Il Consiglio di Stato boccia il bonus, rigettando un ricorso contro il
Tar
Immissioni in ruolo sì, punteggio di
montagna no
Cresce l’attesa per l’udienza del 13 luglio, che potrebbe definire il
caso
Firmato il decreto per stabilizzare 60.000 lavoratori, assunti solo i
precari

4 LUGLIO 2007– Scuola, al via le immissioni in ruolo con un altro colpo di scena dal fronte del punteggio di montagna. Il ministro della pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato il decreto per 50.000 docenti e 10.000 assistenti, tecnici e amministrativi. Entro il 31 luglio 2007, gli Uffici scolastici provinciali nomineranno i docenti attingendo per metà dal concorso ordinario e per metà dalle graduatorie ad esaurimento, con nomina dal 2007/2008 a meno di sorprese indotte dal controverso doppio punteggio di montagna che ha minato la stabilità delle graduatorie provinciali. La viceministro Mariangela Bastico ricorda che il decreto dà «applicazione a quanto previsto dalla Legge Finanziaria che, attraverso il piano triennale delle 150 mila assunzioni, ha il duplice obiettivo di superare l'emergenza precariato e di abbassare l'età media del personale docente». E sottolinea una novità, che accredita le nostre perplessità in merito alla prassi di attribuire i posti in ruolo anche a chi è già di ruolo, come i maestri già di ruolo che approfittano dell’occasione per passare alle superiori sottraendo posti pensati invece – stando ai ripetuti annunci dei politici in campagna elettorale – per la soluzione del precariato e non per i passaggi di cattedra. «Il decreto – precisa Bastico – contiene un'importante novità nel meccanismo di reclutamento. Le nuove assunzioni riguarderanno esclusivamente insegnanti non di ruolo». Aggiunge Bastico che «l’importante scelta, concordata con le organizzazioni sindacali, garantisce ai precari, che si sono abilitati in una determinata materia, la concreta possibilità di entrare in ruolo. Questa decisione, inoltre, consente che nella scuola superiore, dove attualmente è più elevato il numero dei precari, si realizzi un processo di stabilizzazione e di abbassamento dell'età media del personale in ruolo». Le rose e le spine. Il 13 luglio il Consiglio di Stato discuterà alcune decine di ordinanze del Tar del Lazio che nei giorni scorsi hanno riabilitato il doppio punteggio di montagna dopo che la Consulta lo aveva dichiarato incostituzionale e dopo che gli Usp lo avevano detratto dalle graduatorie fresche di stampa e in base alle quali si procederà alle immissioni. Il giudice d’appello dovrà valutare la fondatezza della tesi del Tar secondo cui una norma della Legge finanziaria (con cui il governo ha voluto tenere in vita il bonus della discordia fino al prossimo 1 settembre nonostante le proteste di molti precari) prevarrebbe sull’efficacia della citata sentenza di incostituzionalità. In caso di esito favorevole ai “montanari”, le graduatorie provinciali appena pubblicate dovranno essere ricompilate e se le immissioni avvenissero dopo il 31 luglio, avrebbero effetto economico solo dall’anno 2008-2009. Ma proprio ieri il Consiglio di Stato si è espresso negativamente su un ricorso presentato contro il Tar del Lazio che, prima del suo ripensamento del 15 giugno, aveva rigettato altre richieste di sospensiva del Decreto direttoriale con il quale il Mpi aveva ordinato agli Uffici scolastici provinciali di depurare le graduatorie del doppio punteggio. Lapidarie le conclusioni del Consiglio che ha respinto l’istanza “considerato – vi si legge – che la sentenza della Corte Costituzionale n. 11/2007 ha superato quanto disposto dalla l.n. 296/2006 (legge finanziaria per il 2007) e che, con riguardo alle graduatorie di cui trattasi, non si è in presenza di rapporti esauriti o definiti”. L’organo giurisdizionale d’appello ha così rilanciato la tesi secondo