Pubblicato  il decreto per aggiornare le liste del personale docente

Graduatorie, come la scuola sferza i precari

Sui trasferimenti il Ministero disattende i provvedimenti dei giudici

 



Di Vincenzo Brancatisano

 

13 APRILE 2009 – E’ stato pubblicato il decreto ministeriale per le nuove graduatorie dei docenti precari. Sono interessate centinaia di migliaia di insegnanti di ogni ordine e grado che entro l’11 maggio potranno aggiornare la propria posizione o chiedere un nuovo inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo per il biennio 2009/2011. Non mancano le lamentele e le proteste, prima fra tutte quella contro la norma che vieta ai docenti inclusi in una graduatoria provinciale di spostarsi in un’altra provincia se non a pena di un inserimento in coda. In sostanza chi volesse spostarsi da una provincia verso un’altra provincia si troverebbe condannato all’ultimo posto in classifica nella nuova graduatoria anche se dotato di un punteggio per il quale dovrebbe essere primo. Nello stesso tempo si consente agli insegnanti stranieri di iscriversi in qualsiasi provincia. La norma, ora confermata, fu introdotta dal governo Prodi su sollecitazione dei sindacati e aveva lo scopo dichiarato di frenare la transumanza di precari da una regione all’altra, che oltretutto attenuava, aggiungono i maligni, il potere di controllo delle sezioni locali dei sindacati sui precari stessi. Peraltro né lo Stato né i sindacati, proseguono i più attenti, hanno mai avuto nulla da dire contro il puntuale balletto di trasferimenti e assegnazioni provvisorie di docenti di ruolo che si spostano ogni anno in massa da una regione all’altra devastando la continuità didattica. E’ una delle tante discriminazioni tra precari e lavoratori stabili, che si aggiunge alla nuova questione del mancato riconoscimento della carriera dei primi. Sono recentissime infatti due sentenze (Tribunali di Roma e di Tivoli) che hanno condannato il Ministero dell’Istruzione a riconoscere gli scatti di anzianità e il relativo aumento in busta paga ad alcuni docenti precari di lungo corso che continuavano ad essere pagati con lo stipendio del primo anno, come succede da sempre, e che alla fine si sono rivolti alla giustizia. Non basta che ci sia una legge e un contratto collettivo voluto dai sindacati  – spiega una sentenza rivoluzionaria della Corte di Giustizia europea cui anche il giudice del lavoro di Modena si potrebbe presto ispirare  – per poter pagare meno i lavoratori precari che pur svolgono lo stesso lavoro dei docenti di ruolo. Quanto al divieto di trasferimento dei precari, il ministero è rimasto indifferente ai ripetuti provvedimenti di Tar e del Consiglio di Stato che hanno ritenuto illegittima la norma per violazione dei principi costituzionali del merito e della libera circolazione (come avevamo preventivato fin dalla sua emanazione) e ha stabilito che ai docenti iscritti in una graduatoria provinciale è consentito, oltre che aggiornare la propria posizione nella provincia di appartenenza, di scegliere altre tre sedi provinciali, ove però collocarsi in coda. Un contentino destinato a creare confusione. Se si pensa che i docenti dovranno iscriversi anche nelle graduatorie dei singoli istituti, arriveranno a cinque le liste da tenere sott’occhio ogni anno, e i luoghi di provenienza di telegrammi di convocazione per una supplenza. Una follia, denunciano in tanti. Ma c’è un’altra novità che rischia di creare nuovi conflitti. Il decreto prevede infatti l’ingresso in graduatoria di docenti comunitari stranieri, come da normativa Ue, e di docenti italiani che hanno conseguito il titolo di abilitazione all’estero. E’ il caso dei tanti nostri connazionali che sono andati in Spagna a conquistare a buon mercato, grazie anche all’aiuto di talune organizzazioni, un titolo di abilitazione che non sono riusciti a conseguire in Italia. Secondo l’associazione Gilda “si tratta di un’iniziativa che fa leva sulla disperazione di tanti giovani che si sono laureati e che non sono in possesso del titolo abilitante”.   

 

Per la compilazione delle domande, vai al sito della Rete Nazionale Docenti Precari

 



Fa' leggere questa pagina a un tuo amico

 

Google

TORNA SU

 

Altre notizie

Old news

Scrivi al sito

 

Su www.vincenzobrancatisano.it