Perplessità per la mancata sospensione delle graduatorie ad esaurimento dei precari

Superpunteggio, un fulmime a ciel sereno sul Ministero

Gli Usp stanno pubblicando le liste provvisorie non considerando l’ordinanza del Tar



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

19 GIUGNO 2007 – Nulla di nuovo dall’incontro di ieri sera al Ministero della Pubblica Istruzione in merito alle sorti del punteggio di montagna. Anzi di quest’ultimo s’è parlato poco e in modo marginale mentre sono stati affrontati altri temi assieme ai sindacati. Il Ministero ha dato l’impressione di essere stato colpito da un fulmine a ciel sereno, come ci informa la Gilda, e si definisce perplesso circa la bontà dell’ordinanza del Tar del Lazio che, lo ricordiamo, ha rimesso in pista la supervalutazione in misura doppia del punteggio di montagna dopo che lo stesso Ministero aveva dato esecuzione in senso retroattivo alla sentenza della Corte Costituzionale con la quale il bonus, prodotto dalla legge 143 del 2004, era stato definito incostituzionale. Il Ministero non sembra intenzionato a cambiare rotta e non ha mandato alcun segnale contrario agli Usp che in effetti stanno procedendo, a partire da ieri, alla pubblicazione delle liste nella loro versione provvisoria, e ripulite della citata supervalutazione ritenuta incostituzionale ma riattivata in via di giurisdizione amministrativa. Le graduatorie definitive saranno pubblicate dai vari Uffici entro il 16 luglio prossimo dopo le correzioni degli errori denunciati dagli interessati che hanno cinque giorni di tempo per produrre reclamo (per scaricare il modulo clicca qui). Cosa devono fare gli interessati per approfittare dell’ordinanza del Tar nei cinque giorni citati? E i controinteressati che temono invece una possibile esecuzione dell’ordinanza dei giudici amministrativi nelle more della correzione degli errori nelle graduatorie provvisorie? Nessuno lo sa. Gli uomini di Fioroni per ora stanno consultando l’ufficio legale di Viale Trastevere per verificare l’opportunità di impugnare l’ordinanza presso il Consiglio di Stato.

  

 

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Parla il legale: Ecco come ho fatto cambiare idea al Tar del Lazio

 

 

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