L’indennità di disoccupazione colpita ora al 27 per cento, 4 punti in
più
Fisco, gli insegnanti precari pagheranno
di più
Senza deduzioni si allarga la base imponibile. Imposte locali più alte
Di Vincenzo Brancatisano
12 OTTOBRE 2006 – Altro che
Robin Hood. La riforma fiscale del centrosinistra colpirà i disoccupati, che
pagheranno al fisco più dell’anno prima e più dei possessori di capitali.
Quanto all’inasprimento delle addizionali Irpef, comunale e regionale, non ci
sarà bisogno di attendere eventuali aumenti delle aliquote: i modenesi
pagheranno molto di più a Comune e Regione anche senza il paventato rialzo
delle aliquote cui potrebbero essere costretti i nostri governi locali.
Vediamo. L’assegno di disoccupazione che molti lavoratori precari ricevono
dall’Inps come inedennizzo per i mesi non lavorati e per il quale si
assicurano, sarà colpito con l’aliquota del 27 per cento e non più al 23 per
cento. Questo perché il contribuente che ad esempio percepisce
un reddito annuale medio basso di circa 23.000 euro lordi, l’anno scorso pagava
(peraltro sul reddito eccedente la No tax area) il 23 per cento di Irpef, aliquota
che si estendeva fino ai redditi di 26.000 euro. Con le nuove aliquote, lo
stesso contribuente pagherà di più. Infatti i primi 15.000 euro saranno colpiti
al 23 per cento, ma la restante parte del reddito sarà colpita con un’aliquota
più alta, 27 per cento invece che 23 per cento. Se questo contribuente è un
lavoratore precario, la somma percepita come assegno di disoccupazione per i
mesi non lavorati sarà ora colpita con l’aliquota del 27 per cento, 4 punti più
dell’anno scorso, 7 punti in più della nuova aliquota per i redditi di
capitale, tuttora ferma al 12,5 per cento a titolo definitivo. Può succedere
dunque che, mentre i benestanti minacciano la rivolta fiscale, i precari da
dieci mesi di lavoro all’anno (è il caso dei lavoratori della scuola con
contratto da settembre-giugno e di altri lavoratori a tempo determinato che
superano i 15.000 euro annui) pagheranno più di loro. Anche per loro vanno
considerate le nuove detrazioni e gli assegni per figli a carico, ma rimane il
fatto che non tutti i precari hanno figli da “scaricare” nel 740. Anzi, molte
precarie modenesi sono costrette ad abortire per colpa dell’instabilità
del lavoro, stando alle risultanze dei colloqui preliminari all’interruzione
volontaria di gravidanza, secondo quanto ci ha
rivelato la ginecologa Silvana Borsari, responsabile dei consultori
familiari del Distretto 3 dell’Ausl di Modena. E rispetto
all’anno precedente è pure scomparso il bonus bebè di mille euro, ridicolizzato
dalla sinistra e di cui ora molte famiglie dovranno fare a meno. Ma non è finita.
Poiché le nuove detrazioni sostituiscono le deduzioni per l’“area familiare”
previste da Tremonti, la sparizione di queste ultime finisce per allargare la
base imponibile. E visto che è su questa che si calcolano le addizionali Irpef,
comunale e regionale, le imposte locali aumenteranno automaticamente,
aggravando il saldo negativo a carico di chi si dice di voler proteggere. Infatti,
le addizionali emiliane (a differenza di quanto succede in altre regioni) non
si reggono su scaglioni progressivi di reddito (come vorrebbe la Costituzione,
cui si ispira l’Irpef) ma sono uguali per tutti, e dunque la stangata colpirà
di più i percettori di redditi bassi, come succede tutte le volte che si fanno
le “parti eguali tra diseguali”, giusto per ricordare il titolo di un bel
libro di Ermanno Gorrieri, celebrato nei giorni scorsi a Modena, che è un
vecchio slogan di Don
Milani. Il quale, commentando le caratteristiche dell’Iva ai ragazzi di
Barbiana, la definiva “imposta indolore sui poveri” che,
costretti a consumare tutto il reddito, sono colpiti al cento per cento da
questa imposta sui consumi, uguale per tutti e camuffata da prezzo. (L’articolo
di Brancatisano è pure consultabile
sulla Gazzetta
di Modena di oggi)
Il contenuto delle pagine di questo sito è tutelato ai sensi degli artt. 2575 e 2576 cc. e dalla Legislazione sul diritto d'autore. Può essere riprodotto su qualsiasi supporto o rivista purché siano esplicitati la fonte e l'indirizzo di questo sito, dal quale viene prelevato.
Confermata
la nostra ipotesi:
13 OTTOBRE 2006 – Rivelazione del
Governatore Draghi “L’operaio pagherà di più”. CLICCA
Vergogna
nazionale
13 OTTOBRE 2006 – Gioiellieri e avvocati
più poveri dei maestri: CLICCA
HOME
Su www.vincenzobrancatisano.it