INTERVISTA AL VICEMINISTRO

 

Dalla Bastico tempi e modi per eliminare una piaga della scuola 

‘I precari? Una priorità per il Governo’ 

Va superato il criterio del doppio punteggio. Ma per le modifiche

necessita una legge che non può essere mai retroattiva 




 

di Vincenzo Brancatisano

 

26 luglio 2006 – Già sindaco di Modena e assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, professoressa di Diritto ed Economia alle serali, in aspettativa per impegni pubblici elettivi, Mariangela Bastico è stata voluta da Romano Prodi come vice di Beppe Fioroni a Viale Trastevere, al posto di Valentina Aprea. La Bastico è conosciuta per avere dato il nome alla prima legge regionale in materia di integrazione tra formazione e istruzione. Il 1 aprile scorso la Bastico ha firmato la petizione on line del Cip-Mo contro il superpunteggio della montagna, durante il convegno della Gilda, nella stessa occasione in cui hanno firmato pure l’ex ministro Carlo Giovanardi e Beniamino Brocca. Questo è bastato perché in quello stesso pomeriggio si creasse entusiasmo tra i precari che l’avevano vista mettere il proprio nome in calce alla petizione. E tutti si sono chiesti: cosa succederà ora?  

 

26 luglio 2006 – Il viceministro all’Istruzione, la modenese Mariangela Bastico (già sindaco della città e assessore regionale) accetta di rispondere, tramite la «Gazzetta», ai tanti preoccupati interrogativi di centinaia di precari della scuola che chiedono delucidazioni e possibilmente certezze sul loro futuro. La Bastico non si tira indietro e fornisce risposte dopo decine di assemblee coi precari. E su questo tema caldo è la prima intervista della Bastico da quando è stata chiamata al Governo da Romano Prodi.

Il 1 aprile scorso, poco prima del voto, lei aveva firmato a Modena una petizione contro il contestato superpunteggio previsto per i precari che insegnano sopra i 600 metri, in carcere e nelle isole minori. Vista la risicata vittoria dell’Unione, molti sostengono che quella sua firma, accanto alla solenne promessa di “risolvere il problema del precariato attraverso la copertura immediata di tutti i posti vacanti” abbia fatto vincere le elezioni a Prodi. Ora lei e il centrosinistra venite accusati di esservi rimangiati il tutto. Nella seduta parlamentare del 18 luglio ha risposto che la norma del doppio punteggio non sarà abrogata almeno per il momento e così anche in questi giorni passerà di ruolo personale che ha scavalcato altro in maniera ingiusta.

 «Di “delusione e rabbia” ha parlato la Gazzetta a proposito dei precari. Capisco che siano sentimenti facili a diffondersi tra chi vive un’esistenza da precario. Ma voglio assicurare che il problema del precariato è una priorità della nostra azione di governo. Confermiamo gli impegni presi in campagna elettorale nei confronti del personale della scuola. Una azione di governo che io stessa ho esplicitato nelle commissioni parlamentari di merito - dove è in discussione una risoluzione parlamentare - e in diversi incontri con le organizzazioni sindacali e con i vari movimenti che sono espressione del precariato organizzato».

 I precari non perdonano al governo di non avere ancora emesso un decreto urgente per stabilire che il doppio punteggio (considerato iniquo e irresponsabile) venga almeno abrogato a partire dal 2006-2007, in modo da consentire ai precari, ad agosto, la scelta della sede annuale con cognizione di causa e in modo da prevenire futuri contenziosi indotti dall’abrogazione tardiva.

 «Proviamo a procedere con ordine. Il primo impegno è stato quello di effettuare le immissioni in ruolo di 20 mila insegnanti più 3.500 unità di personale tecnico e amministrativo. E’ vero che erano già previsti dal piano pluriennale, ma è anche vero che abbiamo dovuto provvedere alla necessaria copertura economica. Per altro non è l’unico “buco” finanziario trovato, anche gli esami di Stato si fanno tutti gli anni, ma i soldi per pagare il lavoro dei docenti non c’erano. Il ministro Fioroni sta lavorando con il ministero dell’Economia per aumentare già da quest’anno, in modo significativo, il numero delle immissioni in ruolo. E’ il primo passo di un piano del governo di medio termine che mira, nell’arco di cinque anni, al superamento graduale del precariato, tenendo conto della realtà esistente e dei pensionamenti (30mila l’anno). Sono interventi di carattere strutturale che devono essere accompagnati dalla revisione delle modalità di formazione universitaria in ingresso e di reclutamento. Non condividiamo le norme della Moratti che prevedono una formazione troppo lunga, di 7 anni, e troppo teorica».

