV), PASTORE (PdL), SANNA (PD), LUSI (PD), MUSSO (PdL), SARO (PdL), ADAMO (PD) e il PRESIDENTE .

 

Il PRESIDENTE, accertata la presenza del numero legale, pone in votazione la proposta di diniego dell'autorizzazione all'esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Nicola Di Girolamo.

 

La Giunta approva quindi la proposta messa ai voti dal Presidente ed incarica il senatore Sanna di redigere la relazione per l'Assemblea.

 

 

 

 

 



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