Senato, l’indulto del sabato sera  

 Prevista per oggi la votazione della legge




“I DS hanno stretto accordi blindati con Forza Italia che mi sfuggono, non vengono spiegati né a me nè agli elettori. Non capisco nemmeno la convenienza politica. I voti che perde Forza Italia li recuperano An e Lega. Noi (DS) invece pagheremo pedaggi altissimi: una vergogna così nel programma dell'Unione non c'era…”. (Gerardo D’Ambrosio, La Repubblica, edizione cartacea, 29 luglio 2006)

Eppur si disse…

"Un provvedimento scandaloso, che dimezza i tempi di prescrizione per usura, mafia, corruzione. Per dare una scappatoia a un deputato di FI vicino al premier, si rimetteranno mafiosi e usurai in libertà" (Francesco Rutelli, Margherita, 15 dicembre 2004). Ma come ha votato Rutelli?

"Con quello che sta succedendo con Bancopoli, saremmo dei pazzi a fare un'amnistia per i reati finanziari" (Giuseppe Fanfani, Margherita, la Repubblica, 16 dicembre 2005).

 

 

Di Vincenzo Brancatisano

 

29 luglio 2006 – “Bisogna far presto”, tuona Berlusconi, “altrimenti scoppia una rivolta nelle carceri”. Dopo aver bocciato nei giorni scorsi un emendamento che voleva impedire ai parlamentari indagati di mafia di far parte della Commissione Parlamentare Antimafia, hanno votato tutti a favore dell’indulto-insulto, i deputati modenesi. Intanto Tanzi, Cragnotti, Ricucci, Fiorani, Wanna Marchi si apprestano a festeggiare con tanti altri, tra i quali gli stessi parlamentari condannati con sentenza definitiva (vedi sotto), quelli condannati con sentenza non definitiva, quelli indagati, tranne quelli condannati per mafia che sono esclusi dal neo-beneficio. Ghizzoni e Miglioli (Ds), Turci (Rsp), (Giovanardi (Udc), Bertolini (Fi), Santagata (Margherita), Levi (Unione) si sono allineati pressochè su tutti gli emendamenti discussi nei giorni scorsi e soprattutto sulla votazione finale di ieri l'altro con la quale hanno approvato la proposta di legge che porterà fuori dalle carceri 13 mila detenuti. Si sono vissute scene di giubilo nei penitenziari, quando i detenuti hanno appreso del provvedimento di clemenza, atteso da tempo, ma contestato da buona parte dei cittadini, molti dei quali ammettono in rete di non sentirsi più rappresentati dalla classe politica. A fare da leva per la protesta è stato il ministro Antonio Di Pietro (Idv) che aveva manifestato la disponibilità ad appoggiare la legge qualora fossero stati esclusi dal beneficio almeno i reati finanziari e quelli di voto di scambio mafioso. Secondo il testo, ora in discussione al Senato, chi ha commesso reati fino al 2 maggio 2006, e dunque anche nei processi che devono iniziare, usufruirà di uno sconto di pena. La clemenza sarà applicata anche ai reati finanziari, ai reati contro la pubblica amministrazione, ai reati di scambio elettorale mafioso a corruzione e concussione. Ma la lista è lunga. Ricordiamo qui solo alcuni dei reati che otterranno la clemenza: omicidio, vilipendio, occultamento, distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, falsa testimonianza, frode processuale, evasione, devastazione e saccheggio, incendio, disastro ferroviario, rimozione od omissione dolosa o colposa di cautele contro infortuni sul lavoro, avvelenamento di acque o sostanze alimentari, commercio o somministrazione di medicinali guasti, maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli, sottrazione consensuale di minorenni, infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale, truffa, impiego di denaro di provenienza illecita. L'indulto, approvato con la richiesta maggioranza dei due terzi, lascia dietro di sé macerie insanabili nella coalizione di governo e anche nel centrodestra. I deputati dell'Ulivo, che non hanno gradito l’atteggiamento di Di Pietro, hanno addirittura chiesto a Prodi di obbligarlo a chiedere formalmente scusa al Parlamento. Il ministro s’è intanto conquistato, non solo sul proprio sito, preso d’assalto, la simpatia di una moltitudine di cittadini.    

