Ce l’hanno fatta





 

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[…]

 

27 luglio 2006

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni - Applausi dei deputati dei gruppi de L'Ulivo, di Forza Italia, di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, dell'UDC (Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro), de La Rosa nel Pugno, dei Comunisti Italiani, dei Verdi e dei Popolari-Udeur - I deputati del gruppo della Lega Nord Padania gridano: Vergogna!).

 

(Concessione di indulto) (525-bis):

(Presenti 572
Votanti 554
Astenuti 18
Maggioranza dei due terzi
dei componenti l'Assemblea 420
Hanno votato
460
Hanno votato
no 94).

 

 

 

 

Chi ve l’ha fatta fare?




Cosa t'hanno fatto...




LA RABBIA DEL POPOLO DELL’UNIONE

 

Il colpo di spugna


l'INDULTO AL SENATO

 

Ecco i nomi di chi ha votato l'indulto

 

 

Appena oggi

 

L’invocazione inutile delle vittime della strada

Di Vincenzo Brancatisano

27 luglio 2006 – L’associazione vittime della strada insorge contro la legge indulto-colpo di spugna in esame appena approvata Camera. In attesa di sapere come voteranno i parlamentari modenesi su un disegno di legge che sta sconcertando il popolo del centrosinistra, anche perché ne beneficeranno, tra gli altri, anche i 25 parlamentari condannati in via definitiva e pure quelli indagati, registriamo una lettera spedita dall’associazione, che ha sede anche a Modena, al ministro della giustizia Clemente Mastella. La presidente nazionale Giuseppa Cassaniti Mastrojeni ricorda di avere “appreso con stupore e amarezza del favore con cui viene vista l’ipotesi di una legge di amnistia”. E prosegue: “Vorremmo attirare la Sua attenzione sulla circostanza che i familiari delle vittime dei reati e, in particolare, degli omicidi colposi stradali spesso sono deboli, senza voce, così come lo sono anche alcuni dei detenuti nelle carceri italiane. E’ pur vero che chi ha ucciso i nostri cari quasi mai sconta una pena detentiva, nonostante le pene minacciate sui codici, anche a causa di una generale sottovalutazione degli effetti dei reati e di una subcultura ampiamente diffusa anche nei tribunali, in base alla quale ci si permette di sostenere con disinvoltura ‘il morto è morto, diamo aiuto al vivo’, come se uccidere sia un esercizio di libertà: il sistema giudiziario italiano, così come funziona oggi, in concreto, nelle aule dei tribunali, spesso tradisce ogni più elementare aspettativa di giustizia”. Ciò nondimeno, “un colpo di spugna, magari anche per i processi in corso, sarebbe veramente troppo”. I familiari delle vittime degli omicidi colposi che insanguinano le nostre strade, prosegue la presidente, “non hanno solo il diritto di ottenere il giusto risarcimento dei danni ma l’esigenza di percepire che giustizia è stata fatta e che il colpevole ha dovuto subire la giusta pena. Se non dovesse essere così, tanto varrebbe abrogare il delitto di omicidio colposo e uscire da una situazione che non solo rasenta l’ipocrisia (si minaccia, ma non si reprime), ma che provoca una seconda ed ulteriore vittimizzazione: abbiamo abbastanza esperienza in materia, per affermare che nelle aule dei tribunali penali le vittime che si costituiscono parte civile contro gli imputati sono viste come comprimari da tollerare. Ci aspettiamo piuttosto da Lei un’inversione di tendenza, che contrasti la discriminazione delle vittime a favore dei colpevoli, nella convinzione che la giustizia si debba amministrare in nome del popolo italiano, per la tutela delle vittime. Pensiamo perciò che ogni provvedimento di incondizionata clemenza, nella lamentata situazione di denegata giustizia nei confronti delle vittime dei reati, risulterà gravemente offensivo per le vittime stesse e in contrasto con il minimo etico che dovrebbe caratterizzare la convivenza democratica”.  

 

 

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