Al  liceo “Fanti” di Carpi l’energia geotermica ha sostituito i termosifoni 

La scuola si riscalda con il calore del sottosuolo

E d’estate niente condizionatori, l’aria calda sarà ceduta al terreno

Fotovoltaici al “L. da Vinci” e tante iniziative censite dalla Provincia   






 

Di Vincenzo Brancatisano

 

13 DICEMBRE 2006 - Per molti è la frontiera del futuro, ma a Carpi, in provincia di Modena, quel futuro è già realtà. Studenti, professori e tecnici del liceo scientifico “Fanti” si stanno riscaldando con il calore che viene dalla terra e stanno facendo a meno dei termosifoni e pure di altre fonti inquinanti di riscaldamento. Anche perché i termosifoni non ci sono proprio nella nuova palazzina del liceo, che ospita le 15 aule, due laboratori e l’aula magna. La nuova ala dell’edificio, costruita anche per far fronte all’aumento delle iscrizioni (1277 studenti nell’anno in corso, 100 in  in più rispetto all’anno scorso), e appena inaugurata, è stata realizzata dall’aministrazione provinciale di Modena secondo i criteri dell’edilizia sostenibile e del risparmio energetico e punta sull’energia geotermica, che proviene dal sottosuolo. E’ soddisfatto il preside Gian Michele Spaggiari, che già pensa all’estate prossima, quando “verificheremo la freschezza che ci hanno assicurato”. L’impianto geotermico consente infatti agli ambienti, resi caldi d’estate, di cedere il calore  al sottosuolo e di fare a meno dei condizionatori. “E’ un sistema innovativo che coniuga risparmio energetico ed efficienza  – commenta l’assessore provinciale al patrimonio, Egidio Pagani – e ci pone all’avanguardia. E’ infatti il primo impianto di questo tipo nel territorio modenese e uno dei pochissimi in Italia”. L’impianto è costituito da 12 pozzi profondi un centinaio di metri nei quali una pompa fa circolare acqua che si scalda a contatto con il calore naturale del terreno e il calore si irradia dal pavimento. L’intervento, ricorda l’assessore provinciale all’istruzione, Silvia Facchini, fa parte di un piano straordinario della Provincia per dare una risposta alle esigenze didattiche delle scuole superiori e per fornire agli studenti servizi sempre più moderni ed efficienti”. L’energia geotermica “è originata dalla radioattività del nucleo terrestre e dal calore ‘fossile’ conservatosi dalla formazione del pianeta”, ricorda Simone Benatti nella sua tesina d’esame all’Istituto tecnico industriale Leonardo da Vinci di Carpi. Quest’ultima scuola dal 1999 produce e vende energia elettrica all’Enel, grazie ai pannelli fotovoltaici che producono energia elettrica per 5 chilovatt, sufficienti per dare autonomia a due laboratori dotati di 25 computer. L’impianto “ha avuto un impatto molto forte sui nostri studenti – spiega oggi il preside Antonio Piras – non solo come educazione al risparmio e alla produzione di sistemi alternativi di energia ma anche sul ‘fare’. Per esempio, il supporto meccanico è stato fatto in casa, e gli studenti ne fanno periodicamente la manutenzione”. Intanto l’amministrazione provinciale, che ha appena terminato un ampio censimento degli “edifici scolastici sostenibili”, mette in evidenza come “l’attenzione alla qualità edilizia delle strutture scolastiche abbia ormai affiancato, nella nostra provincia, la qualità dei percorsi pedagogici”. L’edilizia degli ultimi decenni “ha evidenziato inadeguatezze sotto il profilo energetico ed ambientale. Per questo motivo, l’architettura del presente e del futuro si deve assumere il compito di riqualificare l’aspetto ambientale e gestionale del settore edile, applicando un nuovo approccio progettuale”. Sarebbe interessante e consigliabile, prosegue l’amministrazione, “prevedere anche azioni di controllo di gestione degli edifici, quali il monitoraggio dei consumi energetici per individuare le eventuali criticità”. Si potrebbe iniziare, aggiungiamo noi, eliminando gli sprechi provocati dagli spifferi delle finestre delle scuole e dall’accensione assurda di termosifoni anche quando le finestre delle scuole sono aperte per mancanza di freddo. Non è raro osservare le finestre delle scuole spalancate, specie nei mesi autunnali, con i termosifoni che vanno al massimo.

 

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