Immissioni in ruolo, la Flc scrive anche al Ministro 

Mille firme di precari al Prefetto 

«Gli spezzoni di ore entrino nell’organico di diritto»



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

11 MARZO 2008 – Immissioni in ruolo, la Cgil rompe gli indugi e si rivolge alle istituzioni. Il coordinamento precari della FLC/Cgil di Modena invia al Prefetto, al Ministro della Pubblica Istruzione e agli Uffici scolastici provinciale e regionale una petizione con 1.130 firme di docenti e Ata precari, per chiedere l’emanazione urgente del decreto autorizzativo delle 60.000 assunzioni previste dalla Finanziaria 2008. Si tratta di 50.000 docenti e 10.000 assistenti, tecnici e ausiliari, che si aggiungono ai 60.000 immessi nel 2007. Il viceministro Bastico ricorda che «numerose preoccupazioni giungono dal mondo dei precari». Ma aggiunge che «per parte nostra abbiamo compiuto, anche presso il Ministero dell’Economia, tutti i passi necessari a garantire la seconda tranche di immissioni in ruolo». Nella petizione della Flc si chiede anche di ripristinare in organico di diritto tutte le cattedre “sciolte” negli ultimi 2 anni (a Modena ben 159) e trasformate in spezzoni orari per non sforare il tetto provinciale. Questo consentirebbe maggiori immissioni in ruolo di precari - circa 95 insegnanti in più - e continuità nell’offerta formativa delle scuole. Il sindacato chiede inoltre la cancellazione dei «modelli spuri che in questi anni si sono creati per garantire le 40 ore di tempo scuola alle famiglie e loro trasformazione in tempo pieno, senza però una corrispondente assegnazione di docenti». Intanto la popolazione scolastica modenese vive un autentico boom con 12.300 alunni in più rispetto allo scorso anno, un fenomeno che richiederebbe uno sforzo serio per garantire una scuola di qualità. Ma Stefano Colombini, della segreteria provinciale Flc, esprime preoccupazione per i criteri di distribuzione dei posti nelle varie province: «Se diamo un’occhiata alla media alunni/classe notiamo che Modena ha la media più alta, pari al 21,40 contro 19,75 di Bologna, 20,11 di Reggio Emilia, 17,82 di Ferrara. Siamo di fronte ad una situazione ormai non più sostenibile, col rischio reale di compromissione del diritto di ciascun alunno e studente, di fruire di una reale ed effettiva offerta formativa che garantisca loro il successo e combatta l’abbandono scolastico». (L'articolo di Brancatisano è sulla Gazzetta di Modena dell'11 marzo 2008)

 



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