Si può escludere che la norma sul doppio punteggio sia stata fatta ad personam per agevolare alcuni gruppi di precari residenti in alcuni collegi elettorali e che devono passare di ruolo, come vorrebbero alcune indiscrezioni raccolte dal nostro giornale in ambienti ministeriali?

 «A nome del governo ho espresso in tutte le sedi la condivisione della necessità di superare il doppio punteggio di montagna e di quello per master e corsi di perfezionamento. Nessuna parola rimangiata, dunque, e nessun contrasto con i parlamentari dell’Unione. Vorrei ricordare che le graduatorie e i punteggi sono regolamentate fino al minimo dettaglio da leggi, approvate dal centro-destra che, in larga parte non condividiamo, ma sono vigenti. Qualsiasi modifica può avvenire solo attraverso l’approvazione di una nuova legge che, in ogni caso, non potrà avere efficacia retroattiva».

 I precari chiedono pure che siano eliminati, dalla tabella di valutazione dei titoli della legge 143, i master e i corsi di perfezionamento e di specializzazione organizzati a pagamento (migliaia di euro ogni anno) da alcuni enti. La Gilda parla di autentico “pizzo” e di mercimonio cui i precari sono costretti a pagare a questi enti per non essere superati dai colleghi che stanno dietro, con un effetto domino perverso ma molto redditizio per chi incassa i soldi. Esponenti dei Ds e del centrosinistra modenesi si erano impegnati prima delle elezioni ad abrogare anche queste norme. Perché non è stato poi fatto?

 «Perché non subito la nuova legge? La risposta è innanzitutto di ordine tecnico: l’insufficienza dei tempi; le nomine devono essere fatte entro il 31 luglio, pena la messa a rischio di un corretto avvio dell’anno scolastico. C’è un secondo aspetto sostanziale: le attuali graduatorie hanno durata biennale e, dunque, valgono anche per l’anno scolastico 2006 - 2007. Immagino che nessuno auspichi il cambiamento delle graduatorie in vigore, introducendo nuovi criteri. Si arrecherebbe un danno alle persone, si accentuerebbe l’incertezza del diritto, si aprirebbe un grande contenzioso, con instabilità per tutto il sistema scolastico. E’ la ragione per cui il provvedimento non si fa ora. Un segnale immediato lo abbiamo dato, restituendo, dopo anni, alle supplenze annuali gli spezzoni di orario fino alle 6 ore, con la creazione di più posti disponibili. Non dimentichiamo un dato: gli iscritti nelle graduatorie dei precari sono più dei posti disponibili. La nostra decisione è per ora una piccola risposta».

 Lo stipendio mensile di un insegnante precario aggira sui 1200 euro per 10 mesi all’anno anche se ha 30 anni di servizio. Prodi aveva annunciato che chi lavora come precario deve essere pagato di più e non di meno rispetto a chi lavora in pianta stabile. Lo Stato invece può pagare meno i propri precari?

 «Stiamo lavorando ad un provvedimento legislativo che, in tempi rapidi, introduca le innovazioni in vista di una nuova graduatoria valida per il 2007-2008. A chi dice che il centrodestra ha cambiato più volte le regole in corso d’opera, rispondo che è vero, ma non vogliamo operare nello stesso modo; abbiamo visto i danni arrecati sulla pelle dei precari e della scuola».

 Avevate annunciato, proprio da Modena (sen. Manzini, 29 maggio 2006) il ripristino del “giusto riconoscimento dello stipendio estivo” per i precari che lavorano fino al 30 giugno. Lo conferma? Da quando?

 «La norma principale che dobbiamo mettere in campo è la delegificazione di tutta la normativa di dettaglio sul reclutamento. Normativa che rende rigida la gestione di processi che riguardano centinaia di migliaia di persone. Nell’ambito dei criteri che il Parlamento fisserà per la delegificazione, affronteremo anche il tema dei precari”storici” che costituisce dal punto di vista personale sociale una situazione di gravità».

 Lei ha annunciato una sanatoria specifica per i precari storici, cioè per chi è nelle graduatorie da decenni. Può essere più precisa?

 «Il precariato prolungato colpisce la dignità delle persone, costrette a cambiare sede, città, a volte regione, anche a 56 anni, per inseguire una supplenza annuale. Colpisce anche la qualità del sistema scolastico, l’insegnante precario sa che non realizzerà i progetti e le attività programmate di anno in anno, perché sa che perderà il posto. Voglio concludere con una valutazione politica che lo stesso ministro Fioroni ha voluto esplicitare in Parlamento: il precariato è un’emergenza per il sistema scolastico e come tale va affrontato dal governo». L’intervista è a pag. 15 della Gazzetta di Modena di oggi, 26 luglio 2006.

 

 

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