La Finanziaria abolisce le graduatorie 

Scuola, precari in rivolta   

Assaltata la posta di politici e giornali


Servizio e foto di Vincenzo Brancatisano

 

10 OTTOBRE 2006 – La Flcgil di Modena attacca la Gilda sul doppio punteggio della montagna abolito (ma è proprio così?) dal disegno di legge finanziaria. L’ex Cgil Scuola, in un volantino protocollato nelle scuole modenesi, si assume la paternità della “vittoria” conseguita grazie a “un nuovo governo che si è dimostrato disponibile alle nostre richieste”. In realtà ha vinto il Gattopardo, poiché il doppio punteggio rimane valido fino al 1 settembre 2007 e dunque è come non abolito. Infatti le annunciate 150.000 immissioni in ruolo si baseranno sul punteggio acquisito fino a quella data, punteggio utilizzabile anche per la redazione delle prossime graduatorie dei precari, che saranno pressochè le ultime, visto che la Finanziaria ne ha previsto l’abolizione a partire dal 2010. Cambiare qualcosa per lasciar tutto com’era. Intanto si diffonde il panico tra i precari dopo l’intervento del ministro Bastico sulla Gazzetta, che ha fatto il giro di Internet. L’abolizione delle graduatorie è contestata da decine di migliaia di docenti, che temono di essere scaricati dopo essere stati usati a buon mercato per decenni. A temerlo sono coloro che non rientreranno nelle annunciate 150.000 immissioni in ruolo ai quali non è stato spiegato che fine faranno. Ma ci saranno davvero le immissioni? Vediamo. Se dalla Finanziaria si passa alla più dettagliata scheda tecnica che la accompagna in Parlamento, si legge che “il proposto piano pluriennale” ha “comunque carattere programmatico”, e dovrà “tener conto in ogni caso, della puntuale verifica annuale circa la sua concreta fattibilità”. Come dire: solo se ci saranno soldi. Ma l’entità delle immissioni sarà annacquata dai passaggi di cattedra. Non solo: per migliaia di docenti soprannumerari perché la propria materia non è più gettonata, come Ragioneria o Francese o Dattilografia e altre, la legge finanziaria (art. 66, comma 5) prevede l’ennesimo piano di riconversione professionale “finalizzata alla copertura dei posti di insegnamento per materie affini”. Così, docenti che ignorano materie diverse dalla propria, dopo poche ore di corso passeranno, già nel 2007-2008, sulla nuova materia, a discapito degli alunni e a danno dei docenti che stavano per ottenere il ruolo. Ma i sindacati non contestano. Che la qualità non interessi ai ministri economici è dimostrato dalle pagine 141 e seguenti della citata scheda. Qui i tecnici ministeriali si sono superati laddove hanno programmato una riduzione del 10 per cento delle bocciature nel biennio delle superiori frequentate oggi da 185.002 studenti. Vi si legge: “Si ricava così una diminuzione di 18.500 unità per la popolazione studentesca che, considerando l’attuale rapporto alunni/classi, corrisponde a 805 classi; supponendo quindi di poter diminuire il numero complessivo di classi in ragione dell’80% del possibile risparmio, si stimano 644 classi in meno, corrispondenti a 1.455 docenti e 425 Ata, per una minore spesa di euro 56 milioni a decorrere dal 2008, ed euro 18,6 milioni per il 2007”. La Bastico però contesta la tesi e lega la riduzione delle bocciature al cambiamento del metodo di insegnamento che favorirebbe così il successo scolastico dei ragazzi. (L’articolo di Vincenzo Brancatisano è sulla Gazzetta di Modena di oggi)

 

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