la quale la posizione in graduatoria non attribuisce ai docenti alcun diritto ma solo un’aspettativa che per la propria natura non può ostare contro gli effetti retroattivi della citata sentenza costituzionale. Questa ordinanza del Cds getta nello sconforto migliaia di precari che attendono ora con un certo pessimismo l’udienza dello stesso Cds che il 13 luglio 2007 dovrà mettere la parola fine alla penosa questione del Superporcellum di montagna. Ribadiamo, a questo proposito e a beneficio di chi non mastica di cose giuridiche e che non segue la cronaca politico costituzionale, che il neologismo Superporcellum è stato ideato dal professor Sartori per indicare, con grande efficacia e severa indignazione, la “legge porcata” che – regnante Berlusconi – ha cambiato il sistema elettorale spogliando i cittadini del potere di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento e regalandolo alle segreterie dei partiti o, che dir si voglia, dei fantasmi dei partiti. Nessuna intenzione dispregiativa, da parte nostra, verso chi lavora in montagna ma il massimo disprezzo, sempre da parte nostra, per chi ha partorito il superpunteggio di montagna e per la normativa che lo tiene ancora a galla, allo stesso modo di come disprezziamo chi ha voluto il porcellum elettorale e la normativa che lo ha introdotto. C’è da dire che in quest’ultimo caso l’incauto ideatore una volta prodotto il danno irreparabile s’è dissociato dalla sua stessa creatura, ammettendo di avere commesso una porcellata. Nella storia della montagna invece siamo in presenza di una legge orfana: nessuno rivendica la paternità né si assume le responsabilità per il caos prodotto anche se in tanti ne difendono gli effetti. Effetti nefasti sulla credibilità e sull’immagine del corpo docente precario. Di seguito il testo dell’ordinanza del Consiglio di Stato.
Roma, 03 Luglio 20075 Luglio 2007 - Aggiornamento. Consiglio di Stato, un altro stop pesante al doppio punteggio
REPUBBLICA
ITALIANA
IN
NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il
Consiglio di Stato in sede giurisdizionale
Registro
Ordinanza:/ 3403/07
Registro
Generale:4894/2007
Sezione
Sesta
composto
dai Signori: Pres. Gaetano Trotta Cons. Carmine Volpe Est. Cons. Luciano Barra
Caracciolo Cons. Aldo Scola Cons. Roberto Giovagnoli
ha
pronunciato la presente
ORDINANZA
nella
Camera di Consiglio del 03 Luglio 2007 .
Visto
l'art.21, u.c., della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come modificato dalla
legge 21 luglio 2000, n. 205;
Visto
l'appello proposto da:
MAROTTA
MARIA LUIGIA rappresentato e difeso da: Avv. PASQUALE MAROTTA con domicilio
eletto in Roma VIA DI VILLA PEPOLI,4 pressoGIANCARLO CARACUZZOcontroMINISTERO
DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE ED ALTRO rappresentato e difeso da:AVVOCATURA GEN.
STATO con domicilio in Roma VIA DEI PORTOGHESI 12 pressoAVVOCATURA GEN. STATO
per
l'annullamento dell'ordinanza del TAR LAZIO - ROMA :Sezione III Quater n.
2423/2007 , resa tra le parti, concernente GRADUATORIA AD ESAURIMENTO PERSONALE
DOCENTE ED EDUCATIVO;
Visti
gli atti e documenti depositati con l'appello;
Vista
l'ordinanza di reiezione della domanda cautelare proposta in primo grado;
Visto
l'atto di costituzione in giudizio di:
MINISTERO
DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE ED ALTRO
Udito
il relatore Cons. Carmine Volpe e uditi, altresì, per le parti l’Avv.to Marotta
e l’Avv.to dello Stato Coaccioli.
Considerato
che la sentenza della Corte Costituzionale n. 11/2007 ha superato quanto
disposto dalla l.n. 296/2006 (legge finanziaria per il 2007) e che, con
riguardo alle graduatorie di cui trattasi, non si è in presenza di rapporti
esauriti o definiti;
P.Q.M.
Respinge
l'appello (Ricorso numero: 4894/2007 ).
Roma,
03 Luglio 2007
Altre notizie
Scrivi al sito
Su www.vincenzobrancatisano.it