Dilaga la protesta nelle scuole italiane

La rivolta dei professori

I docenti ora si rivolgono alle famiglie

«I tagli del governo vanificano il Pof»



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

28 DICEMBRE 2009 – “Cari genitori, ci dispiace se d’ora in poi la scuola non sarà come prima, ma la colpa non è nostra”. Dilaga la protesta nelle scuole modenesi. Dopo la presa di posizione dei docenti del liceo sociopsicopedagogico “Sigonio” di Modena tocca ai professori della scuola media Fassi di Carpi e dell’Istituto comprensivo Carpi 2. Ai quali non è rimasta altra scelta se non quella di rivolgersi alle mamme e ai papà dei loro alunni per denunciare i pesanti tagli decisi dal governo, che hanno causato “difficoltà e disagi che non sono  dipendenti dalla nostra volontà”. Intanto il Cps, il nuovo Coordinamento precari della scuola, ha lanciato una diffida-strappa tessera ai sindacati Cisl, Uil, Snals e Gilda, rei, secondo l’associazione, di non avere indetto nemmeno un’ora di sciopero contro la mannaia che decreterà la sparizione di quasi centomila posti di lavoro tra quest’anno e i prossimi due anni scolastici e di avere accolto senza troppe proteste il riordino degli indirizzi scolastici. “I tagli nella scuola pubblica – spiega la professoressa Cinzia Principi, docente di inglese alle medie Fassi –  sono così drastici che ci impediscono di fatto di programmare le nostre attività  e di continuare ad effettuare il nostro lavoro, così come richiesto dai programmi e dal piano dell’offerta formativa della nostra scuola”. La mancanza di risorse umane ed economiche, si precisa, “ha di fatto trasformato la fisionomia della scuola,  con ripercussioni importanti sulla qualità dell’insegnamento ai bambini”. Il documento, un autentico cahier des doléances, è stato consegnato alle famiglie e parla innanzitutto di “incertezze e difficoltà dovute alla poca chiarezza delle nuove norme e dei finaziamenti su cui la scuola poteva contare ad inizio d’anno. A tutt’oggi ad esempio i genitori dei ragazzi di terza media non possono scegliere la scuola superiore per i figli in attesa di una riforma di cui si sa, a tutt’oggi, molto poco. Denuncia inoltre la difficoltà della sostituzione dei colleghi assenti: “non è sempre possibile garantire la sostituzione con ore di supplenza da parte di altri docenti della scuola media”. Per la scuola primaria, “i docenti non riescono a recuperare le ore di straordinario che sono fatte per coprire le emergenze e a volte si arriva ad utilizzare l’insegnante di sostegno”. Scelta, quast’ultima, proibita dalla legge. Inoltre,  “non sarà sempre possibile effettuare uscite” e gite sclastiche  “per la mancanza del numero minimo di docenti”. E’ pure “sparito alla scuola media l’insegnamento di informatica e, inoltre,  in tutti i plessi è molto complicato utilizzare i laboratori di informatica per la mancanza di compresenze”. I plessi Lugli e Vinci, “a fronte di un aumento del numero di bambini, hanno entrambi quest’anno,  un docente in meno”. Sono “diminuite le cattedre di lingua inglese alla scuola primaria”. Sono “diminuite le risorse per l’integrazione e l’alfabetizzazione degli alunni stranieri”. Il tempo pieno “è stato modificato nella sua risorsa fondamentale: sono state tolte tutte le compresenze”. E’ aumentato “il numero degli alunni per classe e le nostre aule  non possono contenere più di 25 alunni, per ragioni di sicurezza”. Questo, proseguono i docenti carpigiani, “non è che un elenco di cose che si facevano e non si possono fare più a scuola, o di cose che si fanno meno bene di prima”.  (Vincenzo Brancatisano su La Gazzetta di Modena, 28 dicembre 2009)

 

 

 

 

 



Fa' leggere questa pagina a un tuo amico

 

Google

TORNA SU

 

Altre notizie

Old news

Scrivi al sito

 

Su www.vincenzobrancatisano.it