Ce l’hanno fatta

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PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni -
Applausi dei deputati dei gruppi de L'Ulivo, di Forza Italia, di Rifondazione
Comunista-Sinistra Europea, dell'UDC (Unione dei Democratici Cristiani e dei
Democratici di Centro), de La Rosa nel Pugno, dei Comunisti Italiani, dei Verdi
e dei Popolari-Udeur - I deputati del gruppo della Lega Nord Padania gridano:
Vergogna!).
(Concessione di indulto) (525-bis):
(Presenti 572
Votanti 554
Astenuti 18
Maggioranza dei due terzi
dei componenti l'Assemblea 420
Hanno votato sì 460
Hanno votato no 94).
Chi ve l’ha fatta fare?

Cosa t'hanno fatto...

LA
RABBIA DEL POPOLO DELL’UNIONE
Ecco i nomi di chi ha votato l'indulto
Appena oggi
L’invocazione inutile delle vittime della strada
27 luglio 2006 – L’associazione vittime della strada insorge
contro la legge indulto-colpo di spugna in esame appena approvata Camera. In
attesa di sapere come voteranno i parlamentari modenesi su un disegno di legge
che sta sconcertando il popolo del centrosinistra, anche perché ne
beneficeranno, tra gli altri, anche i 25 parlamentari condannati in via
definitiva e pure quelli indagati, registriamo una lettera spedita
dall’associazione, che ha sede anche a Modena, al ministro della giustizia
Clemente Mastella. La presidente nazionale Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
ricorda di avere “appreso con stupore e amarezza del favore con cui viene vista
l’ipotesi di una legge di amnistia”. E prosegue: “Vorremmo attirare la Sua
attenzione sulla circostanza che i familiari delle vittime dei reati e, in
particolare, degli omicidi colposi stradali spesso sono deboli, senza voce,
così come lo sono anche alcuni dei detenuti nelle carceri italiane. E’ pur vero
che chi ha ucciso i nostri cari quasi mai sconta una pena detentiva, nonostante
le pene minacciate sui codici, anche a causa di una generale sottovalutazione
degli effetti dei reati e di una subcultura ampiamente diffusa anche nei
tribunali, in base alla quale ci si permette di sostenere con disinvoltura ‘il
morto è morto, diamo aiuto al vivo’, come se uccidere sia un esercizio di
libertà: il sistema giudiziario italiano, così come funziona oggi, in concreto,
nelle aule dei tribunali, spesso tradisce ogni più elementare aspettativa di
giustizia”. Ciò nondimeno, “un colpo di spugna, magari anche per i processi in
corso, sarebbe veramente troppo”. I familiari delle vittime degli omicidi
colposi che insanguinano le nostre strade, prosegue la presidente, “non hanno
solo il diritto di ottenere il giusto risarcimento dei danni ma l’esigenza di
percepire che giustizia è stata fatta e che il colpevole ha dovuto subire la
giusta pena. Se non dovesse essere così, tanto varrebbe abrogare il delitto di
omicidio colposo e uscire da una situazione che non solo rasenta l’ipocrisia
(si minaccia, ma non si reprime), ma che provoca una seconda ed ulteriore
vittimizzazione: abbiamo abbastanza esperienza in materia, per affermare che
nelle aule dei tribunali penali le vittime che si costituiscono parte civile
contro gli imputati sono viste come comprimari da tollerare. Ci aspettiamo
piuttosto da Lei un’inversione di tendenza, che contrasti la discriminazione
delle vittime a favore dei colpevoli, nella convinzione che la giustizia si
debba amministrare in nome del popolo italiano, per la tutela delle vittime.
Pensiamo perciò che ogni provvedimento di incondizionata clemenza, nella
lamentata situazione di denegata giustizia nei confronti delle vittime dei
reati, risulterà gravemente offensivo per le vittime stesse e in contrasto con
il minimo etico che dovrebbe caratterizzare la convivenza democratica”.
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