 

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Un indulto al Senato

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Eppur si disse…

29 luglio 2006 – La Margherita e i Democratici di Sinistra di Concordia (MO), a marzo scorso, nel chiedere il voto proprio alla Camera, avevano detto: “La sicurezza, cavallo di battaglia del centro destra nella campagna elettorale del 2001, non mostra alcun significativo miglioramento, né sul piano della microcriminalità, né su quello della grande criminalità organizzata, verso la quale, anzi, molti hanno denunciato un allentamento della tensione. Arretramenti si sono registrati anche sul versante della criminalità economica, con l’approvazione di molti provvedimenti di depenalizzazione e di vera e propria istigazione alla disonestà, falso in bilancio e altre leggi ad personam, condoni fiscali”. Dall’altra parte della provincia, una volta eletti, Ghizzoni e Miglioli, assieme al senatore Barbolini (che sta per votare al Senato) hanno scritto una lettera al.sindaco di Sassuolo Pattuzzi che pochi giorni prima aveva inviato loro una lettera in cui esprimeva preoccupazione per il tema della sicurezza in città. “Abbiamo presente – hanno scritto – quanto è stato fatto, quanto state facendo e quanto ancora c’é da fare a Sassuolo che si trova a fronteggiare tutti i lati negativi di un’immigrazione sregolata e clandestina. Lavoreremo, dentro e fuori il Parlamento per dare risposta alle tue aspettative e a quelle della tua comunità. Porteremo a Roma le vostre istanze, in primo luogo le richieste di tutela e sicurezza”.  E mentre Sassuolo vive momenti di alta tensione in queste ore per l’attentato dinamitardo contro la sede dell’Agenzia delle Entrate, gli stessi deputati Miglioli e Ghizzoni, che poche ora prima a Roma hanno votato l’indulto per i delinquenti, annunciano un’interrogazione parlamentare. Anche Giuliano Barbolini, sindaco uscente di Modena e senatore neo entrato a Palazzo Madama, che dovrà votare pro o contro la clemenza già approvata alla Camera, emette la propria interrogazione in cui “si chiede di sapere dai Ministri in indirizzo se esista un legame tra l’attentato all’Agenzia delle entrate di Sassuolo e l’indagine condotta dalla GdF, che ha portato alla scoperta della frode ai danni dell’agenzia stessa, e se l’attentato possa essere interpretato come gesto intimidatorio nei confronti dell’amministrazione finanziaria dello Stato”. Barbolini, in polemica (sui giornali) col centrodestra, di recente aveva annunciato la necessità di una maggiore attenzione sui temi della sicurezza. Oggi potrebbe polemizzare col centrodestra…direttamente in Senato. Lo farà o voterà assieme Forza Italia la legge-insulto?

 

 

 

Chi di indulto ferisce...

Intanto l’Unione riceve centinaia di... indulti sul proprio sito

E ne interrompe (da ieri) il collegamento




 

Toc, toc

Ma in attesa che venga riattivata la libertà di parola sul sito di Prodi, noi siamo in grado di farvi leggere una pagina nascosta del sito temporaneamente non... disponibile Clicca

 

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ONOREVOLI WANTED

A furia di parlare di quote rosa, si rischia di trascurare una rappresentanza parlamentare ben più rappresentativa o ben più rappresentata: quella degli eletti nei guai con la giustizia. Le quote marron. Il nuovo Parlamento conta già 25 condannati definitivi, 8 condannati in primo grado, 17 imputati, 19 indagati, 10 prescritti, più un pugno di miracolati dall'immunità, da leggi vergogna e da giudici distratti. Il totale è di 82, di cui 65 di centrodestra e 17 di centrosinistra. Il primo contribuente alle quote marron è Forza Italia, con 29 eletti; seguono An con 14, Udc con 10, Lega Nord con 8, e in fondo Dc, Psi e Movimento per l'autonomia con 1 per ciascuno. Nell'Unione svettano Ds e Margherita (6 più 6), seguiti a distanza da Udeur e Rifondazione (2 più 2) e Rosa nel pugno (1)". E' quanto si legge nel lancio dell'ultimo libro di Marco Travaglio e Peter Gomez "Onorevoli Wanted" (Editori Riuniti). "Un campionario di reati comuni, perlopiù senz'attinenza alcuna con la politica. Vince la classifica dei delitti preferiti dai parlamentari la corruzione (18 casi), tallonata da finanziamento illecito (16), truffa (10), abuso d'ufficio e falso (9), associazione mafiosa (8), bancarotta fraudolenta e turbativa d'asta (7), associazione per delinquere, falso in bilancio e resistenza pubblico ufficiale (6), attentato alla Costituzione e all'unità dello Stato e costituzione di struttura paramilitare fuorilegge (5), concussione, favoreggiamento e frode fiscale (4), diffamazione, abuso edilizio e lesioni (3); poi, a quota 2, banda armata, corruzione giudiziaria, peculato, estorsione, rivelazione di segreti. Fanalini di coda, con un solo caso per ciascuno: omicidio, associazione sovversiva, favoreggiamento mafioso, aggiotaggio, percosse, istigazione a delinquere, incendio, calunnia, voto di scambio, fabbricazione di esplosivi, plagio e persino adulterazione di vini". Su 900 e rotti parlamentari, si legge nella presentazione del volume, "i 'diversamente onesti' accertati o sospettati sono una novantina. Uno su dieci. Una percentuale di devianza criminale che non si riscontra nemmeno nelle più disagiate periferie metropolitane. Chi avvistasse un poliziotto di quartiere, è pregato di condurlo al più presto alla Camera e al Senato".

 

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